Fondata a Roma nel 1884 dal gioielliere greco Sotirio Bulgari, oggi l’omonima azienda rappresenta una delle maison di lusso più riconoscibili al mondo. La storia dell’azienda è quella di una trasformazione straordinaria. Passa, infatti, da piccola bottega artigianale nel cuore della Capitale italiana a marchio globale del lusso, capace di competere con i grandi nomi internazionali della gioielleria, dell’orologeria e dell’hotellerie di alta gamma.
L’identità del brand nasce dall’incontro tra la cultura ellenica, l’eleganza italiana e l’innovazione creativa. Il fondatore arriva in Italia dalla Grecia alla fine dell’Ottocento e apre il primo negozio a Roma, precisamente in Via Sistina, prima di trasferirsi nella storica boutique di Via dei Condotti, destinata a diventare il simbolo della maison. Negli anni, Bulgari sviluppa uno stile distintivo, caratterizzato dall’utilizzo audace delle pietre colorate, da volumi geometrici ispirati all’arte classica romana e da una forte riconoscibilità estetica.
Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il marchio diviene un punto di riferimento per il jet set internazionale e per le star di Hollywood che frequentano Roma durante la stagione della “Dolce Vita”. Attrici come Elizabeth Taylor, Sophia Loren e Gina Lollobrigida contribuiscono a rafforzare il prestigio internazionale della maison, trasformando i gioielli Bulgari in autentici simboli di status e raffinatezza. Danno al brand una visibilità unica per l’epoca.
L’espansione internazionale
La crescita internazionale accelera negli anni Ottanta e Novanta, quando l’azienda inizia a espandersi oltre la gioielleria, entrando nei settori degli orologi, dei profumi e degli accessori di lusso. Sotto la guida di Francesco Trapani, discendente della famiglia Bulgari e amministratore delegato dal 1984, il Gruppo compie una profonda trasformazione manageriale e industriale. Nel 1995 Bulgari viene quotata a Piazza Affari, la Borsa di Milano. In questo modo, rafforza la propria presenza internazionale e apre boutique nelle principali capitali mondiali del lusso.
Una svolta decisiva arriva nel 2011, quando il gruppo francese Lvmh acquisisce Bulgari attraverso un’operazione miliardaria che segna uno dei più importanti accordi nel settore del lusso europeo. L’intesa consente alla maison romana di entrare nel più grande conglomerato mondiale del lusso. Tuttavia non rinuncia alla propria identità creativa e al legame con Roma. L’accordo è guidato proprio da Francesco Trapani, che successivamente entra nel management di Lvmh.
Esperienza nel lusso a 360 gradi
Negli ultimi quindici anni Bulgari vive una nuova fase di espansione globale. La maison investe fortemente nell’alta gioielleria, nell’orologeria di prestigio e soprattutto nell’esperienza lifestyle. È in questo quadro che sviluppa il progetto Bulgari Hotels & Resorts, oggi presente in città strategiche come Milano, Dubai, Tokyo, Parigi e Shanghai. Questa strategia consente al marchio di posizionarsi non soltanto come produttore di gioielli, ma come vero e proprio universo del lusso esperienziale.
Sotto la guida di Jean-Christophe Babin, che ricopre il ruolo di amministratore delegato dal 2013, Bulgari registra una forte crescita internazionale. Così facendo consolida la propria presenza nei mercati asiatici e mediorientali e amplia il peso dell’alta gioielleria nel fatturato del gruppo. Secondo fonti internazionali, i ricavi della maison sarebbero cresciuti da meno di un miliardo di euro nel 2010 a oltre 3 miliardi di euro nel 2024. Un salto economico che ne rispecchia uno notevole in termini di prestigio e solidità
La strategia recente del brand punta inoltre sull’esclusività estrema e sull’alto valore artistico delle collezioni. Non a caso, nel 2026 Bulgari presenta “Eclettica”, una nuova collezione di alta gioielleria e alta orologeria che interpreta il concetto di artsmanship. Il progetto fonda arte, architettura e artigianato italiani. La collezione comprende 128 creazioni di alta gioielleria e nove pezzi unici definiti “Capolavori”.
Parallelamente, l’azienda continua a investire nella manifattura italiana e nella formazione artigianale. Il sito produttivo di Valenza, in Piemonte, è oggi uno dei principali poli europei della gioielleria di alta gamma e rappresenta un asset strategico per la produzione del gruppo.
Laura Burdese al vertice del Gruppo
Sul fronte societario, l’anno in corso segna una fase importante di transizione manageriale. Lvmh ha annunciato la nomina di Laura Burdese come nuova Ceo di Bulgari a partire dal 1° luglio 2026. Manager con una lunga esperienza nel Gruppo francese, l’imprenditrice succederà a Jean-Christophe Babin, che manterrà comunque ruoli strategici come presidente del Consiglio di amministrazione della maison e Ceo della divisione Bulgari Hotels.
La scelta viene interpretata dagli analisti come un segnale di continuità e rafforzamento della governance interna di Lvmh in una fase delicata per il settore del lusso globale. Negli ultimi mesi, infatti, il comparto registra un rallentamento legato soprattutto alla frenata della domanda cinese e al cambiamento delle abitudini dei consumatori di fascia alta.
Burdese ha costruito la propria carriera tra moda, cosmetica e lusso internazionale, lavorando in realtà come L’Oréal, Beiersdorf e Swatch Group. Nel 2016 viene nominata Ceo di Acqua di Parma, entrando così nel perimetro Lvmh. Nel 2022 passa a Bulgari come Chief Marketing Officer e nel 2024 diventa vice Ceo, lavorando a stretto contatto con Jean-Christophe Babin.
Il futuro di Bulgari
I piani per Bulgari, secondo le comunicazioni ufficiali del Gruppo e le analisi del settore, si concentrano su cinque direttrici principali. La prima riguarda il rafforzamento dell’alta gioielleria, oggi considerata il cuore più redditizio e strategico della maison. Bulgari vuole consolidare il proprio posizionamento ultra-luxury. La seconda direttrice è l’espansione del business lifestyle e hospitality. Il terzo obiettivo riguarda il rafforzamento della manifattura italiana. Negli ultimi anni Bulgari ha investito molto nel polo produttivo di Valenza e nella formazione artigianale attraverso la Scuola Bulgari.
Un altro asse strategico è la crescita nei mercati asiatici e mediorientali, nonostante l’attuale rallentamento del lusso globale. Bulgari continua infatti a essere molto forte in Giappone, Corea del Sud e Medio Oriente, aree considerate fondamentali per la crescita futura.
Infine, la nuova governance punta a un’evoluzione contemporanea del marchio, con maggiore integrazione tra digitale, marketing esperienziale, arte e cultura. Bulgari ha recentemente rafforzato le collaborazioni culturali internazionali, inclusa la partnership con la Biennale di Venezia per le prossime edizioni artistiche.
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