Chiara Mio è un’economista e docente italiana di rilievo che ha saputo intrecciare in modo significativo la ricerca accademica in ambito contabile e della sostenibilità con la prassi aziendale e istituzionale. In un momento in cui la finanza sostenibile acquista sempre più centralità, sia in Italia che in Europa, emerge come autorevole protagonista, nel mondo accademico, in quello delle politiche di reporting e di governance.
Chiara Mio, formazione e primi passi
Chiara Mio è nata a Pordenone il 19 novembre 1964. Dopo aver conseguito la laurea in Economia e Business Management presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha intrapreso la carriera accademica all’interno dello stesso ateneo: dapprima come ricercatrice e poi, progressivamente, come professoressa ordinaria nel Dipartimento di Management.
Sin dai primi anni la sua attenzione si è rivolta a tematiche di contabilità, controllo di gestione, reporting e sostenibilità aziendale. È interessata ai sistemi di controllo di gestione, misurazione delle performance e responsabilità sociale d’impresa.
Il ruolo accademico e il settore di interesse della ricerca
A Ca’ Foscari, Chiara Mio è professoressa ordinaria nel Dipartimento di Management, insegna in corsi quali Corporate Reporting, Management Control, Pianificazione Strategica e Management della Sostenibilità. Inoltre, è direttrice del Master in Sustainability Management e coordina il Sustainability Lab dell’ateneo.
I suoi interessi di ricerca abbracciano in primo luogo il reporting integrato, la contabilità e la misurazione delle performance in una logica di sostenibilità, il bilancio sociale, la creazione di valore sostenibile e la rendicontazione non finanziaria. Non a caso è co‑autrice del volume Sustainability Reporting: Conception, International Approaches and Double Materiality in Action, pubblicato da Springer nel 2024. Un saggio sull’impegno sia teorico che pratico nelle politiche di disclosure non‑finanziaria.
In sostanza, Mio ha contribuito a far dialogare il mondo della rendicontazione aziendale con quello della sostenibilità, anticipando — in contesti italiani — alcune spinte che oggi sono diventate centrali nel reporting europeo. Fra queste ci sono materialità, doppia materialità, integrazione fra finanziario e non‑finanziario.
Impegno professionale, organismi e governance
Oltre all’attività accademica, Chiara Mio ha avuto un’intensa carriera nel mondo della governance aziendale e in organismi professionali. È revisore legale, contabile e dottore commercialista. Dal 2014 al 2022 è stata presidente di Crédit Agricole FriulAdria SpA, Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, diventando la prima donna in Italia a presiedere una banca commerciale. Ha portato la prospettiva della sostenibilità nel mondo aziendale in vari Consigli di amministrazione di società quotate e non quotate. Fra queste vale la pena citare Danieli, OVS ed Eurotech.
In ambito professionale‑istituzionale è membro del Consiglio di International Federation of Accountants dal novembre 2020. Fa parte del gruppo tecnico esperto per la rendicontazione di sostenibilità – Sustainability Reporting Technical Expert Group, il Teg – dell’Efrag, l’European Financial Reporting Advisory Group dall’aprile 2022. Dal 2021 è vicepresidente del gruppo SME & Sustainability di Accountancy Europe, la federazione europea dei commercialisti.
È palese come Chiara Mio sia riuscita a muoversi trasversalmente tra accademia, istituzioni professionali, azienda, e finanza, posizionandosi come interlocutrice credibile su temi di finanza sostenibile, reporting ESG e governance aziendale.
Chiara Mio, finanza sostenibile e leadership italiana
È una delle figure di riferimento italiane per la finanza aziendale e la sostenibilità, grazie alla sua combinazione di competenze accademiche, aziendali e istituzionale. La presidenza di Crédit Agricole FriulAdria ha significato la presenza di una donna con forte sensibilità sui temi di sostenibilità alla guida di una banca italiana. Questo passaggio ha un valore simbolico e concreto: favorisce l’inserimento di politiche ESG, la trasparenza e la rendicontazione sociale nel settore bancario, che è centrale per la finanza sostenibile.
Mio ha contribuito a sviluppare, e a far conoscere in Italia, concetti di reporting che vanno oltre la mera informativa finanziaria, introducendo come centrale la logica secondo cui le imprese devono rendicontare anche gli impatti ambientali, sociali e di governance. L’inclusione nella TEG di Efrag rafforza questo ruolo.
Attraverso l’attività accademica, contribuisce a formare manager, esperti e ricercatori italiani che opereranno nell’ecosistema della finanza sostenibile e del reporting ESG. Si tratta di un importante contributo strutturale.
La partecipazione ai board di Ifac di Accountancy Europe e di altri organismi europei permette a Mio di portare l’Italia dentro le dinamiche europee di regolamentazione della finanza sostenibile e della rendicontazione non finanziaria, e allo stesso tempo di contribuire alle politiche europee dal punto di vista italiano. In questo senso, il suo lavoro non è solo italiano, ma ha un respiro europeo e internazionale. Tuttavia, la combinazione delle sue esperienze la rende un punto di riferimento per l’Italia in questo ambito.
Temi, proposte e visione di Chiara Mio
Uno dei contributi più citati di Chiara Mio riguarda la definizione dell’azienda sostenibile: essa non può essere confinata a semplici iniziative filantropiche o di welfare aziendale, ma deve integrare la sostenibilità (ambientale, sociale, economica) nella strategia, nel modello di business, nel sistema di misurazione delle performance. Per lei la sostenibilità implica un equilibrio fra tre E: Ecologia, Equità, Economia. Ovvero riduzione dell’impatto ambientale, giustizia sociale e creazione di valore economico.
Questo significa che le imprese, e quindi anche le istituzioni finanziarie, devono rendersi conto che le variabili ambientali e sociali incidono anche sul rischio, sul rendimento, sulla reputazione, sul valore a lungo termine. Mio promuove l’idea che la performance aziendale non possa più essere valutata solo in termini finanziari, ma deve integrare l’impatto sociale e ambientale.
Per il suo lavoro ha ricevuto numerosi riconoscimenti. È stata inclusa, infatti, nella lista dei World’s Top 2% Scientists del 2025 per la sua attività accademica in contabilità e sostenibilità. Inoltre è stata invitata come relatrice in conferenze di rilievo e ha partecipato a iniziative internazionali legate alla rendicontazione e alla finanza sostenibile.
Criticità e sfide nella finanza sostenibile
Se è chiaro il contributo di Chiara Mio, è altrettanto importante considerare le sfide ampie che la finanza sostenibile pone e che rendono il suo lavoro ancora più rilevante. La regolamentazione della rendicontazione non finanziaria è in evoluzione, con tempi, criteri e standard ancora in fase di definizione. In questo contesto, la ricerca e il contributo accademico risultano fondamentali affinché la normativa sia robusta e applicabile.
L’adozione della sostenibilità a livello aziendale richiede un cambiamento culturale, di sistema, di misurazione, che non è né rapido né privo di costi. L’integrazione della sostenibilità nella governance aziendale è una sfida concreta, e Mio sottolinea questo aspetto.
In Italia, come in molti altri Paesi, esiste un divario tra le grandi imprese e le pmi nel recepire le logiche ESG e di rendicontazione avanzata: la formazione e il supporto tecnico‑scientifico diventano quindi snodi centrali: un campo nel quale l’esperta di finanza sostenibile opera.
È necessario che questo settore non resti di nicchia, ma diventi una componente centrale del sistema finanziario e imprenditoriale. Questo richiede collaborazione tra accademia, imprese, istituzioni, professionisti. Mio si muove in quel punto di contatto ma il percorso è lungo.
Conclusione: un ponte fra formazione e pratica aziendale
Chiara Mio rappresenta il trait d’union tra l’università e la prassi aziendale, tra le imprese e le istituzioni, fra la contabilità tradizionale e la finanza sostenibile. In un mondo dove la sostenibilità non è più un optional, ma praticità strategica, la sua figura assume un significato importante per l’Italia.
Nel contesto della finanza sostenibile — che richiede competenze trasversali, cultura della rendicontazione, governance e visione sistemica — è una delle protagoniste italiane. Non è l’unica, ma sicuramente è tra le più visibili e qualificate.
Per chiunque voglia capire come la contabilità, la rendicontazione, la governance e la sostenibilità aziendale si intreccino in vista di una finanza che guardi al lungo periodo e all’impatto sociale e ambientale, la sua opera e i suoi scritti forniscono uno spunto di riflessione non indifferente.
© Riproduzione riservata






