Caimi, l’innovazione che nasce dal silenzio

Dall’arredo alle soluzioni fonoassorbenti, il percorso di un’impresa che ha fatto della sperimentazione continua la chiave della propria crescita

Caimi, l'innovazione che nasce dal silenzioLa filosofia progettuale di Caimi persegue un approccio olistico che integra un vasto ecosistema di prodotti per modellare l’ambiente sonoro in modo impeccabile: tessuti, tende, pannelli, rivestimenti, imbottiti e lampade

Per comprendere la filosofia di Caimi non bisogna partire dai suoi prodotti, ma dai luoghi in cui prendono forma. Basta entrare negli Open Lab, il centro di ricerca che l’azienda ha realizzato nella sede di Nova Milanese, per capire che qui l’innovazione non coincide con un reparto aziendale, ma rappresenta un metodo di lavoro.

Nei laboratori si studiano nuovi materiali, si sperimentano soluzioni acustiche e si progettano prototipi. C’è persino una stanza anecoica, completamente isolata dai rumori e dalle interferenze elettromagnetiche, dove il silenzio diventa quasi un’esperienza fisica. Più che un luogo simbolico, è la rappresentazione concreta di un modello d’impresa in cui la ricerca non costituisce una funzione aziendale, ma il principio da cui prende avvio ogni progetto.

È una cultura costruita in oltre 75 anni di storia. Fondata nel 1949, Caimi è cresciuta nel mondo dell’arredo e del design, sviluppando migliaia di prodotti e collaborando con alcuni dei più importanti progettisti italiani e internazionali. Ma il design, in azienda, non è mai stato concepito come un esercizio di stile. È piuttosto lo strumento attraverso cui dare forma a soluzioni capaci di migliorare concretamente la qualità degli spazi e il benessere delle persone, coniugando estetica, funzionalità e innovazione.

È proprio questa impostazione ad aver spinto l’azienda, nel 2012, a esplorare un territorio allora quasi sconosciuto: il benessere acustico. Oggi il comfort sonoro è entrato stabilmente tra i parametri della progettazione contemporanea. Uffici, scuole, alberghi, ristoranti e spazi pubblici vengono progettati considerando anche l’impatto del rumore sulla concentrazione, sulla produttività e sul benessere delle persone. Quando Caimi iniziò a investire in questo settore, però, il tema era ancora marginale. L’azienda intuì che quella sarebbe diventata una delle nuove frontiere dell’abitare e decise di affrontarla con gli strumenti che meglio conosceva: ricerca scientifica, sviluppo dei materiali e progettazione industriale.

Da quell’intuizione nasce Snowsound, una tecnologia brevettata che supera l’approccio tradizionale alla fonoassorbenza. L’obiettivo non è aumentare la quantità di materiale utilizzato, ma migliorarne le prestazioni attraverso una diversa ingegnerizzazione del materiale. Una scelta che produce un duplice risultato: da una parte aumenta l’efficienza acustica, dall’altra riduce consumi di materia prima, costi logistici, tempi di installazione e impatto ambientale. È una dimostrazione concreta di come l’innovazione possa coincidere con la semplificazione e non con una maggiore complessità.

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Lo stesso principio guida anche il design dei prodotti. I sistemi fonoassorbenti non vengono concepiti come elementi tecnici da aggiungere agli ambienti, ma come oggetti che svolgono contemporaneamente più funzioni. Divisori, lampade, tende, sedute e pannelli contribuiscono al comfort acustico diventando parte integrante del progetto architettonico. Una sintesi tra ricerca, funzionalità ed estetica che rappresenta uno dei tratti più riconoscibili del design italiano e che negli anni ha portato Caimi a conquistare tre Compassi d’Oro, tre German Design Award e il DesignEuropa Award, oltre all’ingresso di quattro prodotti nella collezione permanente di Arte e Design del Quirinale.

La stessa visione trova espressione negli Open Lab. Più che semplici laboratori aziendali, rappresentano uno spazio in cui conoscenze e competenze vengono messe in comune. Università, enti scientifici, fondazioni, professionisti e artisti possono utilizzare gratuitamente queste strutture per sviluppare progetti con finalità sociali.

Caimi, l'innovazione che nasce dal silenzio

Uno scorcio della camera semi-anecoica degli OpenLab

Una scelta insolita nel panorama manifatturiero, che riflette un’idea precisa di impresa: il sapere produce valore quando circola. Per questo OpenLab ospita anche seminari, attività formative e incontri con studenti e progettisti, trasformando la fabbrica in uno spazio di confronto oltre che di produzione.

In un’epoca in cui il progresso tecnologico viene spesso identificato con algoritmi, software e intelligenza artificiale, Caimi dimostra che esiste anche un’altra strada. Quella che parte dall’osservazione dei bisogni delle persone, passa attraverso la sperimentazione e arriva a trasformare un’intuizione in un vantaggio competitivo. È una lezione che va oltre il design e racconta uno dei punti di forza più autentici dell’industria italiana: la capacità di mettere continuamente in discussione ciò che si conosce per immaginare soluzioni nuove. È forse questa la forma più autentica dell’eccellenza manifatturiera italiana: non limitarsi a interpretare il cambiamento, ma contribuire a generarlo.


Pensare come una startup

Il co-amministratore delegato, Franco Caimi racconta il valore di un’azienda fondata su curiosità, sperimentazione e capacità di adattarsi al cambiamento

Caimi, l'innovazione che nasce dal silenzio

I fratelli Caimi condividono il ruolo di Ceo. Da sinistra, Lorenzo, Giorgio, Franco e Gianni

Settantasette anni di storia potrebbero indurre un’azienda a vivere di rendita. Voi, invece, continuate a ragionare come una startup. Perché?
Perché fare ricerca significa, prima di tutto, mettersi continuamente in discussione. Noi continuiamo a ragionare come un’azienda che ha ancora molto da imparare. La ricerca richiede umiltà: spesso si lavora a lungo senza arrivare al risultato sperato, ma è proprio questo il suo valore. Se si sapesse già dove si arriverà, non si chiamerebbe ricerca, ma scoperta.

Come mai avete scelto di aprire gratuitamente i vostri laboratori a università, fondazioni, istituti di ricerca, ricercatori e artisti?
Oggi nessuna azienda può innovare davvero restando chiusa in sé stessa: serve un confronto continuo con competenze diverse. Chiediamo soltanto che i progetti sviluppati abbiano una ricaduta positiva sulla società. Crediamo che un’impresa debba avere anche uno scopo sociale oltre a quello economico e che la collaborazione tra mondi diversi rappresenti uno straordinario motore di innovazione.

In uno scenario economico sempre più instabile, quale ritiene sarà la qualità indispensabile per le imprese del futuro?
Viviamo in un contesto che cambia con una velocità impensabile fino a pochi anni fa. Oggi è difficile fare programmi di lungo periodo: la vera capacità richiesta alle imprese è sapersi adattare rapidamente, cambiare quando serve e, se necessario, ripartire da zero senza timore. Chi investe da sempre nell’innovazione sviluppa naturalmente questa forma mentis.

Che ruolo ha la continuità familiare in questo percorso?
Oggi siamo arrivati alla terza generazione. Per noi significa garantire continuità ai valori con cui l’azienda è nata, senza rinunciare all’evoluzione. L’obiettivo è continuare a evolvere senza perdere i valori che ci accompagnano fin dalla nascita. È questo equilibrio tra continuità e cambiamento che rappresenta, oggi, la nostra più grande forza.

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