Sas porta gli analytics agli agricoltori sudafricani

Dati su rese, tempi di maturazione e prezzi aiutano a pianificare i raccolti, ridurre gli sprechi e migliorare l’accesso al mercato

Sas porta gli analytics agli agricoltori sudafricani© Shutterstock

Sas porta gli analytics nei piccoli appezzamenti coltivati a nord-ovest di Johannesburg, in Sudafrica. Il progetto, sviluppato con dataDecisions.ai e The Dream, punta ad aiutare i micro-agricoltori a pianificare meglio la produzione, aumentare la produttività e ridurre gli sprechi. L’iniziativa interessa un’area caratterizzata da terreni difficili e scarsità d’acqua, dove molte famiglie coltivano superfici limitate tra le abitazioni. Questi produttori hanno spesso un accesso ridotto alla tecnologia, non dispongono di strumenti per stimare le rese e incontrano maggiori ostacoli nel reperire finanziamenti e raggiungere i mercati.

Gli analytics di Sas per i micro-agricoltori del Sudafrica

Il progetto analizza alcuni dei fattori più importanti per l’attività agricola: quantità realisticamente producibili, tempi di maturazione delle colture e prezzi disponibili al momento della vendita. L’incrocio di queste informazioni può aiutare a scegliere che cosa coltivare, quando raccogliere e quali prodotti offrano le prospettive economiche migliori. “La sicurezza alimentare non può dipendere soltanto dall’agricoltura su larga scala”, ha dichiarato Hadley Christoffels, fondatore di dataDecisions.ai. “Se vogliamo costruire un sistema più resiliente, dobbiamo considerare i micro-agricoltori come attori essenziali dell’economia tradizionale, non come una componente secondaria”.

L’uso dei dati non punta a sostituire l’esperienza maturata dagli agricoltori, ma a integrarla con informazioni più precise. L’obiettivo è ridurre l’incertezza, alleggerire le attività manuali e valorizzare meglio ogni risorsa disponibile. Per Sas, il progetto mostra come analytics, collaborazione e conoscenza del territorio possano favorire una gestione più efficiente delle colture, migliorare l’accesso al mercato e creare nuove opportunità economiche per comunità particolarmente esposte all’insicurezza alimentare.

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