L’intervista a Maria D’Amico è parte dello speciale
I Campioni della Sostenibilità 2026 di Business People
«Per noi la sostenibilità è un impegno autentico, radicato nei nostri valori e nel futuro che vogliamo costruire. È parte integrante della nostra cultura aziendale», esordisce Maria D’Amico, Sustainability & Marketing Manager del Gruppo di famiglia specializzato in conserve alimentari. Ne è la prova la scelta di integrare già nel Bilancio di Sostenibilità 2024 gli European Sustainability Reporting Standards (Esrs), affiancandoli ai Gri (Global Reporting Initiative) anticipando di fatto l’entrata in vigore della Corporate Sustainability Reporting Directive dell’Ue.
«Abbiamo redatto il bilancio seguendo entrambi i framework: un lavoro doppio, ma che ci consente di essere allineati ai più alti standard europei e internazionali», spiega D’Amico. «Questo ha significato anche avviare un percorso di assessment partecipato, che ha coinvolto attivamente tutti i livelli aziendali, dal management alle linee operative. In particolare, abbiamo adottato il modello Patm (Politiche, Azioni, Target, Metriche), previsto proprio dagli Esrs, che ci ha permesso di definire e monitorare obiettivi specifici e misurabili, anche attraverso Kpi quantitativi. Questo approccio ci ha consentito di rendere la rendicontazione un processo di consapevolezza diffusa, non solo un documento formale.
Il nostro Sustainability Team ha lavorato in stretto coordinamento con il board e le tre sedi operative per integrare la sostenibilità nei processi decisionali. Abbiamo condotto un’analisi di doppia materialità, coinvolgendo stakeholder interni ed esterni attraverso survey e interviste, ottenendo conferma dell’interesse concreto da parte dei destinatari su questi temi. È anche grazie a questo che siamo entrati nella Top 100 Esg dei Sustainability Awards, un riconoscimento importante per chi, come noi, ha scelto di comunicare in modo trasparente e verificabile il proprio impatto».
Dunque, avete scelto di accelera nonostante il contesto internazionale non semplice. Quali leve vi hanno permesso di farlo?
Lavoriamo da tempo su questo fronte. La decisione di accelerare è maturata nel 2022, anche grazie alla volontà condivisa dal board aziendale di dotarsi di una governance più strutturata. Uno dei passaggi è stata la trasformazione in Società Benefit. Questo ci ha permesso di rendere ancora più coerente la strategia aziendale con i nostri valori fondanti: responsabilità, trasparenza, rispetto delle persone e del territorio. Inoltre, operando in oltre 85 Paesi, avevamo bisogno di un linguaggio e di uno strumento di comunicazione comprensibile a livello internazionale. Abbiamo, dunque, coinvolto tutte le nostre risorse in un percorso formativo e informativo, superando la logica a compartimenti stagni. La nostra forza è stata la coerenza: valori chiari, obiettivi condivisi, strumenti misurabili. Inoltre, ci siamo dotati di strumenti digitali per il monitoraggio dei Kpi e delle performance, come la piattaforma Tre Cuori per il welfare aziendale e la dashboard interna per la misurazione delle emissioni e dei consumi energetici.

A proposito della trasformazione in Società Benefit, che valore ha avuto, dal punto di vista manageriale e reputazionale?
È stato un passaggio strategico. Abbiamo formalizzato nello statuto quattro finalità di beneficio comune che oggi guidano il nostro operato quotidiano: benessere delle persone, tutela dell’ambiente, promozione di consumi consapevoli e valorizzazione del territorio. Questi obiettivi sono diventati la cornice entro cui sviluppiamo i nostri progetti Esg, rafforzando anche la nostra identità verso l’esterno: secondo le nostre indagini, confermato da una ricerca di mercato, il brand D’Amico è percepito come vicino ai valori del territorio, attento alla qualità e coerente nel tempo. Essere una Società Benefit ci consente di misurare e comunicare questi aspetti in modo trasparente, con la Relazione d’Impatto annuale rendicontiamo azioni, risultati e obiettivi futuri in modo accessibile anche a stakeholder non tecnici.
Parliamo di impatto ambientale: quali sono le aree in cui avete ottenuto risultati più significativi?
Siamo stati pionieri su questo fronte: già nel 2010, quando ancora non si parlava diffusamente di Esg, avevamo realizzato il nostro primo impianto fotovoltaico. Oggi copriamo il 48% del nostro fabbisogno energetico tra fonti rinnovabili interne e con acquisto green certificato mentre il restante 51% da fonte fossile. Abbiamo investito in impianti di domotica e nella diagnosi energetica continua, e nel 2024 abbiamo ridotto dell’8,3% i consumi energetici complessivi rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda i rifiuti, il nostro tasso di recupero ha superato l’87%. Anche il packaging è parte della strategia: con la linea Vasi d’Autore, edizione limitata firmata ogni anno da un artista diverso, promuoviamo il riuso creativo, coniugando estetica, cultura e sostenibilità. L’edizione 2025 ha coinvolto l’artista Alessandro Giannì con il progetto Sintesi, un viaggio tra realtà digitale, dimensione onirica e arte classica, che trova una perfetta corrispondenza con il messaggio della collezione e con i valori del Made in Italy.

La linea Vasi d’Autore è un’edizione limitata firmata ogni anno da un artista diverso per promuovere il riuso creativo, coniugando estetica, cultura e sostenibilità
State lavorando anche sul fronte governance. Quali sono le direttrici principali?
La governance per noi è cultura d’impresa. Stiamo completando l’adozione del modello 231/2001 nella capogruppo, mentre una delle nostre società lo ha già implementato. Abbiamo un codice etico attivo e una politica di whistleblowing per garantire trasparenza e legalità. In più, il Patto di Famiglia siglato tra le generazioni imprenditoriali assicura stabilità, visione strategica e coerenza nel tempo. Sul piano operativo, abbiamo avviato un questionario Esg rivolto ai fornitori: un primo passo per mappare la filiera anche sul piano valoriale. L’adozione del rating Esg rientra tra i nostri obiettivi futuri. La nostra visione è chiara: la sostenibilità non si improvvisa, si costruisce anche attraverso alleanze e responsabilità condivise.
Quanto è importante il ruolo dei fornitori nel vostro percorso di sostenibilità?
Il rapporto con i fornitori è sempre stato improntato alla qualità, ma oggi chiediamo anche responsabilità. Per questo nel 2025 abbiamo attivato il progetto appena citato per strutturare meglio il monitoraggio Esg lungo la filiera: il questionario che invieremo raccoglierà informazioni su pratiche ambientali, condizioni di lavoro, approccio etico. L’obiettivo non è quello di escludere, ma di accompagnare. Vogliamo costruire una rete di partner allineati ai nostri valori, anche con step graduali. Parallelamente, continuiamo a effettuare audit, controlli analitici e verifiche sui capitolati. Ma vogliamo fare un passo in più: includere anche le performance sociali e ambientali nel sistema di valutazione. Questo ci permetterà, nel medio periodo, di generare un impatto positivo non solo all’interno dell’azienda, ma lungo la catena del valore.
Come coniugate la tutela ambientale con la competitività sul mercato?
Attraverso investimenti strategici. Alcune innovazioni non producono ritorni immediati, ma generano vantaggio competitivo nel lungo periodo. Il nostro posizionamento medio-alto, costruito su qualità e reputazione, ci consente di sostenere questo approccio. Ma è necessario che tutti gli attori, anche quelli a valle della filiera – come Gdo e Horeca – condividano lo sforzo. Se tutti investono, si genera valore collettivo. Se resta un’iniziativa isolata, diventa insostenibile per chi la compie. La sostenibilità è un gioco di squadra. Per questo, anche con la redazione del bilancio, vogliamo stimolare una riflessione più ampia e sistemica. La nostra ambizione è quella di portare valore condiviso, e questo è possibile solo se ciascuno fa la propria parte.
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Maria D’Amico è Sustainability & Marketing Manager del gruppo di famiglia: fondata nel 1968 dai fratelli Francesco e Mario D’Amico, oggi l’azienda è in mano alla terza generazione e distribuisce i suoi prodotti in più di 85 Paesi




