Azzurra Caltagirone, l’editrice lontana dai riflettori

Azzurra Caltagirone, l’editrice lontana dai riflettoriAzzurra Caltagirone in uno scatto del 2014© Photo by Venturelli/Getty Images for Bvulgari

Azzurra Caltagirone occupa da anni una posizione centrale nella governance del gruppo fondato dal padre Francesco Gaetano Caltagirone e ha costruito soprattutto nell’editoria il proprio percorso manageriale.

Oggi la manager presiede il gruppo Caltagirone Editore, è vicepresidente di Caltagirone Spa e di Cementir Holding e siede nel Consiglio di amministrazione di Banca Generali.

Il percorso di Azzurra Caltagirone

Nata a Roma il 10 marzo 1973, dopo aver conseguito a Londra un diploma in Storia dell’arte entra nel Gruppo Caltagirone nel 1996. Nel 2000 diventa vicepresidente di Caltagirone Editore e nell’aprile 2021 ne assume la presidenza. Nel settore dei media è anche amministratore delegato della società che pubblica Il Messaggero e presidente delle società editrici de Il Gazzettino, Corriere Adriatico, Quotidiano di Puglia e Leggo, oltre che della concessionaria pubblicitaria Piemme.

Nel maggio 2026 Azzurra Caltagirone è stata confermata vicepresidente di Caltagirone Spa, la holding quotata presieduta dal padre. Un mese prima Cementir Holding l’aveva nuovamente nominata Vice Chair e consigliere non esecutivo, con mandato fino all’approvazione del bilancio 2028. Nel board di Banca Generali figura invece come consigliere.

All’interno del Gruppo di famiglia i percorsi manageriali si sono progressivamente differenziati. Francesco Caltagirone Jr. è presidente e amministratore delegato di Cementir Holding, mentre anche Alessandro Caltagirone ricopre incarichi ai vertici delle società del Gruppo. Il percorso di Azzurra si è concentrato sull’editoria, pur all’interno di una governance che la porta a partecipare alle scelte di società attive in comparti differenti. Non esiste, invece, una stima ufficiale pubblica sul suo patrimonio personale che consenta di attribuirle una cifra attendibile senza confondere ricchezza individuale, partecipazioni societarie e patrimonio della famiglia.

L’editoria secondo Azzurra Caltagirone

Le apparizioni pubbliche di Azzurra Caltagirone sono relativamente rare. Nei suoi interventi sull’editoria, però, ricorre da tempo il confronto tra il valore industriale dei giornali e la trasformazione imposta dalle piattaforme digitali. Già nel 2013, quando era vicepresidente della Fieg, parlava di web reputation come di un elemento centrale per persone e aziende e poneva il problema dell’equilibrio tra diritto di cronaca, diritto all’oblio e responsabilità dei motori di ricerca.

Nel 2017, durante le celebrazioni per i 130 anni del Gazzettino, è stato fatto un ragionamento più imprenditoriale. Azzurra Caltagirone osservava che “fare l’editore oggi è molto difficile”, perché erano cambiate le modalità con cui il pubblico fruisce dell’informazione. La risposta, nelle sue parole, passava dagli investimenti nel digitale e dalla capacità di interpretare esigenze dei lettori sempre meno uniformi. Nella stessa occasione il Gruppo presentava però anche una nuova rotativa: carta e digitale, dunque, non come alternative immediate ma come due fronti sui quali gestire la transizione.

Quattro anni dopo, l’accordo tra Caltagirone Editore e Google News Showcase ha portato al centro del dibattito sull’editoria un’altra questione: come remunerare l’informazione sul web. Nel presentare l’intesa Caltagirone parla della ricerca di “nuove fonti di remunerazione” per i contenuti di qualità, indicando allo stesso tempo nell’indipendenza dell’editoria una condizione da preservare.

Nel luglio 2025, per i 165 anni del Corriere Adriatico, è tornata invece sul rapporto fra giornale e territorio. Dal palco della Mole Vanvitelliana di Ancona ha richiamato la necessità di separare “le opinioni dai fatti” e definisce l’informazione un «atto di civiltà”. Il riferimento economico arriva parlando delle Marche, descritte come una terra che produce, innova e crea valore e come un sistema capace di confrontarsi con la globalizzazione senza perdere la propria identità.

La trasformazione di Caltagirone Editore

La difficoltà della transizione emerge anche dai bilanci della società che Caltagirone presiede. Nel 2025 il Gruppo ha registrato ricavi operativi per 109,4 milioni di euro, in diminuzione del 2,3% rispetto all’anno precedente. Il risultato operativo è stato negativo per 27,1 milioni, mentre l’utile dell’esercizio si è fermato a 626 mila euro. A pesare sono stati soprattutto il calo dei ricavi editoriali, scesi dell’8,4%, e quello della pubblicità, più contenuto.

Nel primo semestre 2026 i ricavi sono scesi ancora, a 48,2 milioni di euro, con una flessione del 6,3%. Il risultato operativo è rimasto negativo per 6,8 milioni, ma il risultato netto di gruppo è salito a 23,1 milioni. La distanza si spiega soprattutto con la componente finanziaria: la gestione finanziaria ha prodotto un risultato positivo per 28,1 milioni, favorito dai maggiori dividendi incassati sulle partecipazioni in società quotate.

Il digitale, intanto, continua ad aumentare il proprio peso sul versante dell’audience. Nel primo trimestre del 2026 i siti del network Caltagirone Editore hanno registrato in media 4,6 milioni di utenti unici giornalieri. Nei documenti societari il gruppo indica fra le priorità il rafforzamento delle piattaforme multimediali, l’aumento dei flussi pubblicitari online, l’acquisizione di nuovi lettori e il contenimento dei costi.

La vita privata, il matrimonio con Pier Ferdinando Casini

Una parte della notorietà di Azzurra Caltagirone fuori dal mondo delle imprese è legata alla lunga relazione con Pier Ferdinando Casini. I due si sposarono civilmente a Siena nel 2007. Dalla loro unione sono nati due figli, Caterina e Francesco.

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Nel dicembre 2015 venne resa nota la decisione di separarsi consensualmente, con l’impegno comune a continuare a condividere la crescita dei figli. Da allora Caltagirone ha mantenuto una forte riservatezza sulla propria vita sentimentale.

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