Data center, la corsa AI trova i primi stop

Capitali in crescita con l’intelligenza artificiale, ma energia, acqua e territorio accendono la protesta negli Stati Uniti

Data center, la corsa AI trova i primi stopUn data center in costruzione a Vernon, nel sud della California (Usa)© Photo by Mario Tama/Getty Images

La corsa ai data center è uno dei fronti concreti dell’economia dell’intelligenza artificiale. Gli impianti che alimentano l’AI attirano capitali consistenti, ma incontrano un’opposizione crescente nei territori chiamati a ospitarli.

Secondo un rapporto Unctad, ripreso nei giorni scorsi dal quotidiano Il Sole 24 Ore, gli investimenti diretti esteri mondiali sono tornati a crescere nel 2025 fino a 1.624 miliardi di dollari, con un aumento del 6%. Tra le infrastrutture strategiche, i data center sono il comparto più dinamico: tra 2024 e 2025 i valori sono saliti di 235 miliardi di dollari.

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Gli investimenti annunciati nei comparti strategici, dall’intelligenza artificiale ai semiconduttori, dalla robotica alle materie prime critiche, sono passati da 109 miliardi di dollari nel 2020 a 576 miliardi nel 2025. La quota sul totale è salita dal 16% al 44%.

La crescita, però, non è più letta solo come opportunità industriale. Negli Stati Uniti esistono oltre 3 mila, forse 4 mila, data center e altri 1.500 sono pianificati. New York è stato il primo Stato a introdurre una moratoria di un anno sugli impianti da almeno 50 megawatt. La governatrice Kathy Hochul ha legato lo stop alla pressione sulla rete e agli aumenti per i consumatori, in uno Stato dove dal 2019 la bolletta media è salita del 68%.

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Le città reagiscono

La protesta si è allargata oltre New York. Comitati progressisti e conservatori contestano consumo di suolo, paesaggio, acqua ed energia. Tra maggio 2024 e marzo 2025 le mobilitazioni hanno ritardato o bloccato progetti per 64 miliardi di dollari. In Texas risultano già attivi 335 impianti e altri 240 sono in costruzione; in Indiana, il progetto di Meta a Indianapolis vale 10 miliardi di dollari, promette 4.000 posti temporanei e 300 permanenti.

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