Chi guiderà Apple dopo Tim Cook? Quattro nomi per il futuro

Da Ternus a Federighi, chi sono i candidati in corsa per la poltrona più ambita della Silicon Valley

Chi guiderà Apple dopo Tim Cook? Quattro nomi per il futuroI quattro possibili successori di Tim Cook come Ceo di Apple; da sinistra: John Ternus, Craig Federighi, Eddy Cure, Greg Joswiak© Getty Images (4)

La longevità professionale di Tim Cook, che ha trasformato Apple in un colosso da oltre 3.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, non sembra destinata a finire a breve. Cook ha dichiarato di voler restare ancora in azienda, e non esistono pressioni interne affinché si faccia da parte. Eppure, con il recente traguardo dei 65 anni, investitori e osservatori iniziano a interrogarsi su chi potrebbe prendere in mano il timone dell’azienda più iconica d’America.

Il Wall Street Journal ha tracciato i profili di quattro dirigenti che incarnano i possibili futuri dell’azienda: John Ternus, Craig Federighi, Eddy Cue e Greg “Joz” Joswiak.

John Ternus, l’uomo dell’hardware

Ha 50 anni ed è in Apple da 24. È responsabile dell’intera ingegneria hardware dell’azienda, compreso l’iPhone, cuore pulsante del business Apple. Sotto la sua guida, Apple ha portato a termine una delle svolte tecnologiche più ambiziose: il passaggio dai chip Intel a chip progettati internamente, più veloci ed efficienti. Le vendite dei Mac sono aumentate durante la pandemia e, pur in calo oggi, restano superiori ai livelli prepandemici. La sua competenza operativa e il ruolo centrale nel prodotto rendono Ternus uno dei nomi più forti in ottica successione.

Craig Federighi, il volto del software

A 56 anni, è uno dei dirigenti più visibili dell’azienda. Ogni anno sale sul palco della Wwdc, la conferenza per sviluppatori, per presentare le novità dei sistemi operativi. Dirige lo sviluppo del software che fa funzionare oltre un miliardo di dispositivi Apple nel mondo. È noto per uno stile manageriale deciso e per la chiarezza con cui guida i suoi team. Di recente, ha assunto maggiori responsabilità nell’ambito dell’intelligenza artificiale, in particolare dopo i limiti evidenziati da Siri, ancora troppo indietro rispetto a rivali come ChatGpt.

Eddy Cue, il veterano dei servizi

Con 61 anni e un’esperienza che risale alla fine degli anni 80, Cue è il volto della divisione servizi, sempre più centrale per Apple. Dall’App Store ad iCloud, fino agli accordi con Formula 1 e case discografiche, Cue è il negoziatore per eccellenza. È stato vicino a Steve Jobs fino all’ultimo giorno, e il suo legame con la storia dell’azienda è fortissimo. Tuttavia, proprio la sua età lo rende meno adatto a una leadership di lungo termine.

Greg “Joz” Joswiak, il custode del brand

Anche lui 61enne, è da quasi 40 anni in Apple e guida una delle funzioni più sensibili: il marketing. Cura ogni dettaglio dell’identità del marchio, dai keynote alla gestione della stampa, fino ai delicati casi legati all’AI. È uno dei volti più riconoscibili dell’azienda, soprattutto durante il lancio annuale dell’iPhone. Di recente, ha condiviso con Federighi un pubblico mea culpa per i ritardi di Apple nell’implementazione delle funzionalità AI promesse per il 2024.

Il Wall Street Journal sottolinea che, sebbene Cook non sia vicino all’addio, Apple potrebbe trovarsi nei prossimi anni di fronte alla necessità di un passaggio di consegne. Cook potrebbe assumere il ruolo di presidente del consiglio, seguendo il percorso del presidente attuale Art Levinson, oggi 75enne.

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