L’innovazione nell’edilizia raramente è spettacolare. Spesso rimane nascosta sotto una pavimentazione, all’interno di una struttura in calcestruzzo o dietro il rivestimento di un edificio. Eppure, è proprio da quella tecnologia invisibile che dipendono sicurezza, durabilità e prestazioni delle opere. È su questa idea che Mapei ha costruito la propria crescita, trasformandosi da produttore di materiali per l’edilizia a partner tecnologico di alcuni tra i più importanti progetti architettonici e infrastrutturali del mondo.
Fondata a Milano nel 1937 da Rodolfo Squinzi, l’azienda ha impresso una svolta decisiva al proprio sviluppo con Giorgio Squinzi, che ha fatto della ricerca scientifica il motore della competitività. Una scelta che ha accompagnato l’espansione internazionale avviata alla fine degli anni Settanta e che oggi vede il Gruppo presente con 92 consociate in 59 Paesi, 109 stabilimenti produttivi in 44 nazioni, oltre 14 mila dipendenti e un fatturato consolidato di 4,4 miliardi di euro nel 2025.
La crescita, tuttavia, non è il risultato della sola presenza sui mercati internazionali. Il vero elemento distintivo è stato interpretare l’evoluzione del settore delle costruzioni prima che diventasse evidente. Negli anni il Gruppo ha progressivamente ampliato il proprio ruolo, passando dalla fornitura di prodotti allo sviluppo di soluzioni integrate che accompagnano progettisti, imprese e committenti lungo tutto il ciclo dell’opera. Oggi la rete di 39 laboratori di Ricerca & Sviluppo, coordinata dal Centro di Ricerca Corporate di Milano e alimentata dalla collaborazione con università e istituti scientifici internazionali, rappresenta il cuore di questo modello industriale. È qui che prendono forma materiali sempre più performanti, sistemi innovativi e tecnologie capaci di migliorare qualità, affidabilità e durata delle costruzioni.
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Il risultato è un’offerta che ha reso l’azienda un partner di riferimento per opere molto diverse tra loro. In Italia i suoi prodotti sono stati utilizzati, tra gli altri, per il Ponte San Giorgio di Genova, il Teatro alla Scala, il progetto Mind – Milan Innovation District e gli interventi sul Colosseo. A livello internazionale figurano il Louvre Abu Dhabi, il Marina Bay Sands di Singapore, le Petronas Towers, il Canale di Panama e il restauro della cattedrale di Notre-Dame. Più che un elenco di cantieri prestigiosi, rappresentano la dimostrazione di una competenza riconosciuta in contesti progettuali tra i più complessi al mondo.
La stessa filosofia guida oggi il percorso verso un’edilizia sempre più sostenibile. Per il Gruppo la sostenibilità non costituisce una linea di business autonoma, ma un criterio con cui progettare materiali, processi e soluzioni. L’impiego di materie prime innovative, riciclate e a basse emissioni, l’attenzione all’intero ciclo di vita del prodotto e gli investimenti in nuovi centri di ricerca, come quello inaugurato in Norvegia dedicato al calcestruzzo sostenibile, testimoniano la volontà di coniugare prestazioni tecniche e responsabilità ambientale. A questo si affiancano iniziative rivolte all’inclusione lavorativa, alla rigenerazione del territorio e alla tutela del patrimonio culturale, che riflettono un’idea di impresa profondamente legata alla creazione di valore condiviso.

Il cantiere del Ponte San Giorgio di Genova, tra le grandi opere a cui ha lavorato Mapei
Non è un caso che il nome dell’azienda sia presente anche nel restauro di monumenti simbolo come il Colosseo e nel sostegno alla cultura e allo sport, dal Sassuolo Calcio ad Allagrande Mapei Racing con Ambrogio Beccaria. È la naturale estensione di una visione che considera la qualità delle opere e la loro capacità di attraversare il tempo parte integrante della propria missione industriale. In un settore chiamato oggi a rispondere alle sfide della sostenibilità, della rigenerazione urbana e della resilienza delle infrastrutture, la storia di Mapei dimostra che l’innovazione più efficace è spesso quella destinata a rimanere invisibile. Perché il suo valore si misura nella capacità di rendere le opere più sicure, efficienti e durature. È questa la cifra di un’eccellenza industriale che, da quasi novant’anni, continua a contribuire al modo in cui il mondo costruisce.
La forza della continuità
Per Veronica Squinzi, amministratore delegato e direttore dello sviluppo globale del Gruppo, è stata la capacità di coniugare visione di lungo periodo, innovazione e fedeltà ai propri valori ad averlo reso un punto di riferimento

Veronica Squinzi, così come il fratello Marco, ricopre il ruolo di amministratore delegato (foto © Gianmarco Chieregato
Se dovesse indicare l’elemento che più di ogni altro ha trasformato Mapei da impresa italiana di successo a riferimento globale nel settore dei materiali per l’edilizia, quale sceglierebbe e perché?
La capacità di coniugare una visione di lungo periodo con la determinazione nel tradurla in azioni concrete. Fin dalla fondazione abbiamo investito con continuità in ricerca, innovazione, internazionalizzazione e sviluppo delle persone, senza inseguire risultati immediati. Abbiamo anticipato i cambiamenti del mercato, sviluppando soluzioni sempre più performanti e sostenibili e crescendo a livello internazionale senza perdere la vicinanza ai territori e ai clienti. È questa, credo, la nostra forza: essere cresciuti senza mai perdere la nostra identità.
Guardando alla vostra esperienza internazionale, qual è oggi il principale vantaggio competitivo dell’industria italiana e quale, invece, il principale ostacolo che il Paese dovrebbe superare per valorizzare ulteriormente le proprie eccellenze?
Il principale vantaggio competitivo è il valore del Made in Italy, un patrimonio che nel mondo continua a essere sinonimo di qualità, affidabilità e capacità di costruire relazioni solide con clienti e partner. Per valorizzare ancora di più le nostre eccellenze, però, è necessario intervenire su alcune criticità strutturali: semplificare i processi burocratici, favorire gli investimenti e sostenere con maggiore decisione ricerca e innovazione. La vera sfida è creare un contesto capace di premiare le imprese che investono e generano valore.
Mapei è riuscita a trasformare la ricerca sui materiali in uno dei principali fattori di differenziazione a livello globale. Quali saranno le innovazioni più rilevanti su cui state investendo oggi per mantenere questo vantaggio competitivo nei prossimi anni?
Stiamo investendo soprattutto nella sostenibilità del calcestruzzo, un materiale che ha un impatto significativo sulle emissioni del settore delle costruzioni. La ricerca ci sta permettendo di sviluppare soluzioni che riducono il contenuto di clinker nei cementi, preservandone prestazioni, affidabilità e durabilità. Parallelamente lavoriamo per rendere sempre più circolare il ciclo produttivo del calcestruzzo, recuperando e reimpiegando materiali che altrimenti verrebbero scartati. L’obiettivo è coniugare innovazione, qualità e sostenibilità, contribuendo concretamente alla transizione del settore.

Mapei ha contribuito alla realizzazione e ristrutturazione monumenti simbolo come il Colosseo




