La transizione energetica accelera, ma per l’Italia la sfida non è soltanto ambientale. Se da un lato la crescita delle fonti rinnovabili conferma il potenziale del Paese – nel 2025 la capacità fotovoltaica installata è aumentata del 25,1%, arrivando quasi a raddoppiare rispetto a cinque anni prima – dall’altro restano aperti temi cruciali come la dipendenza dall’estero, la sicurezza degli approvvigionamenti e la necessità di attrarre nuovi investimenti in un contesto regolatorio ancora complesso.
«La transizione è un processo graduale che deve essere affrontato con pragmatismo», osserva Simone Demarchi, amministratore delegato di Axpo Italia. Una visione che attraversa tutta questa intervista, nella quale il manager riflette sulle prospettive del mercato, sul ruolo crescente delle tecnologie digitali, ma anche sulle nuove esigenze di imprese e consumatori e sulle condizioni necessarie per coniugare sostenibilità, sicurezza e competitività.
In questo scenario, come sta cambiando il ruolo di Axpo Italia?
Per anni l’energia è stata considerata una commodity da gestire principalmente come voce di costo; oggi, invece, incide direttamente su margini, investimenti, continuità operativa e strategie di sostenibilità. Axpo Italia ha intercettato per tempo questa evoluzione, anticipando molte delle esigenze oggi centrali per imprese e consumatori. Da oltre 25 anni perseguiamo lo stesso obiettivo: mettere a disposizione le migliori soluzioni energetiche, adattandole a contesti in continua evoluzione. Per riuscirci integriamo competenze diverse, intercettiamo i nuovi trend e sviluppiamo soluzioni personalizzate e scalabili. Lo facciamo avendo come elemento guida il sostegno alla decarbonizzazione affiancandone le priorità con un sano pragmatismo rispetto alla sicurezza di approvvigionamento e al contenimento dei costi. Anche l’ultima Relazione della Banca d’Italia conferma uno scenario economico in profonda trasformazione, segnato da tensioni geopolitiche, ridefinizione degli equilibri internazionali e crescente volatilità energetica. In questo contesto il valore di un operatore energetico risiede nella capacità di trasformare complessità tecniche, regolatorie e di mercato in soluzioni concrete, comprensibili e applicabili.
Quali sono le priorità strategiche dell’azienda per diventare sempre più competitiva?
La competitività, per noi, passa prima di tutto dalla capacità di leggere l’evoluzione dei bisogni dei clienti, attraverso un dialogo costante. Le imprese chiedono stabilità, efficienza, gestione del rischio e percorsi di decarbonizzazione economicamente sostenibili. Le famiglie, invece, cercano semplicità, trasparenza e maggiore controllo dei consumi. La nostra priorità è sviluppare soluzioni coerenti con queste esigenze, evitando approcci standardizzati. Un secondo elemento riguarda l’integrazione di competenze diverse: conoscenza dei mercati, innovazione, tecnologia e capacità di trasformarle in soluzioni concrete per i clienti. Allo stesso tempo continuiamo a investire in tecnologie e attività che aumentano la flessibilità e la capacità operativa del sistema. In quest’ottica si inserisce anche il progetto Green Pearl, la nave dedicata all’approvvigionamento di Gnl e bio-Gnl, che rafforza la catena logistica e contribuisce alla sicurezza degli approvvigionamenti nel Mediterraneo.

La Green Pearl, nave dedicata all’approvvigionamento di Gnl (gas naturale liquefatto) e bio-Gnl
Oggi si parla molto di sicurezza energetica, ma anche di competitività industriale europea. Questi due temi sono ormai inseparabili?
Sì, soprattutto in un contesto socio-economico sempre più energivoro che, con la diffusione dei data center destinati all’intelligenza artificiale, è destinato a diventarlo ancora di più. La disponibilità di energia, la sicurezza degli approvvigionamenti e la prevedibilità dei costi incidono direttamente sulla capacità delle imprese di pianificare investimenti, produzione e presenza sui mercati internazionali. Quando un sistema è eccessivamente esposto agli shock esterni, le aziende tendono inevitabilmente a ridurre l’orizzonte temporale delle proprie decisioni. In Europa questo legame è diventato ancora più evidente dopo la crisi energetica del 2022. Il piano REPowerEU ha posto al centro della strategia comunitaria la diversificazione delle fonti, l’accelerazione delle rinnovabili e la riduzione della dipendenza energetica dall’estero. Parallelamente, il Clean Industrial Deal ha rafforzato il legame tra decarbonizzazione, competitività e resilienza del sistema produttivo europeo. A questi strumenti si affiancano il pacchetto Fit for 55, l’evoluzione dell’Ets e normative settoriali come FuelEU Maritime, che orientano già oggi gli investimenti delle imprese verso modelli più sostenibili.
Molte aziende italiane stanno vivendo una fase di forte pressione sui margini anche a causa dei costi energetici. Che tipo di richieste ricevete oggi dai clienti industriali?
Fino a pochi anni fa il confronto era prevalentemente focalizzato sul prezzo e sulla durata della fornitura. Oggi le imprese guardano all’energia come a una variabile strategica da integrare nei propri obiettivi di business. Registriamo una crescente domanda di soluzioni personalizzate, costruite sui reali profili di consumo: contratti a prezzo fisso o indicizzato, Ppa, efficienza energetica, monitoraggio dei consumi e percorsi di decarbonizzazione progressivi. Le aziende energivore ricercano soprattutto stabilità negli approvvigionamenti e prevedibilità economico-finanziaria nel medio-lungo termine, mentre le pmi chiedono semplicità e supporto nell’interpretazione di un mercato sempre più complesso. In questa situazione, il prezzo fisso resta uno strumento importante. La maggioranza delle imprese clienti di Axpo Italia lavora con questi contratti.
Avete lavorato molto sul fronte delle rinnovabili e dei Ppa, le nuove richieste delle imprese rispecchiano una maggiore maturità rispetto a questi strumenti?
La consapevolezza sta crescendo perché le imprese stanno iniziando a guardare all’energia con una prospettiva di lungo periodo. Il mercato delle rinnovabili conferma questa evoluzione, pur evidenziando la necessità di accelerare ulteriormente: secondo il Renewable Energy Report 2026 di Energy & Strategy del Politecnico di Milano, nel 2025 in Italia sono stati installati 7,2 GW di nuova capacità rinnovabile, per un totale di 81,7 GW, a fronte di un target Pniec di 131 GW al 2030. In questo scenario i Ppa rappresentano un indicatore concreto di maturità del mercato, pur risentendo attualmente della volatilità energetica. Nel 2025 in Italia sono stati sottoscritti accordi per 1,8 GW, con una crescita del 60% rispetto all’anno precedente, rendendo il Paese il secondo mercato europeo dopo la Spagna. Per le imprese, un Ppa significa acquistare energia rinnovabile su un orizzonte di medio-lungo termine, riducendo l’esposizione alle oscillazioni del mercato. Si tratta però di strumenti che richiedono un’attenta valutazione dei profili di consumo, dei rischi, della durata contrattuale, delle strutture di prezzo e degli obiettivi industriali. La vera maturità consiste proprio in questo: considerare l’energia rinnovabile una leva di competitività, pianificazione e decarbonizzazione concreta, e non soltanto uno strumento di comunicazione ambientale.

La sede di Axpo Italia, a Genova
Dopo anni in cui il dibattito era concentrato soprattutto sulla sostenibilità, sembra che il tema dominante sia tornato quello del costo dell’energia. C’è il rischio che la transizione energetica venga percepita come un lusso difficile da sostenere?
La transizione energetica non è mai stata, né sarà, un processo a costo zero. La percezione dipenderà dalla capacità di integrarla nella realtà economica e sociale di imprese e famiglie, evitando di considerarla un percorso separato dalle esigenze concrete del sistema produttivo e dei cittadini. Il costo dell’energia è tornato al centro del dibattito perché incide direttamente sulla competitività industriale e sul potere d’acquisto. È un tema che va affrontato con realismo, evitando letture ideologiche. La risposta passa da soluzioni capaci di generare benefici misurabili, puntando su autoproduzione, efficienza e flessibilità. Le rinnovabili, in particolare, hanno ormai raggiunto una maturità industriale ed economica significativa e noi, grazie alla nostra ESCo Axpo Energy Solutions Italia, vantiamo ormai una lunga esperienza nel supportare le aziende italiane in questo percorso. Per imprese e famiglie, la sostenibilità deve tradursi in maggiore efficienza e minori sprechi. La transizione energetica produce benefici duraturi quando riesce a coniugare sostenibilità ambientale, crescita economica e progresso sociale.
Il tema delle infrastrutture resta centrale. L’Italia sta facendo abbastanza per sostenere la trasformazione del sistema energetico o il rischio è che autorizzazioni lente e incertezza normativa rallentino gli investimenti?
L’Italia sta compiendo passi significativi, ma il percorso richiede ancora un forte impegno. L’ultimo rapporto dell’Institute for Water, Environment and Health delle Nazioni Unite evidenzia una crescita sostenuta del fabbisogno energetico ed elettrico, anche per effetto della diffusione dei data center e dei sistemi di AI. Questo incremento della domanda richiederà un’accelerazione nello sviluppo delle rinnovabili, dei sistemi di accumulo e delle infrastrutture di rete. La sfida riguarda anche i settori più difficili da decarbonizzare. Nel trasporto marittimo Gnl (gas naturale liquefatto) e bio-Gnl possono ridurre l’impatto ambientale, ma richiedono infrastrutture e regole adeguate. In questo ambito Axpo intende svolgere un ruolo attivo, affiancando i porti italiani come partner affidabile ed esperto nel percorso di ampliamento dei servizi energetici. In generale, la trasformazione del sistema energetico dipende dalla capacità di far avanzare insieme investimenti, tecnologia e tempi amministrativi. Solo così gli obiettivi della transizione potranno tradursi in infrastrutture e servizi realmente disponibili.
Quali tecnologie o modelli energetici ritiene più promettenti per il futuro del sistema italiano?
Il mix energetico più realistico per l’Italia sarà fondato sull’integrazione di più soluzioni. Le rinnovabili continueranno a crescere, ma il loro sviluppo dovrà procedere insieme al rafforzamento delle reti, dei sistemi di accumulo e di gestione della flessibilità. Serviranno anche strumenti contrattuali capaci di sostenere gli investimenti e offrire maggiore stabilità a imprese e operatori. L’efficienza energetica continuerà ad avere un ruolo rilevante: ridurre consumi e sprechi significa infatti migliorare contemporaneamente competitività e sostenibilità. Il gas continuerà a svolgere una funzione di equilibrio nella fase di transizione, affiancato dal biometano, che in Italia presenta interessanti prospettive di sviluppo. Nei comparti più difficili da elettrificare, come il trasporto marittimo e alcuni settori industriali, Gnl e bio-Gnl rappresentano soluzioni concrete per accompagnare la riduzione delle emissioni.
Come evolverà il rapporto tra operatori energetici e clienti?
L’energia sarà sempre più un elemento condiviso e partecipato nella vita di persone e aziende. Il concetto di flessibilità diventerà progressivamente un modello di utilizzo destinato a diffondersi. Imprese e famiglie avranno un ruolo sempre più attivo nella gestione dell’energia, grazie a strumenti digitali capaci di monitorare consumi, ottimizzare i costi e valorizzare l’autoproduzione, e il rapporto con l’operatore energetico non potrà che essere ancora più stretto e consulenziale. Il vero valore aggiunto sarà la capacità di trasformare informazioni complesse in decisioni utili attraverso strumenti semplici, trasparenti e personalizzati. Crescerà anche l’attenzione alla cybersecurity, perché un sistema energetico più digitale e interconnesso deve garantire continuità operativa, protezione dei dati e affidabilità delle infrastrutture.
Che ruolo ha l’Italia all’interno di un gruppo globale come Axpo?
Lo definirei strategico sia per la dimensione del mercato sia per la complessità del suo sistema industriale e la posizione geografica nel Mediterraneo. Oggi rappresenta uno dei principali Paesi del Gruppo in termini di fatturato e redditività. Siamo presenti sul mercato italiano da oltre 25 anni e operiamo lungo l’intera filiera energetica. Siamo inoltre tra i principali operatori nel trading di commodity energetiche e ci siamo consolidati come quinto operatore del mercato libero dell’energia. La combinazione tra competenze globali del Gruppo e conoscenza del mercato della Penisola rappresenta uno dei principali punti di forza di Axpo Italia. Nell’anno fiscale 2024-2025, abbiamo registrato oltre 9 miliardi di euro di fatturato, un margine operativo netto di oltre 74 milioni e un utile d’esercizio di quasi 50 milioni. Risultati che confermano il peso strategico dell’Italia all’interno del Gruppo e la responsabilità con cui affrontiamo le sfide della trasformazione energetica.
Guidare un’azienda energetica oggi significa operare in un contesto di volatilità quasi permanente. Come cambia il modo di prendere decisioni in scenari così instabili?
La vera sfida consiste nell’integrare il cambiamento all’interno della strategia aziendale e, quando possibile, anticiparlo, trasformandolo in un’opportunità. Le decisioni devono essere sempre più data-driven. La capacità di raccogliere, integrare e analizzare grandi quantità di informazioni rende l’AI uno degli elementi centrali della trasformazione del settore energetico. Dati accurati e modelli avanzati consentono di migliorare le previsioni della domanda, della produzione da fonti rinnovabili e dell’andamento dei prezzi; permettono inoltre di ottimizzare in modo dinamico gli asset energetici, migliorare la gestione dei rischi di mercato e sviluppare modelli di manutenzione predittiva. Tutti questi elementi contribuiscono ad aumentare sicurezza degli approvvigionamenti, efficienza operativa e redditività. L’incertezza è diventata una condizione strutturale e, proprio per questo, le decisioni devono basarsi su dati affidabili, scenari aggiornati e processi capaci di adattarsi rapidamente all’evoluzione delle circostanze. In un contesto caratterizzato da elevata volatilità, la qualità delle decisioni dipende sempre più dalla capacità di integrare dati, competenze e tecnologie, mantenendo al tempo stesso una chiara visione strategica di lungo periodo.
Come si costruisce una cultura aziendale capace di adattarsi rapidamente ai cambiamenti?
Ci vogliono tempo, coerenza e una forte attenzione alle persone. In un comparto in cui mercati, tecnologie e regole cambiano rapidamente, una cultura dinamica nasce dalla capacità di assumersi responsabilità, collaborare tra funzioni diverse e trasformare le competenze in decisioni operative. Per me l’innovazione deve essere concreta, migliorare i processi, aumentare l’efficienza, generare valore per i clienti e rendere l’organizzazione più pronta a gestire il cambiamento. Questo richiede un ambiente che favorisca iniziativa, sperimentazione e condivisione delle competenze. Axpo Italia è cresciuta anche grazie a questa combinazione: spirito imprenditoriale, solidità di gruppo, competenze tecniche e capacità di adattamento. La velocità è importante, ma funziona quando è accompagnata da metodo e chiarezza sulle priorità.
Se dovesse sintetizzare in una frase la missione di Axpo Italia nei prossimi anni, quale sceglierebbe?
Direi: supportare imprese e famiglie nel processo di trasformazione dell’energia da fattore di incertezza a leva di competitività, sicurezza e crescita sostenibile. Imprese e cittadini avranno sempre più bisogno di interlocutori capaci di offrire competenze, strumenti e soluzioni concretamente applicabili. La nostra ambizione è contribuire alla costruzione di un sistema energetico più sicuro, efficiente e sostenibile, intervenendo sugli elementi che possono generare un impatto reale: gestione del rischio, efficienza, rinnovabili, digitalizzazione, infrastrutture e servizi costruiti attorno alle esigenze di imprese e famiglie.
Simone Demarchi – Strettamente personale

C’è una sua qualità personale che ritiene decisiva nel suo modo di guidare le persone?
Credo molto nella libertà delle persone di esprimersi e di far emergere il proprio potenziale. Guidare un’organizzazione, per me, significa creare le condizioni perché questo accada. Naturalmente servono metodo, obiettivi chiari e senso delle priorità, ma una squadra cresce davvero quando le persone sentono di avere fiducia e spazio per mettere a valore ciò che sanno fare. È un equilibrio importante, dare direzione senza comprimere l’iniziativa individuale.
E un difetto su cui ha dovuto lavorare per diventare un manager migliore?
Oggi la visibilità pubblica e l’utilizzo dei social per comunicare all’esterno e intercettare i propri pubblici di riferimento rientra appieno nelle qualità di un manager che voglia affermarsi e contribuire alla crescita della propria organizzazione. Sono aspetti che, caratterialmente, mi appartengono poco ma su cui, insieme alle persone che se ne occupano in Axpo Italia, ho dovuto imparare a lavorare.
Qual è la sua soddisfazione professionale più grande?
Aver contribuito a creare e far crescere Axpo Italia partendo da Genova, la città da cui provengo, fino a darle una dimensione sempre più nazionale e renderla il quinto operatore nel mercato dell’energia in Italia. Per me ha un valore personale e professionale: significa fare impresa da un territorio con una grande storia industriale e portuale, portando competenze, investimenti e visione in un mercato complesso come quello dell’energia.
Cosa le permette di staccare dal lavoro?
Trascorrere tempo con mio figlio, con cui condivido la passione per lo sport. Gioco a tennis e mi piace sciare. Sono attività che richiedono concentrazione, ritmo e presenza mentale, e proprio per questo permettono di liberare la mente. Ma sono anche momenti di condivisione con chi si ama, occasioni per intessere nuove relazioni o consolidarne altre.
Questa intervista è stata pubblicata su Business People di luglio-agosto 2026, scarica il numero o abbonati qui
© Riproduzione riservata
A.d. di Axpo Itaia dal 2015, Simone Demarchi è entrato in azienda nel 2001. È anche membro del Management Board della capogruppo Axpo Solutions AG e a.d. di Axpo Energy Solutions Italia, Energy Service Company dedicata alla realizzazione di progetti di efficienza energetica, cogenerazione, energie rinnovabili ed e-mobility




