Biscoff, il biscotto belga diventato un business globale

Dalla pausa caffè ai social, la ricetta nata nel 1932 genera 670 milioni di euro e spinge Lotus Bakeries verso nuovi mercati e stabilimenti

Biscoff, il biscotto belga diventato un business globale

Biscoff non è più soltanto il biscotto caramellato servito accanto al caffè. È il centro di una piattaforma globale di prodotti, ricette e collaborazioni che nel 2025 ha generato 670 milioni di euro di vendite per Lotus Bakeries. Biscoff rappresenta ormai il 57% delle vendite dei marchi del Gruppo belga e continua a crescere grazie a un’identità semplice: gusto riconoscibile, consistenza croccante e utilizzi che vanno dalla pausa veloce alla pasticceria.

Che cos’è Biscoff e da dove viene

Lotus Biscoff è uno speculoos, cioè un biscotto sottile e speziato della tradizione fiamminga, reinterpretato con una marcata nota caramellata. La sua storia comincia nel 1932 a Lembeke, in Belgio, dove Jan Boone Sr. crea la ricetta e chiama il prodotto Lotus, dal fiore simbolo di purezza. Nel 1956 l’azienda lo propone confezionato singolarmente nel canale horeca, presentandolo come accompagnamento del caffè.

Rispetto agli speculoos più speziati, il Biscoff punta soprattutto su cannella, caramellizzazione e croccantezza. La nota caramellata nasce dalla lavorazione in forno di zuccheri e impasto, non da aromi artificiali. Questa uniformità sensoriale consente a Lotus di venderlo con la stessa promessa in mercati e culture alimentari molto diversi.

Il nome Biscoff unisce infatti “biscuit” e “coffee”. Negli anni Novanta il prodotto arriva negli Stati Uniti attraverso le compagnie aeree; nel 2016 gli Usa diventano il suo primo mercato. Quel passaggio trasforma un’abitudine europea in un rituale facilmente esportabile: una porzione piccola, riconoscibile e adatta a hotel, bar, uffici e viaggi.

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Biscoff: ingredienti, calorie e crema spalmabile

Gli ingredienti dei biscotti Biscoff originali sono farina di frumento, zucchero, oli vegetali, sciroppo di zucchero candito, bicarbonato di sodio, farina di soia, sale e cannella. La ricetta è vegana, ma contiene glutine e soia; chi ha allergie deve controllare l’etichetta del formato acquistato. Per 100 grammi il prodotto apporta 484 calorie, 38,1 grammi di zuccheri e 19 grammi di grassi.

In Italia i formati più comuni sono biscotti originali, crema liscia e sandwich; si trovano nella grande distribuzione, online e nel canale horeca, con assortimenti e confezioni che possono cambiare secondo l’insegna di vendita.

La crema Biscoff, lanciata nel 2008 e ottenuta dai biscotti finemente sbriciolati, ha reso il gusto utilizzabile su pane, pancake e dessert. Nella versione venduta in Italia apporta 584 calorie per 100 grammi. È proprio questa trasformabilità ad aver moltiplicato le occasioni di consumo: cheesecake, tiramisù, gelati, frappè e topping permettono al marchio di entrare sia nelle cucine domestiche sia nei laboratori professionali.

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Un momento della produzione dei Biscoff di Lotus Bakeries

Perché il biscotto Biscoff è diventato virale

La crescita non dipende soltanto dalla distribuzione. Su TikTok e Instagram il colore ambrato e la consistenza della crema funzionano bene in video brevi, mentre ricette facili come cheesecake senza cottura e caffè freddi invitano gli utenti a replicare. Il Financial Times ha ricondotto parte dell’espansione alla capacità di conquistare la Generazione Z; il fenomeno ha trasformato i consumatori in un canale pubblicitario continuo.

Lotus Bakeries ha protetto il prodotto principale, ma ha allargato l’universo con crema spalmabile, biscotti sandwich, granella e licenze. Questa strategia evita di disperdere il marchio: ogni novità rimanda allo stesso sapore e rende Biscoff un ingrediente, non soltanto uno snack.

Il business globale di Lotus Bakeries

Nel 2025 Biscoff ha registrato una crescita organica del 13%, mentre Lotus Bakeries ha portato i ricavi complessivi a 1,355 miliardi di euro, in aumento del 10%. La produzione oggi copre tre continenti: Lembeke serve Europa e Medio Oriente, Mebane le Americhe, Chonburi l’Asia-Pacifico. La localizzazione riduce distanze, rischi logistici e impatto dei dazi.

L’alleanza con Mondelēz International ha ampliato la distribuzione in India e creato prodotti con Cadbury e Milka; l’accordo con Froneri estende il marchio ai gelati. L’obiettivo dichiarato è entrare tra i tre maggiori brand mondiali di biscotti. La vera leva competitiva, però, resta la capacità di trasformare un gesto quotidiano in un sistema industriale scalabile, dove notorietà digitale, scaffale e capacità produttiva avanzano insieme.

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