Eurocamera, ok alla semplificazione della due diligence

Eurocamera, ok alla semplificazione della due diligence© Shutterstock

Arriva il via libera dall’Eurocamera alla semplificazione della due diligence. Si tratta di un obiettivo che viene raggiunto con 428 voti a favore, 218 contrari e 17 astenuti. Si tratta di un passo avanti in termini di reportistica ambientale per le aziende. Infatti, stando alle previsioni dell’Unione europea, il pacchetto “omnibus I” ridurrà gli oneri amministrativi per un totale di 5,7 miliardi di euro, esentando l’85% delle imprese che rientrerebbero nel campo di applicazione delle normative.

L’accordo con i Paesi membri è stata sostenuta da una maggioranza composta dal Ppe, Ecr e dai gruppi delle destre Patrioti per l’Europa e Europa delle Nazioni sovrane e dalla maggioranza dei Liberali. Si sono dimostrati contrari Socialisti, Verdi e Sinistra.

I dettagli dell’intesa sulla due diligence

L’intesa trovata dall’Eurocamera sulla semplificazione della due diligence introduce una clausola di revisione per una possibile estensione del campo di applicazione di entrambe le direttive e rinvia di un altro anno, al 26 luglio 2028, il termine per recepire la direttiva, che dovrà essere attuata entro luglio 2029. Gli obblighi di due diligence si applicheranno a grandi società con più di 5 mila dipendenti e con un fatturato annuo superiore a 1,5 miliardi di euro.

Le aziende coinvolte, però, non dovranno più preparare un piano di transizione per rendere il loro business plan in linea con gli obiettivi dell’accordo sul clima di Parigi, ma potranno essere soggette a multe nel caso in cui non dovessero rispettare i requisiti di sostenibilità ambientale e sociale fino a un limite del 3% del loro fatturato netto mondiale. Gli stessi vincoli green e sociali si applicheranno anche alle società fuori dall’Unione con un fatturato nel continente superiore alla stessa soglia.

I paletti sulla rendicontazione ambientale

Per quanto riguarda la direttiva sulla rendicontazione ambientale, gli obblighi di redigere relazioni ambientali e sociali si applicheranno alle aziende con oltre mille dipendenti, con un fatturato netto annuo superiore a 450 milioni di euro. Saranno, invece, escluse le piccole e medie imprese quotate e le holding finanziarie. Vengono inoltre semplificati gli obblighi di rendicontazione, che dovrebbero diventare più quantitativi. La rendicontazione settoriale sarà solo volontaria.

Rispetto alla proposta fatta in origine, infine, viene meno il regime di responsabilità armonizzato dell’Unione europea, ma viene introdotta una clausola di revisione a riguardo. L’accordo andrà ora adottato formalmente anche dal Consiglio europeo, prima di entrare in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Ue.

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