Remo Ruffini è un imprenditore italiano noto nel mondo della moda e del lusso, attualmente è presidente e amministratore delegato del gruppo Moncler. L’imprenditore è entrato definitivamente nel percorso che lo ha legato all’azienda quando, nel 2003, ha acquisito il brand che allora stava attraversando un momento di difficoltà, avviando un percorso di rilancio e trasformazione strategica.
Non a caso, nel corso della sua carriera ha ottenuto riconoscimenti prestigiosi: nel giugno 2018 è stato nominato Cavaliere del Lavoro in Italia. Ha anche ricevuto premi quali il Guido Carli e il Business Leader dal British Fashion Council. Nel 2024 gli è stato assegnato il Trailblazer Award dai Fashion Awards come riconoscimento per la sua leadership innovativa con Moncler.
L’acquisizione e la trasformazione di Moncler
La storia moderna di Moncler è strettamente connessa all’entrata in scena di Remo Ruffini. Si tratta di un marchio fondato nel 1952, ma è da poco più di vent’anni che ha iniziato la sua evoluzione verso il segmento del lusso globale. In origine era noto per i suoi piumini tecnici da montagna ma, sotto la guida del suo attuale amministratore delegato, è stato riposizionato come un marchio lifestyle di fascia alta, con attenzione al design, al branding, all’esperienza del cliente e all’espansione internazionale.
Una pietra miliare nel percorso di evoluzione è stata la quotazione in Borsa: il 16 dicembre 2013 Moncler è sbarcata sul listino di Milano, con un debutto forte (le azioni salirono di oltre il 40% nel primo giorno) che confermò l’interesse del mercato per la trasformazione intrapresa.
Nel 2018 è Ruffini ha lanciato il progetto Moncler Genius — One House, Different Voices — una piattaforma di creativi indipendenti che reinterpretano l’identità del brand attraverso capsule collection, collaborazioni e visioni diversificate. Nel 2023, poi, questa iniziativa si è evoluta ulteriormente in una piattaforma di co-creazione, coinvolgendo partner da vari ambiti come arte, musica, intrattenimento, design e cultura.
Stone Island: un altro passo importante verso il successo
Un altro passo strategico importante è stata l’acquisizione di Stone Island, annunciata a dicembre 2020 e formalizzata nel marzo 2021. Moncler ha valutato l’operazione per 1,15 miliardi di euro per il 100% del capitale. In seguito, Remo Ruffini ha acquistato il restante 30% dalle parti coinvolte, incluso Temasek,, portando Stone Island sotto il completo controllo del gruppo.
L’integrazione operativa ha previsto una revisione strutturale: il Cda di Moncler e quello di Sportswear Company (la società proprietaria di Stone Island) hanno approvato la scissione parziale di asset (marchio, contratti, attività di stile e marketing) in favore del gruppo Moncler. L’obiettivo era quello di migliorare l’efficienza operativa e funzionale. Ruffini, in merito, ha dichiarato che la strategia era quella di mantenere la distinzione e l’autonomia dei due brand, pur beneficiando delle loro sinergie.
L’imprenditore stesso ha affermato che dopo l’acquisizione di Stone Island non vedeva la necessità di ulteriori acquisizioni e ha preferito focalizzarsi piuttosto sullo sviluppo dei due marchi interni e sul rafforzamento del legame con la comunità digitale.
Ruolo e potere azionario di Remo Ruffini: Double R, LVMH e governance
Più recentemente, il ruolo di Remo Ruffini in Moncler non è solo operativo ma anche strategico sotto il profilo azionario e di controllo. La chiave di volta è Double R, la holding attraverso la quale la Ruffini Partecipazioni Holding detiene una quota rilevante in Moncler.
Nel 2024 è stato siglato un accordo significativo con LVMH, il colosso del lusso guidato da Bernard Arnault, che ha acquisito il 10 % del capitale di Double R con la facoltà di aumentare la propria quota fino al 22 %. Grazie a questo accordo, la holding di Ruffini si impegna ad aumentare la propria partecipazione diretta in Moncler fino al 18,5 % attraverso acquisti graduali di azioni nel corso di circa 18 mesi, finanziati da LVMH.
L’accordo prevede che LVMH nomini due consiglieri nel board di Double R e uno in quello di Moncler, pur riconoscendo il controllo di Ruffini su Double R. Questa mossa rafforza la posizione di Ruffini come maggiore azionista e punta a stabilizzare la struttura azionaria del gruppo.
Contestualmente hanno stipulato un patto parasociale che limita l’aumento congiunto delle partecipazioni di LVMH e Ruffini Partecipazioni Holding a non superare il 20 % del capitale di Moncler nei prossimi tre anni. L’intesa include clausole che attribuiscono priorità reciproca nell’acquisto di quote in Double R, in caso di dismissioni.
Tutto ciò assicura che Remo Ruffini mantenga un ruolo centrale nel definire la strategia del gruppo e garantisca una continuità di visione, mentre l’ingresso di LVMH fornisce risorse e supporto nella dimensione finanziaria e di settore.
Moncler: performance finanziarie recenti e risultati operativi
La strategia combinata di posizionamento, espansione, branding e acquisizioni ha portato a risultati solidi per il gruppo Moncler sotto la guida di Ruffini. Nel 2024 l’azienda ha raggiunto ricavi per 3,108 miliardi di euro, in aumento del 4 % a cambi correnti (e +7 % a valuta costante) rispetto al 2023. Il brand Moncler, da solo, ha contribuito con circa 2,7 miliardi di euro – pari a un +5 % – e Stone Island ha raggiunto 401,6 milioni: con una lieve contrazione annuale di due punti percentuali.
L’EBIT del gruppo è salito a 916,3 milioni, con un margine operativo pari al 29,5 %. L’utile netto è stato pari a 639,6 milioni, con una crescita del 5 % rispetto all’anno precedente. Nel primo trimestre del 2025, ha registrato ricavi consolidati di 829 milioni, un +1 % rispetto al primo trimestre 2024). Il marchio Moncler ha generato 721,8 milioni (+2 %), mentre Stone Island ha segnato un calo di circa cinque punti percentuali. Entrambi i brand sono stati trainati dalla crescita nel canale direct-to-consumer (DTC), registrando un +4 % per quanto riguarda Moncler e un +12 % per Stone Island nel trimestre.
Questi dati indicano come il modello operativo perseguito da Remo Ruffini (focalizzazione sul brand, controllo diretto dei canali di vendita, sinergie tra marchi) stia dando frutti, anche in un contesto macroeconomico incerto e caratterizzato da pressioni sui consumi globali.
Remo Ruffini: sfide, limiti e prospettive future
Nonostante i successi, il ruolo di Ruffini in Moncler deve confrontarsi con varie sfide e aree critiche. Il mercato del lusso, infatti, è altamente competitivo, con brand globali che investono in innovazione, esperienze digitali e marketing aggressivo. L’azienda deve continuare a rinnovarsi senza perdere corporate identity.
I consumatori e gli stakeholder chiedono sempre più trasparenza ambientale, sociale e di governance. Anche se Moncler compare nelle classifiche ESG e reputazionali, il margine di miglioramento è significativo. L’Asia e, in particolare, la Cina rappresentano mercati chiave per la crescita. Rallentamenti economici, regolamentazione locale o cambiamenti nelle abitudini di consumo possono influenzare sensibilmente i risultati.
Come mostra il report del Q1 2025, mentre il canale Dtc è in crescita, il canale wholesale appare in contrazione (‑5 % per Moncler e ‑18 % per Stone Island). Rafforzare il controllo del canale distributivo è dunque una sfida da tenere sotto osservazione. Contemporaneamente, mantenere distinta l’identità di Moncler e Stone Island, pur sviluppando sinergie, richiede equilibrio strategico e attenzione al posizionamento di ciascun marchio.
L’accordo con LVMH dà potere e risorse, ma richiede una gestione attenta degli equilibri, della autonomia e della visione a lungo termine del gruppo. Il patto parasociale che limita la partecipazione complessiva a non oltre il 20 % in Moncler è un elemento di stabilità ma anche una restrizione strategica. Guardando al futuro, Ruffini ha dichiarato al Corriere della Sera che la priorità è continuare a “crescere con i nostri brand”, mantenendo il focus sullo sviluppo sostenibile e sulla creazione di valore a lungo termine per Moncler e Stone Island.
Conclusione: il ruolo di Ruffini in Moncler è indefinibile
Il ruolo di Remo Ruffini in Moncler va ben oltre quello di semplice amministratore delegato: è una figura imprenditoriale che ha trasformato un marchio specializzato in piumini tecnici in una realtà del lusso globale, con visione, identità e strategie di lungo termine.
Attraverso l’acquisizione del marchio, il rilancio creativo e internazionale, la quotazione in Borsa e il progetto Moncler Genius, ha costruito un ecosistema di brand connessi ma distinti. L’acquisizione di Stone Island ha amplificato le dimensioni e le potenzialità del gruppo, pur mantenendo attenzione all’autonomia dei marchi. Dal punto di vista azionario e di governo, l’accordo con LVMH e la struttura di Double R consolidano il suo ruolo strategico, dando contemporaneamente accesso a risorse e stabilità, ma introducendo nuove dinamiche di equilibrio.
I risultati finanziari recenti – ricavi oltre 3 miliardi nel 2024, margini solidi, crescita del canale diretto – testimoniano la validità del modello. Tuttavia, le sfide non mancano: competizione nel lusso, richiesta di sostenibilità, distribuzione, equilibrio tra brand, dipendenza geografica e vincoli di governance. Remo Ruffini appare oggi come un pilastro imprescindibile del progetto Moncler: non solo guida operativa, ma promotore della visione, custode dell’identità e protagonista della costruzione del futuro del gruppo.
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