Londra è la città più intelligente al mondo secondo l’Intelligent Cities Index 2026 di Boston Consulting Group (Bcg), che valuta 61 città in 39 Paesi sull’uso di tecnologia digitale e intelligenza artificiale al servizio di residenti e imprese. La capitale britannica raggiunge 85 punti su 100 e precede Dubai, New York, Washington e Amsterdam, tutte a quota 80.
Per l’Italia il quadro è più prudente. Roma e Milano si fermano rispettivamente al 40° e 41° posto, entrambe con 61 punti, nella fascia di maturità Emerging” Il dato colloca le due principali città italiane a metà bassa della classifica, lontane dai centri già considerati Leading o Accelerating, ma dentro un percorso di sviluppo digitale già riconoscibile.
L’indice misura cinque dimensioni: risultati per i residenti, qualità della strategia, adozione di strumenti digitali, governance e collaborazione pubblico-privato, oltre agli elementi abilitanti come dati, infrastrutture, talenti e capitali. La graduatoria mostra che non esiste un modello unico: Londra primeggia per risultati sui cittadini, Madrid per strategia, Dubai per adozione, New York per governance e Amsterdam per fattori abilitanti.
L’Intelligent Cities Index 2026
Nel caso italiano, lo studio di Bcg sottolinea soprattutto la posizione di Roma nel dominio “strategia”, che valuta ampiezza e dettaglio della pianificazione ufficiale su digitale e AI. È un elemento positivo per la capitale, pur dentro una maturità complessiva ancora emergente. Milano condivide lo stesso punteggio totale, ma il comunicato non evidenzia un dominio specifico in cui risulti distintiva.
L’indagine individua quasi 40 casi d’uso già attivi nelle città analizzate: traffico ottimizzato in tempo reale, parcheggi smart, contatori energetici intelligenti, telemedicina e sistemi di allerta precoce per la sicurezza pubblica. Il punto economico è nella capacità di trasformare questi strumenti in servizi scalabili, con benefici su qualità della vita, produttività e opportunità per imprese e residenti.
Secondo Boston Consulting Group, le città che incorporano l’AI nei servizi essenziali tendono a ottenere risultati migliori per i cittadini. Il report rileva anche un collegamento tra uso frequente degli strumenti di AI generativa e maggiore ottimismo sul loro impatto futuro, soprattutto in Africa, Asia e Medio Oriente. Un meccanismo simile emerge per le app cittadine: dove l’utilizzo è più alto, cresce anche la soddisfazione degli utenti.
Per accelerare, il report indica quattro leve: priorità strategiche di lungo periodo, governance più solida, partnership pubblico-private, diffusione di applicazioni AI già testate e rafforzamento degli abilitatori, dalle piattaforme dati ai talenti. “Considerando il ritmo con cui cambiano le aspettative dei cittadini oggi, costruire le fondamenta digitali di una città intelligente richiede impegno. Ma attenzione: non tutto deve avvenire in un’unica fase”, osserva Rami Mourtada, Partner e Director di Bcg e coautore del report. “È un percorso di lungo periodo e non esiste un’unica strada da seguire. Lo slancio delle città intelligenti nasce da scelte intenzionali, talvolta graduali, guidate da una roadmap chiara”.
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