La corsa all’intelligenza artificiale (AI) presenta un costo sempre più evidente: quello energetico. La rapida espansione dei data center necessari per addestrare e far funzionare i modelli di AI sta facendo aumentare in modo significativo il consumo di elettricità e le emissioni di CO2 delle Big Tech. A evidenziarlo sono gli ultimi dati di sostenibilità pubblicati da Google e Amazon, che fotografano un impatto ambientale in crescita nonostante gli impegni sulla decarbonizzazione.
I dati diffusi da Google e Amazon
Secondo il Sustainability Report di Google, nel 2025 la domanda di energia elettrica dell’azienda è aumentata del 37% rispetto all’anno precedente per gestire i data center dell’AI. L’incremento è legato soprattutto all’espansione dell’infrastruttura cloud e dei data center necessari per sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa.
Parallelamente, Amazon ha registrato un incremento del 16% delle proprie emissioni complessive di gas serra, con una crescita ancora più marcata delle emissioni indirette associate alla costruzione e al funzionamento dei nuovi data center.
Il fenomeno non riguarda soltanto i due colossi americani. L’intero settore tecnologico sta investendo cifre record per ampliare la capacità di calcolo richiesta dai servizi basati sull’intelligenza artificiale. La costruzione di nuovi data center comporta infatti un forte fabbisogno di energia per alimentare server, sistemi di raffreddamento e infrastrutture di rete, rendendo sempre più complesso conciliare innovazione tecnologica e obiettivi climatici.
Le stime dell’International Energy Agency indicano che il consumo globale di elettricità dei data center potrebbe più che raddoppiare entro il 2030, trainato principalmente dalla diffusione dell’intelligenza artificiale. In questo scenario, la disponibilità di energia rinnovabile e il miglioramento dell’efficienza energetica diventeranno elementi decisivi per contenere l’impatto ambientale del settore.
Le principali aziende tecnologiche ribadiscono di voler raggiungere la neutralità climatica nei prossimi anni e stanno investendo in fonti rinnovabili, sistemi di raffreddamento più efficienti e nuove tecnologie per ridurre le emissioni. Tuttavia, la crescita della domanda di capacità di calcolo procede oggi a un ritmo superiore rispetto ai benefici ottenuti grazie all’efficienza energetica.
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