Rinnovabili, incentivi e bonus: la deroga Ue al Patto di stabilità

Rinnovabili, ok dell’Ue agli aiuti italiani da 23 miliardi di euro© Shutterstock

La Commissione europea definisce il perimetro della flessibilità di bilancio destinata agli investimenti per la sicurezza energetica e la transizione verde. Le nuove indicazioni consentono agli Stati membri Ue di utilizzare la clausola nazionale di salvaguardia, prevista nel quadro del Patto di stabilità, anche per specifiche misure energetiche che riguardano le rinnovabili. L’obiettivo è permettere maggiori margini di spesa, ma solo per interventi in grado di rafforzare strutturalmente l’indipendenza energetica e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.

Tra le misure che rientrano nel nuovo perimetro figurano gli incentivi per la sostituzione delle caldaie alimentate da fonti fossili con tecnologie più pulite, come le pompe di calore. Spazio anche agli investimenti nel fotovoltaico e nell’energia solare per le famiglie, nei sistemi di accumulo, nelle infrastrutture di ricarica domestica e nelle reti energetiche. Le indicazioni europee comprendono inoltre interventi di riqualificazione e decarbonizzazione che possono contribuire a rendere più efficiente e resiliente il sistema energetico.

Cosa comporta la flessibilità dell’Unione

La flessibilità sulle rinnovabili annunciata dall’Ue, tuttavia, non equivale a un via libera indiscriminato a nuovi bonus. Bruxelles esclude infatti misure generalizzate destinate semplicemente a ridurre i prezzi dei carburanti o a sostenere indistintamente i consumi. Restano fuori anche gli incentivi generalizzati per l’acquisto di auto elettriche. Il criterio centrale è il carattere strutturale dell’investimento e il suo contributo alla sicurezza energetica e alla transizione.

Per l’Italia la novità potrebbe tradursi in un margine aggiuntivo per finanziare politiche energetiche nei prossimi anni. Secondo le informazioni emerse, il Governo sta valutando quali misure presentare nel quadro della richiesta di flessibilità, con possibili interventi rivolti a famiglie, imprese e infrastrutture. L’eventuale utilizzo delle risorse dovrà però seguire le procedure dell’Europa e rispettare i vincoli previsti dalla clausola di salvaguardia.

La partita, quindi, si sposta ora dalle linee guida alla definizione concreta degli strumenti. Fotovoltaico, pompe di calore, accumuli e reti potrebbero diventare i principali destinatari del nuovo spazio di bilancio, trasformando la deroga al Patto di stabilità in una leva per accelerare gli investimenti nelle energie rinnovabili e ridurre la vulnerabilità dell’Italia alle oscillazioni dei mercati energetici.

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata