Wikimedia Foundation: sapere a fin di bene

Alla base dei progetti dell’organizzazione non profit nata negli Stati Uniti nel 2003 e che conta 40 capitoli in tutto il mondo, c’è il paradigma della conoscenza libera. «Crediamo che la divulgazione e la diffusione delle informazioni possa generare nuovo valore», spiega il suo presidente in Italia, Ferdinando Traversa

Wikimedia Foundation: sapere a fin di beneFerdinando Traversa, presidente di Wikimedia Italia

Tutti conoscono Wikipedia, la più famosa enciclopedia online del Pianeta, fondata il 15 gennaio 2001 dall’imprenditore del Web Jimmy Wales e dal filosofo e ricercatore Larry Sanger, e che oggi conta più di 65 milioni di voci in oltre 300 lingue. In pochi sanno però che essa è solo uno dei 12 progetti gestiti da un’organizzazione non profit nata nel 2003 negli Stati Uniti con la missione di diffondere contenuti educativi affidabili. Si chiama Wikimedia Foundation, e conta oggi 40 capitoli in tutto il mondo di cui uno in Italia, Wikimedia Italia, guidato da un giovanissimo presidente, Ferdinando Traversa, 20 anni, studente di informatica di Bari.

«I progetti di Wikimedia Foundation hanno due caratteristiche fondamentali», spiega Traversa. «Da una parte, il fatto che i loro contenuti – che si tratti di foto o di voci di un dizionario o di un’enciclopedia – possono essere scritti da chiunque, in modo collaborativo». E questo è possibile grazie a un software, ideato nel 1995 e chiamato “wiki” (dal termine hawaiano wikiwikiwiki che significa “veloce”), che permetteva di creare un sito web dinamico in cui chiunque poteva modificare una pagina in modo semplice e rapido usando un comune browser. «La seconda caratteristica è il fatto che questi stessi contenuti possono essere utilizzati (copiati, riprodotti e in alcuni casi anche commercializzati) da tutti, senza i vincoli del diritto d’autore. Il principio sul quale si basano i progetti di Wikimedia Foundation è quello della conoscenza libera, un paradigma basato sulla libera circolazione, condivisione e modifica delle informazioni». Sappiamo, infatti, che la legge sul diritto d’autore stabilisce che qualunque opera dell’ingegno (testi, immagini, musica, software, ma anche le pagine Internet) non possa essere utilizzata o riprodotta senza un’espressa autorizzazione dell’autore. Tale concetto è riassunto nella formula “tutti i diritti riservati”. Un autore che invece vuole concedere ad altri il diritto di usare del tutto (e in questo caso si parla di “pubblico dominio”) o parzialmente una sua opera può utilizzare le licenze Creative Commons. «Il compito del movimento Wikimedia è invitare le persone di tutto il mondo a creare contenuti con licenza libera e a divulgarli. Lo facciamo perché crediamo che la divulgazione e la diffusione delle informazioni possa generare nuovo valore», aggiunge Traversa.

Wikimedia Foundation si occupa solo dell’infrastruttura tecnica e della gestione della raccolta fondi, che avviene per la gran parte attraverso il banner presente su Wikipedia (in Italia la raccolta fondi avviene in gran parte con il 5 per mille, ndr). Non interviene in alcun modo sui contenuti, che sono tutti in mano alla comunità. Il numero di volontari che partecipa a questi progetti a livello mondiale è elevatissimo: circa 265 mila ogni mese. «Solo per l’edizione italiana di Wikipedia 8 mila persone collaborano con almeno una modifica al mese, mentre sono 3 mila coloro che ne realizzano cinque o più», specifica Traversa. A rinvigorire questa massa di volontari ci pensano le tante iniziative sui territori. Come Wiki Loves Monuments, il concorso fotografico promosso da Wikimedia Italia che invita cittadini e appassionati a documentare il patrimonio culturale italiano attraverso fotografie libere e riutilizzabili. «L’edizione 2025 ha visto il coinvolgimento di oltre 500 partecipanti per un totale di oltre 26 mila fotografie caricate, di cui quasi 4 mila sono già in uso sui progetti Wikimedia», aggiunge Traversa. O i cosiddetti, edit-a-thon, le “maratone di modifiche”, eventi durante i quali le persone si riuniscono dal vivo presso biblioteche, musei o archivi per scrivere o modificare le voci di Wikipedia. In generale, tutti i progetti Wikimedia possono essere utilizzati per progetti didattici nelle scuole, dove i docenti possono coinvolgere gli studenti nella condivisione delle conoscenze, nell’imparare a scrivere in modo collaborativo e nell’analizzare le fonti con spirito critico.

Ma nell’epoca dell’intelligenza artificiale ha ancora senso cercare informazioni su Wikipedia? «Il sistema “wiki” è basato sull’interrogazione di un database, che per natura diciamo deterministico», risponde Traversa. «I dati al suo interno sono puntuali ed effettivi: sono stati verificati e ci sono le relative fonti a corredo. L’intelligenza artificiale è invece basata sulla statistica: se all’AI chiedo quanti ospedali o quanti musei ci sono in Italia, molte volte dà una risposta plausibile, ma tante altre ne dà una sbagliata (le cosiddette allucinazioni) proprio perché cerca statisticamente di generare una risposta credibile. Su Wikipedia le modifiche prive di fonti o con un punto di vista parziale vengono invece corrette in pochi minuti, proprio grazie al lavoro dei volontari. È un meccanismo di controllo diffuso, basato sulle persone e non sugli algoritmi, che garantisce un livello di affidabilità che nessun social network può offrire».

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