Le decisioni che segnano il destino di un’azienda sono quelle prese nei momenti di maggiore incertezza. È allora che emerge la differenza tra chi attende che il mercato riparta e chi continua a investire, rafforzando competenze, tecnologie e processi. È la strada seguita da Masoni Industria Conciaria, che in poco più di vent’anni ha trasformato la scelta di puntare sulla qualità in un modello di crescita riconosciuto anche dai grandi protagonisti del lusso internazionale.
Fondata nel 2001 nel cuore del distretto conciario di Santa Croce sull’Arno, l’impresa opera in uno dei principali poli mondiali della concia. Qui Masoni si è ritagliata un ruolo preciso: non inseguire i grandi volumi produttivi, ma concentrare ogni investimento sulla realizzazione di pellami di altissima gamma destinati ai più prestigiosi marchi internazionali. Per Masoni la qualità è il criterio con cui vengono prese tutte le decisioni aziendali: dalla selezione delle materie prime agli investimenti tecnologici, dall’organizzazione della produzione alla valorizzazione delle competenze. Significa rispettare i tempi della lavorazione e investire in impianti che garantiscano continuità di risultato.
La volontà di coniugare tradizione e sviluppo industriale trova la sua espressione più evidente nel nuovo stabilimento di Castelfranco di Sotto, inaugurato nel 2023. Oltre 10 mila metri quadrati dove automazione, sistemi interconnessi e monitoraggio in tempo reale consentono di seguire ogni fase della produzione. Dalla tracciabilità delle materie prime alla gestione dei consumi energetici, ogni dato contribuisce a garantire standard costanti e piena tracciabilità dei processi, requisiti oggi imprescindibili per il mercato del lusso internazionale.
La tecnologia, tuttavia, non costituisce il traguardo, ma uno strumento al servizio della qualità. Lo dimostrano gli investimenti nel recupero e riutilizzo delle acque di processo, nel riciclo dei prodotti chimici e nell’analisi dell’intero ciclo di vita del prodotto, che consentono di ridurre l’impatto ambientale e anticipare le richieste dei grandi marchi internazionali. Se gli impianti raccontano il volto più tecnologico dell’impresa, il laboratorio interno ne rappresenta il cuore scientifico. Qui vengono analizzate le materie prime, verificata la conformità dei prodotti e sviluppate nuove soluzioni per migliorare le prestazioni del pellame. Ogni anno il laboratorio esegue migliaia di controlli chimici e fisici che garantiscono standard produttivi elevati. È qui che ogni nuovo processo viene verificato prima di essere trasferito alla produzione, assicurando continuità dei risultati e la ripetibilità delle prestazioni richieste dai marchi del lusso. È un’attività meno “visibile”, ma decisiva per mantenere quella continuità delle prestazioni che distingue un produttore di eccellenza.
Masoni Industria Conciaria è solo una delle aziende selezionate da Business People per
L’ITALIA DELLE ECCELLENZE
Allo stesso tempo, Masoni continua a guardare al passato come a una fonte di ispirazione. L’evoluzione tecnologica non ha cancellato alcuni principi fondamentali della tradizione conciaria. Al contrario, l’impresa ha recuperato lavorazioni che rispettano i tempi naturali della pelle, valorizzando processi che richiedono pazienza, esperienza e sensibilità artigianale. È una filosofia che dimostra come innovazione e tradizione non siano termini contrapposti: la prima rende più efficienti i processi, la seconda continua a guidare il modo in cui il prodotto prende forma.
Questa capacità di coniugare cultura manifatturiera, investimenti e visione industriale ha trovato un’importante conferma nel 2019, con l’ingresso nel capitale di Lvmh Métiers d’Art. Un’operazione che ha mantenuto la famiglia Masoni alla guida dell’impresa, riconoscendo il valore di un percorso fondato sulla continuità qualitativa, sugli investimenti e sulla capacità di interpretare l’evoluzione del settore senza rinunciare alla propria identità.

Il laboratorio interno esegue migliaia di controlli chimici e fisici che garantiscono standard produttivi elevati (Foto © Gaia Bonanomi)
A completare questo modello di sviluppo è l’investimento sulle persone. Programmi di welfare, formazione continua e collaborazioni con le scuole testimoniano la volontà di preservare e trasmettere un patrimonio di competenze decisivo per la competitività dell’impresa. È forse questa la lezione che Masoni offre al manifatturiero italiano. In un mercato globale in cui la competizione si gioca sempre più sul prezzo e sulla standardizzazione, l’eccellenza continua a nascere da ciò che non può essere facilmente replicato: il sapere delle persone, la qualità dei processi e la capacità di investire con continuità senza perdere il legame con le proprie radici. È l’equilibrio tra memoria e cambiamento a mantenere il Made in Italy un punto di riferimento internazionale.
Non fermarsi mai
Per il Ceo Fabrizio Masoni il successo si costruisce con investimenti costanti, valorizzazione delle competenze e una visione capace di guardare al lungo periodo

Qual è l’elemento che vi ha permesso di distinguervi convincendo così un gruppo come Lvmh a puntare proprio su di voi?
Fin dall’inizio non abbiamo mai perso di vista il nostro obiettivo: produrre esclusivamente pellami di altissima qualità, nel rispetto della tradizione conciaria del territorio. In questi venticinque anni abbiamo attraversato momenti favorevoli e fasi di crisi, ma abbiamo sempre continuato a investire. Credo che siano stati proprio la qualità del prodotto, la sua unicità e gli investimenti in strutture, sostenibilità e competenze tecniche a rendere Masoni un partner credibile per un gruppo come Lvmh.
Su quali innovazioni state investendo oggi per continuare a essere un punto di riferimento internazionale?
Il nuovo stabilimento ci ha permesso di realizzare una conceria all’avanguardia secondo i principi dell’Industria 4.0, con processi tracciabili e digitalizzati. Parallelamente abbiamo avviato un percorso di Life Cycle Assessment sull’intera produzione per monitorarne l’impatto ambientale e ridurre la dipendenza dalle fonti fossili. La riduzione della carbon footprint è oggi una delle principali richieste dei grandi brand e noi avevamo già intrapreso questo percorso. A questo si aggiungono gli impianti per il recupero delle acque di processo e dei prodotti chimici.
La qualità della pelle nasce da competenze che richiedono anni per essere acquisite. Come si trasmette questo patrimonio alle nuove generazioni?
Il nostro territorio custodisce un patrimonio di conoscenze costruito in secoli di storia. Anche noi abbiamo attinto da quelle radici, scegliendo di recuperare la naturalezza delle lavorazioni e il rispetto dei tempi della pelle, proprio come un tempo si rispettavano quelli della terra. Per questo organizziamo iniziative che permettono agli studenti di conoscere da vicino una conceria moderna, molto diversa dall’immagine del passato. Oggi, accanto all’esperienza artigianale, servono competenze nelle nuove tecnologie, nella sostenibilità, nell’informatica e nelle lingue: è da questo incontro che nasce la competitività del settore.
Qual è oggi il principale vantaggio competitivo del Made in Italy?
Il nostro principale punto di forza è un patrimonio di tradizioni, cultura, conoscenze, savoirfaire e creatività. Oggi questo bagaglio deve essere accompagnato da innovazione, tecnologie e competenze sempre nuove. È tale combinazione che rende i nostri prodotti unici. La sfida è fare in modo che questo primato resti tale, mettendo in campo tutte le azioni necessarie per preservarlo.

L’impresa ha recuperato lavorazioni che rispettano i tempi naturali della pelle, valorizzando processi che richiedono pazienza, esperienza e sensibilità artigianale




