Protagonisti della transizione

Imprese, giovani e Unione Europea come motori di un nuovo modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità: spunti dal report dell’Advisory Board Wpp | Teha Group

Società 5.0, la sfida Esg per imprese e giovani© Getty Images

Sarà la collaborazione di giovani, imprese e istituzioni l’elemento essenziale per la transizione verso la società 5.0, che pone l’uomo al centro e integra sviluppo tecnologico con i bisogni sociali. In questo quadro, la sostenibilità emerge come chiave strategica per orientare il futuro economico e non solo. È quanto sottolinea il position paper che riassume il 14esimo ciclo di lavoro dell’Advisory Board Wpp | Teha Group, intitolato Il futuro che vorremmo: persone, cultura, tecnologia, sistema economico – La comunicazione come facilitatore di comportamenti e valori.

In un contesto globale caratterizzato da rilevanti sfide trasformative, la capacità delle imprese di anticipare i cambiamenti, intercettare nuovi bisogni e generare impatto positivo è fondamentale per la resilienza e la competitività del sistema-Paese. E una delle principali trasformazioni nell’attività economica è rappresentata dall’integrazione strutturale dei criteri Esg nei processi decisionali. Secondo i dati dell’Osservatorio Corporate Governance di Teha Group, già nel 2023 la sostenibilità si collocava tra i primi criteri utilizzati nella selezione dei target d’investimento.

Un cambio di passo netto rispetto al 2017, quando i temi Esg erano ancora considerati marginali o reputazionali. Oggi la sostenibilità è un fattore competitivo vero e proprio e le imprese che la considerano un vantaggio strategico registrano risultati significativamente migliori in termini di redditività, ritorno sull’investimento, crescita del fatturato ed export.

A questi si aggiungono poi benefici intangibili ma fondamentali, come una maggiore motivazione interna e una reputazione rafforzata per oltre il 75% delle realtà analizzate. Tuttavia, quasi il 40% delle aziende segnala la necessità di un contesto normativo e fiscale più stabile e incentivante.

Accanto al mondo imprenditoriale, i giovani si configurano come motori del cambiamento. Più vulnerabili alle transizioni in corso, ma anche più ottimisti e consapevoli, mostrano una spiccata attenzione alla coerenza etica delle organizzazioni. Si tratta di una visione critica e informata: riconoscono l’urgenza delle sfide globali e credono nella possibilità di trasformazione. E se la fiducia nel governo nazionale resta bassa, quella nei confronti delle istituzioni locali e dell’Ue è in crescita: quasi il 50% degli under 24 esprime giudizi positivi sul Parlamento europeo, segnale di un bisogno di legittimità più orizzontale e partecipata. Merito anche degli strumenti messi in campo negli ultimi anni, dal Next Generation Eu al Green Deal fino al Fondo Sociale Europeo Plus. Iniziative che tracciano un modello di sviluppo etico e inclusivo.

Un segnale interessante arriva anche dal cosiddetto Bruxelles Effect: il Regolamento Gdpr, nato in Europa, è oggi riferimento globale per la protezione dei dati personali. Un esempio di come una governance lungimirante possa influenzare comportamenti e mercati ben oltre i propri confini.

L’Italia, dal canto suo, può anche contare su un ecosistema ibrido – tra business, terzo settore e comunità – strategico per affrontare le grandi sfide dello scenario attuale. È il primo Paese europeo per imprese sociali sia in numero assoluto sia per incidenza sul totale della popolazione. A questo si aggiunge l’attività di oltre 80 fondazioni di origine bancaria, che nel solo 2023 hanno elargito oltre 1 miliardo di euro sostenendo cultura, formazione e welfare locale. Infine, la Penisola dimostra generosità e impegno sociale anche attraverso l’attività degli enti del terzo settore e delle cooperative, che nel 2023 hanno contribuito a realizzare oltre 60 mila iniziative, beni e servizi per un controvalore di 84 miliardi di euro.

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