Giovanni Malagò presidente Figc: chi è il nuovo numero uno del calcio italiano

Giovanni Malagò presidente Figc: chi è il nuovo numero uno del calcio italianoPhoto by Pier Marco Tacca/Getty Images

Dopo dodici anni alla guida del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Malagò apre un nuovo capitolo della sua carriera diventando presidente della Figc. La sua elezione segna l’approdo al vertice del calcio italiano di una delle figure più influenti dello sport nazionale, capace negli anni di costruire una vasta rete di relazioni tra istituzioni, federazioni, imprese e mondo politico.

La carriera di Giovanni Malagò

Romano, classe 1959, Giovanni Malagò proviene da una famiglia di imprenditori legata al settore automobilistico. L’azienda di famiglia, la concessionaria Sa.Mo.Car, è da decenni un punto di riferimento per i marchi Ferrari e Maserati nella capitale. Dopo gli studi e una lunga esperienza imprenditoriale, Malagò ha sviluppato una carriera che ha intrecciato sport, management e governance aziendale, sedendo nei consigli di amministrazione di importanti società e ricoprendo incarichi di rilievo nel mondo economico.

La sua affermazione ai vertici dello sport italiano risale al 2013, quando conquistò la presidenza del Coni superando a sorpresa Raffaele Pagnozzi. Da quel momento il suo nome è stato associato a una fase particolarmente positiva per il movimento olimpico italiano. Durante il suo mandato, infatti, l’Italia ha ottenuto risultati storici ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 e Parigi 2024, raggiungendo il record di 40 medaglie in entrambe le edizioni. Un percorso culminato anche con l’assegnazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, uno dei progetti più significativi della sua presidenza.

Per Giovanni Malagò, adesso alla guida della Figc, il rapporto con il calcio non è una novità. Nel 2018, dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di Russia, assunse il ruolo di commissario straordinario proprio della  Federazione Italiana Giuoco Calcio, gestendo una fase di transizione particolarmente complessa. Ora torna in via Allegri da presidente eletto, sostenuto da una larga parte delle società professionistiche e da numerosi rappresentanti del sistema calcistico.

Un percorso non sempre in discesa

Nel corso della sua carriera non sono mancate rivalità e contrasti istituzionali. Tra i rapporti più complessi figurano quelli con alcuni presidenti federali e con esponenti del Governo che, negli anni, hanno ridimensionato alcune prerogative del Coni. Tuttavia, la sua capacità di costruire consenso e mediare tra interessi differenti è considerata una delle principali caratteristiche del suo stile di leadership.

Con un mandato di sei anni davanti a sé, Malagò eredita un calcio chiamato ad affrontare sfide cruciali: sostenibilità economica, sviluppo delle infrastrutture, valorizzazione dei giovani talenti e competitività internazionale. Obiettivi ambiziosi che richiederanno la stessa capacità di visione e gestione che ha caratterizzato il suo lungo percorso ai vertici dello sport italiano.

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