L’intervista a Marta Schiraldi è parte dello speciale
I Campioni della Sostenibilità 2026 di Business People
«Per noi la sostenibilità non è un elemento accessorio, ma un valore aziendale. L’approccio Esg è integrato nelle strategie di business e guida le scelte lungo tutta la filiera. Questo comporta operare in modo coerente, coinvolgendo sia le persone interne sia gli stakeholder esterni, con un approccio partecipativo e co-creativo », così Marta Schiraldi, Head of Sustainability, Safety & Health di Nestlé Italia e Malta sintetizza il modo in cui la multinazionale interpreta il concetto di responsabilità sociale e ambientale.
«Rendere la sostenibilità possibile significa, quindi, creare valore condiviso», sottolinea, «un obiettivo che richiede alleanze, come per esempio quella con illycaffè, allargata poi a Essse Caffè e Caffè Borbone, che ha dato vita al progetto Recap per il riciclo delle capsule di caffè in plastica. Una collaborazione che dimostra come in nome d ella sostenibilità si possa superare la competizione di mercato, unendo le competenze per generare un impatto maggiore». Accanto a queste iniziative, Nestlé investe in formazione e sviluppo di competenze, anche per agricoltori e fornitori, promuovendo l’agricoltura rigenerativa. In questo senso due esempi virtuosi, entrambi nella categoria Purina ed entrambi nel Triveneto, sono il progetto Lens, che mette a disposizione sostegno economico e consulenza agronomica, per attivare un percorso di trasformazione culturale e produttiva e un nuovo progetto pilota sviluppato in collaborazione con Biospheres realtà specializzata in agroecologia e leader nello sviluppo e nell’implementazione dell’agricoltura rigenerativa su larga scala.
Il contesto economico attuale come sta influenzando la vostra strategia di sostenibilità?
Di fronte a sfide di questa portata, che si sommano agli effetti ormai evidenti del cambiamento climatico, servono capacità di adattamento, resilienza e visione strategica. Per una multinazionale come la nostra, resilienza significa garantire stabilità non solo per gli azionisti, ma per tutti gli stakeholder. Questo significa agire su più fronti: dalla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico alla gestione responsabile della catena di fornitura.
È possibile integrare la sostenibilità nei processi decisionali?
Nestlé Italia ha sviluppato una governance Esg pensata su misura per il mercato locale, in coerenza con le linee guida globali del Gruppo. La creazione di un Esg Functional Board, un comitato interfunzionale composto da rappresentanti delle principali aree aziendali, ha permesso di dare concretezza a questa visione. Il comitato si riunisce regolarmente per assicurare il corretto allineamento tra le strategie internazionali e le azioni locali, favorendo un’integrazione effettiva della sostenibilità nelle decisioni operative. Questo modello è stato riconosciuto come best practice di governance partecipativa anche dal Global Compact delle Nazioni Unite.
Come descrive le direttrici principali della vostra roadmap?
La strategia di sostenibilità del Gruppo prende forma dal purpose Good Food, Good Life, articolandosi in tre pilastri fondamentali: il primo è Good for People, Families and Pets, che promuove un’alimentazione consapevole e l’educazione nutrizionale; il secondo è Good for the Planet, con azioni mirate a ridurre la nostra impronta di carbonio e raggiungere le zero missioni nette entro il 2050 e che considera, tra gli indicatori chiave di performance, la riduzione delle emissioni climalteranti, l’efficienza nell’uso delle risorse, l’adozione di packaging riciclabile o riutilizzabile, e l’estensione delle pratiche agricole rigenerative. Questi kpi costantemente monitorati, esprimono l’impegno concreto dell’azienda nel coniugare business e sostenibilità. Infine, Good for Communities si concentra sul benessere delle comunità e dei territori in cui l’azienda opera.

La sede Nestlé ad Assago (Mi)
I risultati raggiunti e gli obiettivi più sfidanti nell’immediato futuro?
Il Gruppo Nestlé ha già ottenuto una riduzione delle emissioni nette superiore al 20% rispetto al 2018, un progresso significativo sulla strada della nostra Net Zero Roadmap con la quale ci siamo impegnati a raggiungere le zero emissioni nette entro il 2050. Questo risultato è frutto di interventi lungo l’intera catena del valore. La sfida per il futuro sarà accelerare ulteriormente la riduzione delle emissioni Scope 1, 2 e 3, espandere i progetti di agricoltura rigenerativa, investire in tecnologie per la decarbonizzazione e proseguire nel rinnovamento del packaging. Il tutto mantenendo un approccio trasparente, collaborativo e orientato alla misurabilità dei risultati.
Quali innovazioni di processo o prodotto stanno contribuendo maggiormente alla riduzione dell’impatto ambientale?
La riduzione dell’impatto ambientale è una priorità che affrontiamo lungo tutta la filiera, in linea con la nostra Net Zero Roadmap. A monte della nostra catena del valore, l’obiettivo è che entro il 2030 almeno il 50% degli ingredienti chiave siano approvvigionati da filiere che adottano pratiche di agricoltura rigenerativa. Parallelamente, l’eco-design orienta lo sviluppo dei prodotti già in fase di progettazione, con soluzioni che privilegiano l’efficienza ambientale. Nei nostri stabilimenti produttivi investiamo in tecnologie che migliorano l’efficienza degli impianti ed utilizziamo energia da fonti rinnovabili. In ambito packaging, l’azienda punta a ridurre l’uso di plastica vergine, incrementare l’impiego di materiali riciclati e facilitare il riuso e il riciclo. Anche la logistica è interessata da processi innovativi: l’adozione di veicoli elettrici e di carburanti alternativi si affianca a un’attenta pianificazione delle rotte. Infine, la digitalizzazione dei processi produttivi e distributivi consente una gestione più efficiente e sostenibile dell’intera filiera. L’innovazione è un pilastro trasversale della nostra strategia anche in Italia. Dai programmi di ricerca e collaborazione con le Università, a quelli di incubazione di startup come Terra Next, alla promozione di progetti volti alla valorizzazione degli scarti come con From Waste To Taste, Nestlé esplora continuamente nuove soluzioni per trasformare le sfide ambientali in opportunità di business.

Il Nutripiatto è uno strumento di educazione alimentare per i bambini sviluppato dagli esperti di nutrizione di Nestlé con l’Università Campus-Biomedico di Roma e la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale
Sostenibilità significa anche impatto sociale. Quali iniziative promuovete sul territorio?
L’impatto sociale è parte integrante della nostra strategia, a partire dal nostro purpose e dai tre pilastri che guidano il Gruppo. In Italia, l’azienda ha promosso lo studio Il nido che condividiamo, realizzato da Luiss Business School e SCS Consulting, per misurare il proprio contributo in cinque aree: benessere dei dipendenti e delle loro famiglie, supporto alle comunità locali, educazione alimentare, salute e sicurezza sul lavoro. Tra le iniziative promosse figurano politiche di flessibilità lavorativa, supporto alla genitorialità, programmi di benessere psicofisico, oltre a progetti che integrano il rapporto tra persone e animali, come Pets at Work o le attività di pet therapy promosse da Purina. Nestlé è anche attiva nell’ambito dell’educazione nutrizionale con iniziative rivolte ai più giovani, come Nutripiatto, A Scuola di Acqua e A Scuola di Petcare. A queste si affiancano interventi di rigenerazione urbana, come il progetto Nescafé nelle mie mani, che mira a riqualificare aree urbane in disuso restituendole alla collettività. Tutte queste azioni si inseriscono nell’ottica di valore condiviso di cui parlavo prima, rafforzando il legame tra l’azienda e i territori in cui opera.
Come comunicate i vostri risultati in ambito Esg ai consumatori?
La comunicazione è improntata alla trasparenza e alla coerenza. I risultati a livello corporate sono pubblicati nel report di sostenibilità globale, mentre i progetti locali vengono raccontati attraverso collaborazioni con attori del territorio, come nel caso del progetto Recap, realizzato grazie alla partnership con diversi stakeholder. Poiché il packaging è spesso insufficiente a veicolare informazioni complesse, utilizziamo spesso strumenti digitali, come QR Code o link diretti a contenuti online, per approfondire la narrazione. Anche la grande distribuzione organizzata rappresenta un canale privilegiato per dialogare con i consumatori, offrendo punti di contatto concreti e rilevanti. Ogni iniziativa viene comunicata in modo puntuale e contestualizzato, nel rispetto delle specificità territoriali italiane. In generale, quello che cerchiamo di fare è prendere per mano tutti gli attori della filiera per renderli protagonisti attivi del processo di creazione di valore condiviso.
Un consiglio per chi vuole rendere la sostenibilità possibile evitando compromessi?
Il primo passo è riconoscere che la sostenibilità non può essere perseguita in solitaria. Serve una visione condivisa, costruita su trasparenza, collaborazione e volontà di apprendere continuamente. Affrontare le sfide con umiltà e apertura consente di trasformarle in opportunità, valorizzando le competenze diffuse lungo la filiera. È fondamentale misurare l’impatto, adattarsi rapidamente ai cambiamenti di contesto e lavorare a stretto contatto con le funzioni di business. La sostenibilità richiede leadership diffusa, ma anche capacità di mettersi in discussione. Solo così si possono generare trasformazioni autentiche e durature.
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Nel gruppo dal 2013, Marta Schiraldi è stata nominata Head of Sustainability, Safety & Health di Nestlé Italia e Malta nel 2021




