Ci sono fabbriche che producono automobili, acciaio o macchinari. E ce n’è una che da quasi novant’anni produce mondi. A Cinecittà prendono forma città che non esistono, epoche ormai scomparse, universi immaginari e storie destinate a essere viste da milioni di persone. È un luogo in cui la creatività diventa industria e dove il talento di registi, scenografi, costumisti, tecnici e artigiani si trasforma in opere capaci di attraversare confini, culture e generazioni. È forse questa la sua caratteristica più sorprendente.
Pur essendo conosciuta in tutto il mondo per il suo patrimonio cinematografico, Cinecittà è prima di tutto una grande infrastruttura produttiva. Ogni film o serie televisiva nasce dall’incontro tra competenze artistiche, innovazione tecnologica e capacità industriale: un ecosistema in cui centinaia di professionisti trasformano un’idea in immagini destinate a raggiungere il pubblico di tutto il mondo.
Questa dimensione industriale è oggi più che mai il focus degli Studios. Fondati nel 1937, con oltre 3 mila film realizzati e più di 50 premi Oscar conquistati da produzioni realizzate presso i loro teatri di posa, Cinecittà sta vivendo una nuova fase di sviluppo che guarda molto più al futuro che alla nostalgia. L’obiettivo non è celebrare il mito della “Hollywood sul Tevere”, ma rafforzare il suo ruolo come piattaforma produttiva capace di competere con i principali poli audiovisivi internazionali.
Il programma di investimenti realizzato attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), completato nei tempi previsti, rappresenta il passaggio decisivo di questa trasformazione. Cinque nuovi teatri di posa, quattro completamente riqualificati, 21 mila metri quadrati di nuovi spazi dedicati alle produzioni e 10 ettari di backlot hanno aumentato del 60% la capacità produttiva degli Studios, rafforzandone la competitività. Il rilancio si riflette anche nei risultati economici: il bilancio 2025 si è chiuso con un utile netto di 1,1 milioni di euro, un Ebitda positivo di 5 milioni e ricavi pari a 30,5 milioni, in crescita del 43% rispetto all’anno precedente.
Cinecittà è solo una delle aziende selezionate da Business People per
L’ITALIA DELLE ECCELLENZE
I risultati sono già visibili nelle produzioni che hanno scelto Cinecittà negli ultimi mesi. Dalla serie Netflix Assassin’s Creed, tratta dal celebre videogioco bestseller all’action movie Positano con Zoe Saldana e Matthew McConaughey, fino al nuovo film di Ficarra e Picone diretto da Alessandro Genovesi, La notte delle fragole. A questi si affianca l’attività dei laboratori di post-produzione, che hanno lavorato a opere firmate da registi come Tim Burton, Luca Guadagnino, Ridley Scott e Giuseppe Tornatore. Più che un elenco di nomi, rappresentano la conferma della reputazione internazionale conquistata dagli Studios.
Cinecittà svolge poi un ruolo fondamentale nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio audiovisivo italiano. Il progetto di digitalizzazione dell’Archivio Luce ha consentito di recuperare 13 mila rulli cinematografici, 429 ore di contenuti filmici, quasi 3.400 colonne audio e 1,5 milioni di diapositive, rafforzando uno dei più importanti patrimoni audiovisivi del Paese, riconosciuto dall’Unesco. Un lavoro che preserva la memoria collettiva e la rende sempre più accessibile grazie alle tecnologie digitali.

L’interno di uno dei teatri di Cinecittà
Lo stesso sguardo rivolto al futuro guida le iniziative dedicate ai giovani autori e alla formazione delle nuove professionalità dell’audiovisivo. Nel 2025 LuceLabCinecittà ha attivato 70 nuovi corsi, formando oltre mille studenti, mentre il progetto Short Attacks! ha coinvolto centinaia di giovani registi under 35. Un investimento sulle competenze che assicura il ricambio generazionale di cui l’industria audiovisiva ha bisogno.
In un’epoca in cui piattaforme digitali, intelligenza artificiale e nuove modalità di fruizione stanno ridefinendo l’industria dell’intrattenimento, la competitività passa sempre più dalla qualità delle infrastrutture e delle competenze. È questa la trasformazione che Cinecittà sta vivendo: non un ritorno nostalgico, ma un’evoluzione verso un hub produttivo capace di coniugare patrimonio culturale e visione industriale. È in questo equilibrio che continua a risiedere una delle eccellenze più riconoscibili del Made in Italy.
Sono le persone a fare la differenza
L’a.d. Manuela Cacciamani racconta perché il vero fattore distintivo degli Studios risiede nel capitale umano, nella formazione e nella capacità di coniugare tradizione e innovazione

Manuela Cacciamani è amministratore delegato di Cinecittà dal luglio 2024 (Foto © Vinardi)
Qual è l’elemento che oggi consente a Cinecittà di essere competitiva a livello internazionale in un mercato in cui la concorrenza è in costante crescita?
Sono le nostre maestranze, con la loro straordinaria competenza artigianale e la capacità tutta italiana di trovare soluzioni creative a problemi piccoli e grandi sul set, ad attirare registi e produttori da tutto il mondo. Non è un caso che l’Italia sia il secondo Paese, dopo gli Usa, ad aver vinto il maggior numero di Oscar e che praticamente tutti quei vincitori siano passati per Cinecittà.
Che impatto avranno sulla capacità di competere nell’industria audiovisiva globale gli interventi di ampliamento e modernizzazione delle infrastrutture intrapresi?
L’investimento ha permesso di aumentare la capacità produttiva. Oggi disponiamo di strutture moderne e spazi in grado di ospitare produzioni sempre più ambiziose, come dimostra la scelta di Mel Gibson di girare a Cinecittà The Resurrection of the Christ.
Quanto è importante investire nella formazione di nuove professionalità e come si preserva un patrimonio di competenze che rappresenta uno dei principali asset del cinema italiano?
È fondamentale. Come azienda ci crediamo fortemente e il Pnrr, insieme al supporto del MiC, ci ha aiutato a realizzare LuceLabCinecittà: 70 corsi gratuiti che hanno formato oltre 1000 professionisti in una miriade di mestieri dell’audiovisivo. A questo si aggiungono i tirocini destinati ai neolaureati, il ricambio generazionale con nuove assunzioni e il nostro impegno nello scouting dei giovani talenti attraverso progetti come Sic@Sic e Short Attacks!.
Quali sono le condizioni necessarie affinché l’Italia diventi sempre più una destinazione per le grandi produzioni internazionali?
Non deve mai mancare un quadro normativo chiaro e duraturo. È necessario, inoltre, monitorare i cambiamenti che l’AI sta portando nell’audiovisivo, senza dimenticare il valore delle riprese in analogico, capaci di restituire atmosfere e identità che la tecnologia da sola non può replicare. L’Italia è un set naturale e Cinecittà, da quasi novant’anni, è il luogo che raccoglie e restituisce talento, un vero acceleratore di creatività e ingegno.

Una veduta panoramica degli Studios di Cinecittà, recentemente ampliati e rinnovati sfruttando i fondi del Pnrr




