Claudio Del Vecchio, tra Luxottica e Brooks Brothers

Claudio Del Vecchio, tra Luxottica e Brooks BrothersClaudio Del Vecchio in uno scatto del 2019© Photo by Ken Ishii/Getty Images

Nell’orizzonte dell’imprenditoria italiana e internazionale, Claudio Del Vecchio è una figura di grande rilievo per la sua duplice esperienza. Da un lato, come protagonista dell’espansione negli Stati Uniti del Gruppo Luxottica; dall’altro come artefice di importanti operazioni nel retail americano, soprattutto attraverso l’acquisizione e il rilancio di marchi storici del Paese.

Figlio maggiore di Leonardo Del Vecchio – fondatore di Luxottica e una delle personalità imprenditoriali più influenti d’Italia – ha saputo delineare una carriera autonoma pur rimanendo legato alle radici del gruppo familiare. Oggi è riconosciuto non solo per il ruolo avuto nella diffusione del marchio italiano negli Stati Uniti, ma anche per le sue sfide imprenditoriali nel mondo del fashion retail.

Le origini di Claudio Del Vecchio e l’ingresso in Luxottica

Claudio Del Vecchio è nato nel 1957 e, dopo gli studi iniziali, è entrato in Luxottica negli anni 70. La sua formazione professionale è segnata dalla precoce decisione del padre di mandarlo negli Stati Uniti nel 1982. L’obiettivo era curare lo sviluppo commerciale della società nella regione nordamericana. A soli 25 anni si è trovato così proiettato in una delle economie più competitive al mondo, in una fase in cui il gruppo italiano stava cominciando a farsi conoscere oltre i confini europei.

La scelta non è stata casuale. Luxottica aveva già avviato operazioni di distribuzione negli Usa, ma mancava una leadership forte per coordinare lo sviluppo e affrontare un mercato dominato da grandi catene di distribuzione e marchi consolidati. Claudio è rivelato particolarmente abile nel trasformare questa sfida in opportunità.

L’espansione di Luxottica negli Stati Uniti

Durante gli anni 80 e 90, Del Vecchio ha contribuito in modo decisivo all’espansione di Luxottica negli Usa, un mercato strategico per il futuro dell’azienda. Sotto la sua supervisione la società non solo ha rafforzato la propria presenza commerciale, ma ha compiuto alcune mosse societarie decisive:

La quotazione della società alla Borsa di New York, nel 1990, ha rappresentato una svolta importante. Non solo ha aperto l’azienda ai capitali internazionali, ma ha incrementato anche la visibilità e la reputazione dell’azienda su scala globale.

Nel 1995 Luxottica ha acquisito LensCrafters, una delle principali catene di negozi di ottica negli Stati Uniti. L’operazione, tra le prime mosse significative nel retail di occhiali, ha segnato l’avvio di una profonda trasformazione del modello di business dell’azienda, fino ad allora fortemente orientato alla produzione.

Secondo alcune analisi, sotto la guida di Claudio Del Vecchio, le vendite in Nord America crebbero in maniera esponenziale. Ha trasformato l’azienda da un player di nicchia a un protagonista consolidato nella grande distribuzione ottica statunitense. Questi sviluppi hanno avuto un impatto anche sulla struttura strategica di Luxottica. Grazie alla presenza diretta sul mercato retail statunitense, l’azienda ha potuto controllare sia la produzione sia la vendita al dettaglio, rafforzando la sua posizione competitiva globale.

La seperazione da Luxottica e l’avventura nel retail Usa

Nel 1998 Claudio Del Vecchio ha lasciato progressivamente i ruoli operativi in Luxottica per dedicarsi a un progetto imprenditoriale personale. Ha applicato le competenze accumulate nel Gruppo familiare a un settore affine ma diverso: il retail di moda e abbigliamento negli Stati Uniti. L’occasione è arrivata nel 2001, quando tramite la sua società Retail Brand Alliance, ha acquisito Brooks Brothers. Si tratta di un marchio storico fondato nel 1818 e simbolo dell’abbigliamento maschile americano.

Brooks Brothers rappresenta uno dei retailer più antichi e iconici degli Stati Uniti, con una tradizione legata agli stili di abbigliamento formali adottati da generazioni di americani, inclusi molti presidenti degli Stati Uniti. L’acquisizione da parte di Del Vecchio non fu semplice. È arrivata in un periodo complesso per l’economia americana, subito dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. La riapertura del negozio simbolico a One Liberty Plaza, nell’anniversario dell’attacco, ha rappresentato una scelta strategica e simbolica. L’obiettivo era riaffermare non solo la vitalità dell’azienda, ma anche il suo ruolo culturale nel mercato statunitense.

Il rilancio e le sfide del marchio Brooks Brothers

Sotto la leadership di Claudio Del Vecchio, Brooks Brothers intraprende una trasformazione significativa nei primi anni, con ampliamento delle linee di prodotto, modernizzazione della logistica e rafforzamento della presenza commerciale. Nel corso dei primi anni i risultati sono considerevoli, con un’espansione delle vendite internazionali e un rafforzamento dell’identità del brand.

Ha puntato a rendere il marchio rilevante non solo nel segmento formale maschile ma anche nel womenswear e in nuove nicchie di mercato, allargando i canali di distribuzione e l’offerta prodotto. Tuttavia, la storia recente di Brooks Brothers non è stata priva di difficoltà. La crescente competizione dei marchi contemporanei, le variazioni nei comportamenti di consumo, l’impatto della digitalizzazione e, soprattutto, la crisi del retail fisico in seguito alla pandemia hanno messo a dura prova la redditività dell’azienda.

Nel 2020 l’azienda si è trovata in amministrazione controllata. Il Chapter 11 è stata una procedura di insolvenza che ha portato alla vendita del marchio a nuovi proprietari — Authentic Brands Group e partner — per una cifra di circa 325 milioni di dollari. Questa fase ha segnato un punto di svolta. Del Vecchio, pur non essendo più alla guida operativa, era riuscito a mantenere vivo il marchio americano per quasi due decenni, affrontando periodi di crisi economica e cambiamenti radicali nel panorama retail globale.

Eredità e ruolo attuale

Dopo la morte di Leonardo Del Vecchio nel 2022, Claudio ha ereditato – insieme ai fratelli – una quota significativa nella holding Delfin. Non a caso, detiene partecipazioni in EssilorLuxottica e in altre grandi società italiane come Generali, Mediobanca e UniCredit. La sua quota è stimata in circa il 12,5% della holding, che vale miliardi di dollari. Riflette l’importanza economica e finanziaria del patrimonio di famiglia.

Claudio Del Vecchio ha vissuto a lungo negli Stati Uniti, dove risiede tuttora con la sua famiglia nel New Jersey, vicino a New York. Così ha consolidato la sua esperienza e la sua rete nel mercato corporate e finanziario statunitense. La sua figura rappresenta un esempio di imprenditore capace di coniugare l’eredità familiare con iniziative autonome, affrontando sfide complesse e contribuendo alla diffusione internazionale di marchi e modelli di business.

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