Romanengo 1780, la coerenza del lusso

Sotto la guida dell'a.d. Violante Avogadro, la maison genovese ridefinisce la crescita tra heritage, esperienza e centralità del tempo

Tra heritage e innovazione, per Violante Avogadro la priorità è una sola: “la coerenza”. Un principio che guida Romanengo 1780, la più antica confetteria d’Italia, fondata a Genova, oggi al centro di una nuova fase di sviluppo. Dopo oltre vent’anni nel lusso internazionale – da Gucci a Montblanc, fino a illycaffè – la manager ha portato in azienda un approccio che tiene insieme visione strategica e rispetto delle origini.

“Un equilibrio tra trasformazione e custodire, custodire tutti i valori e le origini del passato che ci sono da quasi 250 anni e trasformarli per le abitudini dei consumatori e dei clienti che ci sono oggigiorno”, spiega nella nostra videointervista (che potete vedere qui in pagina). Un passaggio che non riguarda solo il digitale, ma anche e soprattutto l’esperienza del cliente, sempre più centrale.

È proprio nel lusso che questo approccio prende forma. “La coerenza è sicuramente quello che il lusso mi ha insegnato. Quindi la coerenza nella comunicazione, la coerenza nel prodotto e il poter offrire ai nostri clienti una coerenza in tutto quello che vedono e provano”, sottolinea Violante Avogadro. Un sistema che si costruisce nel dettaglio e che tiene insieme ogni punto di contatto, “a partire dai nostri ingredienti fino a quello che possono scoprire sui nostri social e sul nostro sito internet”.

In questo scenario, i Salon de thé diventano estensione naturale del brand. Non semplici punti vendita, ma “luoghi di esperienza, dove i nostri clienti possono assaporare, scoprire e passare dei momenti di convivialità in generosità e raffinatezza, ma anche in intimità”. Da Genova a Milano, dove ha appena aperto il secondo punto vendita meneghino in via Manzoni 5, lo sviluppo procede con attenzione: “Ci saranno sicuramente ulteriori aperture, ma ora ci concentriamo sul Salone di via Manzoni”.

C’è poi un elemento meno visibile, ma decisivo: il tempo. “La cosa che ho scoperto arrivando da Romanengo è sicuramente il tempo… qui è dettato dalle stagioni”. Una logica che ribalta le dinamiche contemporanee e impone un ritmo preciso alla produzione. “Prendiamo solo i frutti migliori, nei momenti più giusti”, perché ogni lavorazione – dalla canditura, che richiede settimane, fino al cioccolato – segue cicli naturali non comprimibili.

In un contesto dominato dalla velocità, sono proprio questi elementi a definire il posizionamento. “Credo che le materie prime e l’artigianalità siano valori fondamentali per un marchio di lusso… riscoprire le mani degli artigiani e lavorare al ritmo delle stagioni è quello che fa la differenza”. Una dichiarazione che sintetizza una visione precisa: crescere senza forzature, innovare senza perdere identità. Perché nel lusso la coerenza è una scelta che si rinnova ogni giorno.

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