Dal pane al Pesto Bar: quello di Barilla è un racconto italiano lungo 140 anni

Barilla: dal forno di pane alla multinazionale della pasta© Shutterstock

L’esperienza di Barilla è tra le più affascinanti e rappresentative dell’industria alimentare italiana. È la storia di una piccola bottega che, con il tempo, è diventata uno dei simboli del Made in Italy in tutto il mondo. Oggi è conosciuta in oltre 100 paesi, con stabilimenti produttivi, marchi storici e un forte legame con la tradizione culinaria italiana, ma le sue radici affondano in un piccolo forno di Parma nel XIX secolo.

Le origini: un forno di pane e pasta a Parma

Tutto ha inizio nel 1877, quando Pietro Barilla senior apre una bottega per la produzione di pane e pasta nella sua città natale, Parma. La sua era una famiglia di panettieri e artigiani dell’arte bianca. Infatti già nel Cinquecento un suo avo, Ovidius De Barillorum, era maestro fornaio nella stessa città. In quella bottega – con sacchi di farina, acqua e tanto lavoro – nacque un progetto che avrebbe segnato la storia dell’alimentazione in Italia e all’estero. Pietro lavorava fino a 18 ore al giorno, coinvolgendo tutta la famiglia in un’attività guidata dalla passione per il buon cibo.

Nei primi anni del Novecento, grazie all’ingegno imprenditoriale della famiglia Barilla, l’attività artigianale ha cominciato a trasformarsi in produzione industriale. Poi, nel 1910 è stato inaugurato il primo stabilimento vero e proprio, dotato di un forno “a produzione continua”, capace di sfornare quantità ben maggiori di pasta e pane rispetto alla modesta bottega originaria.

Il Novecento: innovazione, crescita e specializzazione

Dopo la morte di Pietro Barilla , avvenuta nel  1912, il testimone è passato ai suoi figli Riccardo e Gualtiero, che hanno portato avanti il progetto con determinazione. È stato un periodo in cui la tecnologia produttiva e la distribuzione commerciale venivano potenziate. Questo si traduce in nuove macchine, linee di produzione sempre più efficienti e una rete commerciale in espansione segnano la trasformazione dell’azienda da realtà locale a protagonista regionale.

Nel secondo dopoguerra, con la morte di Riccardo e l’ingresso dei suoi figli Pietro e Gianni, Barilla si è concentrata sempre più sulla pasta, a tal punto da abbandonare progressivamente la produzione del pane nel 1952 per dedicarsi completamente alla pasta secca, che diventerà il cuore dell’azienda.

Questo periodo ha segnato anche l’ingresso in nuovi mercati e la costruzione di stabilimenti di grandi dimensioni. Per esempio, nel 1969 è stato inaugurato l’impianto di Pedrignano, alla periferia di Parma, che è diventato per molto tempo uno dei più grandi al mondo nel settore della pasta, con linee di produzione in grado di lavorare migliaia di tonnellate di prodotto ogni giorno.

Barilla, dalla produzione locale all’espansione internazionale

Negli anni Settanta e Ottanta, la Barilla ha iniziato un processo di internazionalizzazione che la porterà a essere presente su scala globale. Dopo una parentesi di controllo da parte della multinazionale americana W.R. Grace, nei primi anni Settanta, la famiglia Barilla ha recuperato il controllo dell’azienda alla fine del decennio e ha rilanciato la crescita con una visione più ampia.

Una delle mosse strategiche più importanti è stata l’acquisizione di marchi e aziende straniere. A partire dagli anni Novanta Barilla ha comprato la società  Misko in Grecia e Filiz Makarna in Turchia, rafforzando la sua presenza nel mercato europeo e mediterraneo. Altre acquisizioni hanno incluso produttori di prodotti da forno e snack come Wasabröd in Svezia e Harry’s in Francia, ampliando così il portafoglio oltre la sola pasta secca.

Nel mondo anglosassone, Barilla ha fatto un altro passo significativo con l’acquisto di Catelli in Canada e una partecipazione di maggioranza in Pasta Evangelists, una start-up britannica focalizzata sulla produzione di pasta fresca e servizi di consegna a domicilio. Queste scelte hanno dimostrato come l’azienda abbia saputo adattarsi ai cambiamenti dei mercati, integrando tradizione e innovazione.

Il gruppo Barilla oggi: una multinazionale con radici familiari

Oggi Barilla è molto più di un semplice produttore di pasta. Pur rimanendo un’azienda a conduzione familiare non quotata in Borsa, è una delle principali realtà mondiali del settore agroalimentare, con una presenza in oltre 100 Paesi e stabilimenti produttivi diffusi su vari continenti. Il gruppo impiega migliaia di persone e gestisce un portafoglio di marchi che comprende non solo il marchio storico, ma anche Mulino Bianco, Pan di Stelle, Gran Cereale, Pavesi, Wasa e molti altri, coprendo segmenti che vanno dalla pasta ai prodotti da forno, dai biscotti agli snack.

Mantenere l’equilibrio tra grande scala produttiva e legame con la tradizione italiana è una delle chiavi del successo di questa realtà. In occasione del 145° anniversario, l’azienda ha ribadito l’impegno verso la qualità, la sostenibilità e la valorizzazione della cultura gastronomica italiana, lanciando, per esempio, nuove linee come la pasta trafilata al bronzo e rafforzando il proprio archivio storico come risorsa culturale aperta al pubblico.

L’attenzione alla sostenibilità e alla qualità

Negli ultimi anni Barilla ha posto sempre maggiore enfasi sulla sostenibilità ambientale e sul benessere dei consumatori. Tra le iniziative principali vi sono programmi di filiera per sostenere agricoltori, politiche di riduzione dell’uso di ingredienti controversi come l’olio di palma e investimenti nella riduzione delle emissioni di gas serra e dell’uso di acqua nei processi produttivi. L’azienda ha adottato strategie per utilizzare energie rinnovabili e migliorare l’efficienza delle risorse, coerentemente con i nuovi standard globali di responsabilità sociale d’impresa.

Barilla è anche attiva nel campo della ricerca e della divulgazione alimentare. Basti pensare a iniziative come l’Academia Barilla, un progetto internazionale dedicato alla promozione della gastronomia regionale italiana, e il Barilla Center for Food and Nutrition, un centro multidisciplinare che affronta temi legati alla sostenibilità, alla nutrizione e alla gestione delle risorse alimentari nel mondo.

Barilla, una storia di successo italiano

La storia di questa realtà Made in Italy è un esempio di crescita imprenditoriale che parte da umili origini artigiane per arrivare a diventare un simbolo mondiale della qualità italiana. Non si tratta solo di numeri e mercati, ma di un percorso fatto di scelte, innovazioni e investimenti costanti nella cultura del cibo e nella qualità dei prodotti. Oggi Barilla è conosciuta non solo per gli spaghetti o le penne, ma anche per il modo in cui ha saputo raccontare al mondo un pezzo della cultura italiana. Un patrimonio fatto di sapori, tradizioni e valori condivisi.

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