Villa Sandi accelera sulla viticoltura di precisione e porta l’intelligenza artificiale tra i filari. Il Gruppo della famiglia Moretti Polegato ha trasformato le proprie tenute tra Veneto e Friuli Venezia Giulia in un ecosistema digitale che raccoglie dati dal campo, li interpreta in tempo reale e aiuta gli agronomi a decidere quando intervenire.
Il progetto coinvolge oltre 200 ettari di proprietà e nasce da un percorso avviato più di due anni fa. L’obiettivo è rendere la gestione della vigna più mirata: meno sprechi, maggiore attenzione alle condizioni climatiche e interventi calibrati sulle reali esigenze delle piante. Tutti i vigneti del Gruppo sono certificati Biodiversity Friend, standard dedicato alla tutela della biodiversità in agricoltura.
Come funziona l’AI nel vigneto di Villa Sandi
La rete tecnologica combina centraline meteo, sensori nel terreno, foglie elettroniche, droni e immagini satellitari. Le centraline rilevano temperatura, umidità, pioggia e vento; i sensori misurano l’acqua disponibile nel suolo; dall’alto, droni e satelliti leggono la vigoria delle singole vigne, anche quando le differenze emergono nel giro di pochi metri.
Queste informazioni vengono poi elaborate da sistemi di supporto alle decisioni alimentati da algoritmi di intelligenza artificiale. Il punto non è sostituire l’esperienza umana, ma renderla più puntuale: capire dove intervenire, con quale intensità e quando, fino a individuare il momento più adatto per la vendemmia.
“La tecnologia non sostituisce l’esperienza dell’uomo, ma la rende più consapevole”, ha spiegato Leonardo Moretti Polegato, vicepresidente di Villa Sandi. La viticoltura, ha aggiunto, resta fatta di osservazione e conoscenza del territorio, ma gli strumenti digitali aiutano a interpretare una quantità molto più ampia di informazioni.
I primi benefici sono già misurabili. Villa Sandi stima una riduzione fino al 20% dei trattamenti fitosanitari e un risparmio idrico medio di circa 10% grazie al monitoraggio dell’umidità del terreno. Nei vigneti in cui la gestione di precisione si integra con studi sul suolo e con i portinnesti del gruppo “M”, sviluppati con Wine Research Team e Università degli Studi di Milano, il risparmio d’acqua può arrivare fino al 70% rispetto ai vigneti limitrofi.
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Leonardo Moretti Polegato, vicepresidente di Villa Sandi




