La Commissione Ue ha approvato un nuovo regime di aiuti di Stato da 23 miliardi di euro destinato a sostenere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia. Il via libera di Bruxelles rappresenta uno dei più importanti interventi pubblici degli ultimi anni nel settore energetico nazionale e punta ad accelerare il percorso verso gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dal Pniec, il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima
Secondo quanto comunicato dalle istituzioni europee, il programma consentirà la realizzazione di circa 37,15 gigawatt di nuova capacità installata da fonti rinnovabili, contribuendo in modo significativo alla crescita della produzione elettrica verde nel Paese. L’iniziativa rientra nel quadro delle norme europee sugli aiuti statali e si inserisce nella strategia comunitaria volta a rafforzare la sicurezza energetica, ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e accelerare la transizione ecologica.
I dettagli del piano dell’Italia
Il piano italiano sosterrà diverse tecnologie rinnovabili, tra cui impianti fotovoltaici, eolici e altre fonti a basse emissioni, attraverso meccanismi competitivi che permetteranno agli operatori di accedere agli incentivi sulla base delle condizioni economiche offerte. Bruxelles ha ritenuto che la misura sia necessaria e proporzionata rispetto agli obiettivi ambientali perseguiti e compatibile con il quadro europeo per la transizione energetica.
L’approvazione arriva in un momento particolarmente importante per il sistema energetico italiano, che guarda al nucleare sostenibile. Secondo le più recenti analisi del settore, nel 2025 le fonti rinnovabili hanno coperto oltre il 41% della domanda elettrica nazionale, ma per raggiungere gli obiettivi fissati al 2030 sarà necessario incrementare ulteriormente il ritmo delle nuove installazioni.
Il nuovo programma si affianca ad altri strumenti già autorizzati dall’Unione europea negli ultimi anni. Nel 2024 Bruxelles aveva infatti approvato un regime da 9,7 miliardi di euro per sostenere la costruzione di nuovi impianti rinnovabili, mentre un precedente schema aveva previsto un plafond massimo di 35,3 miliardi destinato a tecnologie innovative come eolico offshore, geotermia avanzata e solare galleggiante.
Per il Governo Meloni, il via libera della Commissione rappresenta un passaggio strategico verso il raggiungimento degli obiettivi climatici europei e la riduzione della dipendenza energetica dall’estero. L’espansione della capacità rinnovabile dovrebbe inoltre favorire nuovi investimenti industriali, occupazione e maggiore stabilità del sistema elettrico nazionale nel lungo periodo. Sullo stesso fronte si sta muovendo con l’approvazione del Ddl sul nucleare sostenibile.
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