Jean Arnault, a soli 27 anni, si sta affermando come una delle figure più influenti nel panorama dell’alta orologeria internazionale. Figlio del presidente di Lvmh, Bernard Arnault, è destinato a ricoprire un ruolo ancora più centrale. Dal giugno, anche se non è ancora ufficiale, dovrebbe assumere la guida della divisione orologi del Gruppo, subentrando a Jean-Christophe Babin, come riportato dalla testata svizzera Bilanz. La divisione comprende marchi di primo piano come Tag Heuer, Hublot e Zenith.
Una responsabilità significativa, che riflette però un percorso già solido. Dal suo ingresso nel 2021 nella divisione orologi di Louis Vuitton, ha trasformato radicalmente l’approccio del marchio all’orologeria.
Il piano di Jean Arnault
La strategia è stata chiara: meno produzione di massa e maggiore attenzione all’alta manifattura. Presso La Fabrique du Temps Louis Vuitton, l’enfasi si è spostata verso l’artigianalità e l’innovazione tecnica. Questo cambio di rotta, con l’abbandono progressivo degli orologi al quarzo a favore di modelli meccanici di alta gamma, ha portato risultati concreti. Le vendite sono cresciute e il prezzo medio ha registrato un aumento significativo, stimato fino a tre volte rispetto al passato.
Strategia e acquisizioni nel progetto Lvmh
Parallelamente, Arnault ha ampliato la sua influenza attraverso operazioni strategiche. Tra queste spicca l’acquisizione dello storico produttore L’Epée 1839 e il rilancio di marchi iconici come Gérald Genta e Daniel Roth. Iniziative che evidenziano una visione orientata al lungo termine, capace di valorizzare il patrimonio storico insieme a una spinta innovativa.
Appassionato collezionista, Jean Arnault è considerato vicino al prodotto e attento alle nuove tendenze. Un esempio è il Louis Vuitton Watch Prize, competizione biennale che sostiene giovani talenti con un premio di 150.000 euro e il supporto diretto degli esperti della maison.
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