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Attualità

Il carcere in quattro colori, celle aperte per i detenuti modello

Reclusi classificati secondo la pericolosità e la condotta, i meno pericolosi potranno muoversi liberamente all’interno dell’istituto

Rendere meno duro il periodo di detenzione e favorire il reintegro nella società civile dei detenuti. È l’obiettivo della nuova circolare Modalità di esecuzione della pena – Un nuovo modello di trattamento che comprenda sicurezza, accoglienza e rieducazione, inviata da pochi giorni a tutti i provveditori e direttori delle carceri italiane. Secondo la nuova direttiva, una piccola rivoluzione a opera del procuratore Sebastiano Ardita, i detenuti dovranno essere suddivisi in quattro categorie, una specie di classifica in quattro colori (bianco, verde, giallo e rosso) che permetterà ai più meritevoli e meno pericolosi (la maggior parte dei circa 68 mila detenuti in Italia) la possibilità di muoversi più liberamente all’interno del carcere e – dove possibile – negli spazi esterni di esso. Entro due mesi i carcerati saranno suddivisi nelle quattro categorie per introdurre un regime a celle aperte per quei detenuti non pericolosi, entro tre mesi gli istituti dovranno aver pronte le aree aperte dove i reclusi ammessi potranno muoversi a piacimento per l’intera giornata. Il codice bianco verrà utilizzato per individuare i detenuti che non sono stati autori di reati di violenza (i tossicodipendenti, gli extracomunitari, i nuovi poveri), e che al tempo stesso abbiano mantenuto una buona condotta ed abbiano risposto al trattamento penitenziario. Il codice verde potrà essere individuato per identificare i soggetti autori di reati di violenza, che abbiano risposto bene al trattamento e mantenuto buona condotta. Il codice giallo è per i detenuti che abbiano realizzato violazioni disciplinari. Il codice rosso per gli autori di reati in carcere e di tentativi di evasione. I codici bianchi dovranno essere tenuti a celle aperte, e tendenzialmente anche i verdi. I codici gialli potranno essere tenuti a celle aperte dopo attenta osservazione. I codice rosso dovranno essere mantenuti chiusi. L’attribuzione del codice non sarà definitiva, ma legata a riunioni periodiche dell’equipe dell’istituto che potrà rivedere in senso positivo o negativo le valutazioni sul livello di pericolosità del detenuto.