Scarica l’allegato +Design di Business People
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C’è un momento, nella storia del pensiero, in cui la geometria ha smesso di essere soltanto una disciplina matematica. Fu Platone a sostenere che essa fosse la via privilegiata per arrivare alla conoscenza, quindi anche un modo per comprendere l’ordine delle cose. Non sorprende, quindi, che proprio la geometria torni centrale nel dibattito sul design di interni che ruota intorno al Salone del Mobile 2026.
Ma non si tratta della geometria astratta delle accademie o del rigore minimalista che ha dominato una parte del design degli ultimi decenni. La nuova stagione progettuale sembra suggerire qualcosa di diverso: “geometrie da vivere”. Ovvero, il design contemporaneo riscopre la forma come esperienza quotidiana. Mentre gli oggetti e i complementi d’arredo si trasformano in strutture spaziali, quasi architetture in miniatura, il design diventa uno strumento emotivo che non separa più estetica e vita.
È un po’ questa suggestione che ci è piaciuto inseguire in questa seconda edizione di +Design, allegato speciale di Business People di aprile. Perché se per Platone la geometria era la chiave per comprendere il mondo, per il design contemporaneo sembra poter rappresentare qualcosa di ancora più concreto: la chiave per abitare meglio il presente.







