Candy, storia di un’azienda che inventò la lavatrice italiana partendo da un tornio da zucchero

Candy, storia di un'azienda che inventò la lavatrice italiana partendo da un tornio© Shutterstock

Candy, una delle aziende italiane più celebri nel settore degli elettrodomestici, è un esempio straordinario di innovazione industriale, adattamento e crescita internazionale. Fondata nel secondo Dopoguerra, ha saputo trasformarsi da piccola realtà locale in un marchio riconosciuto in tutto il mondo, contribuendo in modo significativo alla diffusione degli elettrodomestici nelle case europee e non solo.

Le origini: un’idea nel Dopoguerra

La storia di Candy ha inizio nel 1945, nel pieno della ricostruzione post-bellica in Italia. In quel periodo, l’Italia stava reinventando la propria industria e la domanda di beni per la casa iniziava a crescere insieme al desiderio di modernizzazione. In questo contesto, la Officine Meccaniche Eden Fumagalli, una piccola officina di precisione meccanica situata a Monza, prese una decisione che avrebbe cambiato il corso della sua attività e dell’industria degli elettrodomestici italiane.

Eden Fumagalli e i suoi figli – Enzo, Niso e Peppino Fumagalli – decisero di convertire la loro produzione meccanica alla realizzazione di elettrodomestici. Il contributo di Enzo, che negli Stati Uniti aveva avuto modo di osservare l’uso diffuso di lavatrici elettriche nelle case americane, fu decisivo. Inviò alla famiglia disegni e idee per un modello di lavatrice, stimolando la progettazione di un prodotto innovativo per il mercato italiano.

1945–1950: la prima lavatrice italiana e la nascita di Candy

Nel 1945, dall’officina di Monza uscì il Model 50, riconosciuto come la prima lavatrice interamente italiana per uso domestico. Il lancio ufficiale al pubblico avvenne nel 1946 alla Fiera di Milano, un evento simbolico della rinascita industriale italiana. In quello stesso anno l’azienda assunse il nome Candy, ispirandosi a una canzone popolare dell’epoca, con l’obiettivo di creare un brand positivo e familiare.

L’intuizione sul nome del brand, termine inglese evocativo e non tecnico, fu significativa: all’epoca la maggior parte dei produttori di elettrodomestici europei utilizzava nomi che richiamavano concetti tecnici o cognomi familiari. Candy, invece, fu concepita per entrare nella quotidianità delle famiglie italiane come qualcosa di semplice e utile.

Anni 50 e 60: innovazione e internazionalizzazione

Il successo del Model 50 aprì la strada a una rapida evoluzione dei prodotti e dell’organizzazione aziendale. Nel 1950 l’azienda si trasferì in una struttura più grande a Monza e, nel 1954, lanciò la Candy Matic, consolidando la sua reputazione di innovatore nel segmento delle lavatrici.

Le innovazioni proseguirono con la Bi-Matic nel 1957, la prima lavatrice semiautomatica italiana, e poco dopo con la Automatic completamente meccanica, che diventò un simbolo della modernizzazione domestica. Questi prodotti non solo erano tecnicamente avanzati per l’epoca, ma posero le basi per l’espansione internazionale del marchio, con le prime filiali estere aperte in Francia, nel 1955, e Germania, nel 1958.

Tre anni dopo Candy trasferì la sua sede principale a Brugherio, in provincia di Monza e Brianza, dove fu costruito un grande stabilimento con un centro di ricerca e sviluppo. In questo sito la produzione si diversificò ulteriormente e si rafforzò l’attenzione alla qualità e all’innovazione tecnica.

Diversificazione e design negli anni 60 e 70

Negli anni 60 Candy iniziò a espandere la sua gamma di prodotti oltre le lavatrici. Nel 1966 presentò la Stipomatic, la sua prima lavastoviglie, e continuò a migliorare le lavatrici automatiche con modelli sempre più sofisticati, dotati di programmi e funzionalità avanzate per l’epoca.

Questo decennio segnò anche l’inizio di una filosofia di design che avrebbe caratterizzato molti prodotti nelle decadi successive. L’azienda collaborò con designer italiani di fama, arricchendo la funzionalità con forme e soluzioni estetiche che rispondevano alle esigenze delle famiglie moderne.

Negli anni 70 l’azienda iniziò anche la produzione di refrigerazione dopo l’acquisizione di Kelvinator Italia, raffando la sua presenza nel mercato degli elettrodomestici di grande consumo.

Anni 80 e 90: espansione del gruppo e nuove acquisizioni

Durante gli anni 80 e 90 Candy consolidò la sua posizione non solo come produttore, ma come gruppo industriale. Nel 1985 acquisì i marchi Zerowatt e Gasfire , ampliando le linee di prodotto nel settore dei grandi elettrodomestici. Poco dopo integrò nel gruppo anche Rosières e Mayc-Otsein, espandendo ulteriormente il suo portafoglio nel settore del lavaggio e della refrigerazione.

Nel 1995 un’operazione particolarmente significativa fu l’acquisizione della Hoover European Appliance Group, leader europeo nel segmento degli aspirapolvere e degli elettrodomestici per la cura della casa. Questa mossa strategica rafforzò la presenza internazionale del gruppo, consentendo di operare su mercati più ampi e con una gamma di prodotti diversificata.

Nel frattempo l’azienda continuò a innovare a livello tecnologico. Secondo fonti accademiche, negli anni 80 fu introdotto il modello Candy Alisé, una delle prime lavatrici con asciugatrice integrata dotata di condensatore interno in Europa, e negli anni 90 esplorò segmenti di lavatrici salva spazio, studiate per spazi abitativi più ridotti.

Il nuovo millennio e la sfida della connettività

Con l’avvento del nuovo secolo, Candy non solo mantenne la sua leadership nei prodotti tradizionali, ma si impegnò anche nell’innovazione digitale. Nel corso degli anni 2010 furono introdotte soluzioni connesse, come la serie RapidÒ con funzionalità smart e controllo tramite app, e prodotti gestibili via smartphone con l’hOn App, segnando l’ingresso dell’azienda nell’era dell’Internet of Things applicata agli elettrodomestici.

Per gran parte della sua storia Candy rimase un’impresa a conduzione familiare. Peppino Fumagalli, uno dei protagonisti della crescita dell’azienda, ricevette importanti riconoscimenti, tra cui l’onorificenza Cavaliere del Lavoro conferita dal Presidente della Repubblica Italiana nel 1973.

Nel 2019 il gruppo ha subito un’altra trasformazione fondamentale. Candy fu acquisita dal gruppo cinese Haier, uno dei principali player globali nel settore degli elettrodomestici. Questa acquisizione ha segnato un nuovo capitolo nella storia del marchio, ponendo le basi per ulteriori sviluppi tecnologici e un consolidamento della presenza internazionale, mantenendo al tempo stesso le radici nel design italiano.

La fine di un’era produttiva e la trasformazione industriale

Nel 2025 il sito produttivo storico di Brugherio, dove per oltre ottant’anni erano state prodotte lavatrici e altri elettrodomestici, ha chiuso la produzione. Questo evento ha segnato simbolicamente la fine di un’epoca di produzione domestica italiana. Tuttavia, il marchio Candy continua ad avere un ruolo centrale nella strategia europea del gruppo Haier, con investimenti per mantenere vivo il legame con il territorio e con i valori storici dell’azienda.

La storia di Candy è quella di un’impresa che ha saputo rispondere alle esigenze di un Paese in trasformazione, diventando un simbolo dell’industria degli elettrodomestici. Dalla prima lavatrice italiana del dopoguerra alla leadership internazionale, passando per decenni di innovazioni tecnologiche e strategie commerciali vincenti, l’azienda ha lasciato un’impronta profonda nel settore e nella vita quotidiana di milioni di persone. Con la sua evoluzione verso la connettività e l’integrazione in un gruppo globale, la storia del marchio continua, pur nel rispetto delle sue origini italiane.

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