Brembo: equilibrio globale

Andrea Rocco, Chief Sustainability & Risk Officer della nota azienda meccanica illustra come dati, scienza e azione coordinata su scala mondiale stiano trasformando gli obiettivi ambientali in leva strategica di lungo periodo

Brembo: equilibrio globaleIngegnere ambientale con oltre 20 anni di esperienza, Andrea Rocco ricopre il ruolo di Chief Sustainability & Risk Officer di Brembo con responsabilità sulla definizione delle strategie Esg, la rendicontazione ai sensi della Csrd e il processo di gestione dei rischi a livello di Gruppo

L’intervista ad Andrea Rocco è parte dello speciale
I Campioni della Sostenibilità 2026 di Business People


Ottenere una doppia “A” da Cdp – l’organizzazione globale non profit che misura l’impegno per l’ambiente di aziende, città e organizzazioni – non è questione di immagine, ma di sostanza. Significa saper trasformare metriche ambientali in azione industriale, governance in risultati misurabili, obiettivi globali in pratiche quotidiane. A fine 2025, Brembo è riuscita nell’impresa, distinguendosi come unica azienda italiana a raggiungere il massimo punteggio sia nella lotta al cambiamento climatico, sia nella gestione delle risorse idriche. Ne abbiamo parlato con Andrea Rocco, Chief Sustainability & Risk Officer, per capire come si costruisce una leadership ambientale credibile nel settore manifatturiero, quali leve possono rendere la sostenibilità un vantaggio competitivo e quali sfide attendono le imprese nei prossimi anni.

Che significato ha per voi questo riconoscimento?
Siamo molto orgogliosi della nostra doppia “A” perché, in un contesto internazionale complesso, in costante cambiamento e caratterizzato da criteri di sostenibilità sempre più stringenti, conferma l’impegno di tutte le persone Brembo nel soddisfarli e nel ridurre l’impatto ambientale del Gruppo attraverso azioni concrete e mirate. È il risultato di un lavoro coordinato a livello globale: tutti i siti presenti nei 18 Paesi in cui operiamo hanno contribuito implementando progetti e azioni di mitigazione degli impatti e dei rischi, oltre che fornendo i propri dati, raccolti ed elaborati da un team centrale e multidisciplinare, assicurando la qualità e l’accuratezza delle informazioni trasmesse.

Quali sono le azioni più determinanti che vi hanno permesso di raggiungere questo risultato?
Cdp non valuta solo i singoli progetti, ma anche una governance della sostenibilità solida e integrata nella strategia aziendale. Tra i progetti più significativi c’è Re-Water in Messico, che consente il riutilizzo delle acque reflue trattate per alimentare i nostri stabilimenti locali, generando benefici ambientali, economici e sociali per il territorio. Nel 2024 Brembo ha inoltre ridotto dell’8% le emissioni di CO2 rispetto all’anno precedente, grazie a un miglioramento della qualità dei dati e a una maggiore efficienza dei processi produttivi, supportata da specifiche azioni e progettualità implementate nelle diverse geografie Brembo. Anche l’impegno nella transizione energetica ha avuto un ruolo chiave: l’83% dell’energia elettrica utilizzata nel 2024 proviene da fonti rinnovabili, in crescita rispetto al 75% del 2023, con le attività in Italia, Spagna, Messico e Brasile già alimentate al 100% da energia rinnovabile.

Viviamo un momento storico in cui la sostenibilità rischia di diventare, per alcune imprese, più un freno che una spinta. Come si affronta questa tensione tra ambizioni ambientali e sostenibilità economica, soprattutto in settori ad alta intensità energetica come quello manifatturiero?
È una sfida non indifferente. Proprio per questo crediamo che la sostenibilità non sia un freno, ma una leva strategica: stimola innovazione, efficienza e vantaggio competitivo nel tempo. In contesti industriali complessi come il nostro, l’equilibrio tra ambizioni ambientali e sostenibilità economica non è un compromesso, ma un percorso integrato: ogni scelta sostenibile diventa un’opportunità per ottimizzare risorse, ridurre costi e rafforzare la resilienza dell’impresa.

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Molte imprese chiedono più tempo e flessibilità rispetto agli obiettivi ambientali imposti da Ue e Onu. È più urgente regolare meglio o agire con maggiore determinazione?
Siamo convinti che l’impegno verso la sostenibilità sia fondamentale, sia per le istituzioni che per le imprese. È quindi essenziale per noi mantenere alta l’attenzione su tutti gli ambiti Esg, concentrando energie e risorse al fine di ottenere risultati concreti. Alcune normative europee, pur nate da obiettivi condivisibili come la Csrd (Corporate Sustainability Reporting Directive, ndr), andrebbero però semplificate proprio per consentire alle imprese di agire con maggiore efficacia e rapidità.

In un contesto globale caratterizzato da tensioni geopolitiche, volatilità dei costi energetici e concorrenza internazionale, come si può rendere ancora “possibile” la sostenibilità per un gruppo industriale globale?
La sostenibilità resta per Brembo un fattore strategico di competitività e reputazione. La integriamo nella nostra strategia industriale, con obiettivi concreti, risultati misurabili e un percorso di miglioramento continuo, strettamente connesso all’innovazione di prodotto e di processo. È la ricerca e sviluppo a rendere possibile questo equilibrio, permettendoci di sviluppare soluzioni a minori emissioni senza compromettere prestazioni, sicurezza e valore industriale. Un esempio concreto è l’introduzione nel 2025 di modelli di pinze freno realizzate interamente in alluminio riciclato, capaci di ridurre fino al 70% le emissioni di CO2 lungo l’intero ciclo di vita della pinza freno rispetto a quelle generate dalle leghe convenzionali. Bisogna tenere presente che le aspettative di clienti e stakeholder non arretrano, ma crescono: anche mercati come la Cina stanno facendo passi importanti sui temi Esg, rafforzando una visione di sostenibilità come investimento di lungo periodo e leva di differenziazione.

Operate in 18 Paesi, coinvolgendo 16 mila persone, come si gestisce e si armonizza la governance della sostenibilità in una realtà così articolata?
Abbiamo una struttura ben consolidata. Gli obiettivi strategici e le linee guida principali vengono definiti a livello centrale, così come le attività di rendicontazione, garantendo coerenza e uniformità in tutti i Paesi in cui operiamo. Al tempo stesso, molte iniziative e progetti vengono gestiti localmente, coinvolgendo diverse funzioni e team sul territorio. Un esempio concreto riguarda i nostri progetti sociali: molti di essi nascono dall’iniziativa e dalla sensibilità del management locale, che conosce le specificità dei contesti in cui operiamo, e sono rivolti a proporre interventi mirati in grado di rispondere alle esigenze della comunità.

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I modelli di pinze freno realizzati in alluminio riciclato introdotti nel 2025 sono capaci di ridurre fino al 70% le emissioni di CO2 lungo il loro intero ciclo di vita

Il vostro team centrale multidisciplinare include ingegneri, scienziati ambientali e chimici. Qual è il contributo della scienza nei processi decisionali legati alla sostenibilità?
E come si promuove la collaborazione tra funzioni diverse? La scienza gioca un ruolo centrale, fornendo dati concreti e valutazioni rigorose sull’impatto ambientale dei nostri processi e prodotti. Queste informazioni ci permettono di definire obiettivi misurabili, individuare soluzioni basate sull’evidenza, monitorare i risultati e rendicontare i progressi sui diversi indicatori di sostenibilità. Per questo investiamo continuamente nella loro qualità e completezza, utilizzando piattaforme dedicate che supportano l’analisi e la condivisione dei dati. Ad esempio, siamo in grado di misurare il 100% dei flussi idrici grazie all’installazione di contatori dell’acqua in tutti i siti produttivi Brembo, che ci consentono di controllare i consumi e ridurre gli sprechi. La collaborazione tra funzioni è favorita da team trasversali, strumenti condivisi e momenti di confronto regolari, che favoriscono l’integrazione di competenze diverse. Questo approccio ci consente di costruire una strategia di sostenibilità solida, coerente e capace di generare risultati concreti in tutto il Gruppo.

Guardando ai prossimi anni, quali sono le sfide più complesse che vi aspettano in termini di sostenibilità ambientale?
Una delle più rilevanti riguarda la gestione sostenibile delle catene di fornitura, complesse e articolate per la loro estensione e interconnessione. Per affrontarla, ci impegniamo a trasferire ai nostri fornitori i principi di sostenibilità che già applichiamo internamente, chiedendo loro di estenderli anche lungo la loro filiera. Allo stesso tempo, utilizziamo l’intelligenza artificiale per migliorare il controllo, la tracciabilità e l’efficienza dei processi. Più in generale, a mio avviso la principale sfida della sostenibilità per le aziende è legata al garantire l’effettivo raggiungimento degli obiettivi che vengono posti. Questo richiede spesso una politica dei piccoli passi: azioni progressive, misurabili e costanti nel tempo. In Brembo seguiamo la visione Think Responsibly, Act Concretely, proprio per trasformare gli impegni in risultati reali, passo dopo passo.

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