Sostenibilità nella moda, il piano globale parte dall’Italia

Chanel, Kering, Zegna, Moncler e Prada lanciano con The Fashion Pact un progetto internazionale per armonizzare i dati ambientali dei fornitori

Sostenibilità nella moda, il piano globale parte dall’Italia© Shutterstock

Chanel, Kering, Zegna, Moncler, Prada. Sono alcuni dei grandi nomi che hanno deciso di fare squadra con The Fashion Pact per affrontare una sfida comune: decarbonizzare le filiere della moda partendo dall’Italia, cuore produttivo del lusso europeo.

Nasce così l’European Accelerator, un’iniziativa collettiva che si muove lungo tre direttrici: semplificare la raccolta dei dati ambientali da parte dei fornitori, migliorarne l’efficienza e facilitare l’accesso ai capitali per investimenti in tecnologie sostenibili. Il primo tassello è un questionario armonizzato, pensato per raccogliere informazioni su energia, acqua e rifiuti, alleggerendo l’onere amministrativo che oggi grava su molte aziende fornitrici.

Secondo Eva von Alvensleben, direttrice esecutiva e segretaria generale di The Fashion Pact, il valore dell’iniziativa risiede proprio nella sua natura condivisa. “Promuovendo pratiche armonizzate nella raccolta dei dati ambientali, non solo si migliora la qualità e la coerenza delle informazioni sulla sostenibilità, ma si riduce in modo significativo l’onere di rendicontazione per i fornitori”, spiega. È un modo per semplificare la supervisione lungo tutta la filiera e, allo stesso tempo, uno strumento concreto che può “aiutare i brand ad accelerare le proprie strategie di decarbonizzazione“.

Al di là dei benefici pratici, l’aspetto più potente del progetto, secondo von Alvensleben, è la dimostrazione che l’azione collettiva può davvero “promuovere un cambiamento sistemico“. Un concetto ambizioso, che però trova terreno fertile in un settore dove l’interdipendenza tra brand e fornitori è quotidiana, strutturale e, ormai, imprescindibile anche dal punto di vista ambientale.

Transizione verde nella moda: servono 4,4 miliardi di euro

Secondo le stime dello studio Just Fashion Transition 2025, il sistema moda europeo avrà bisogno di 4,4 miliardi di euro entro il 2030 per ridurre le proprie emissioni in linea con gli obiettivi climatici. Una transizione necessaria, ma ancora fuori portata per circa il 58% dei fornitori italiani, alle prese con alti livelli di indebitamento e poca accessibilità al credito.

Ecco perché, oltre alla raccolta dei dati, il progetto European Accelerator punta anche a individuare strumenti finanziari e opportunità concrete per accompagnare l’intero ecosistema moda verso una trasformazione strutturale. Con l’ambizione – e la responsabilità – di dare un segnale forte a tutto il comparto: il cambiamento è possibile, ma solo se condiviso.

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