Andrea Cardillo, Country General Manager per Italia, Grecia e Turchia di Audemars Piguet, ha le idee chiare sul motivo per cui – in un mondo del lusso che, in alcuni comparti, sta affrontando una fase complessa – la Manifattura stia crescendo a doppia cifra: «Stiamo raccogliendo i frutti di un lavoro avviato già nel 2019, quando abbiamo introdotto il concept AP House. Milano è stato il mercato pilota, con la prima AP House al mondo in via Pietro Verri. Da lì il modello si è consolidato, arrivando oggi a 25 sedi globali. E l’apertura, sempre a Milano, della AP House più grande al mondo presso l’ex Garage Traversi nel 2024 ha segnato un ulteriore salto di qualità».
Il concetto di AP House rompe con il modello tradizionale di boutique. È corretto interpretarlo come un passaggio da “punto vendita” a “hub relazionale”?
Assolutamente sì. Negli ultimi vent’anni abbiamo attraversato un’evoluzione significativa: da un modello wholesale puro, in cui il rapporto con il cliente finale era mediato dai concessionari, siamo passati a un controllo diretto. Dopo l’apertura della prima boutique nel 2005 in via Montenapoleone, siamo arrivati oggi a una rete di sei monomarca. I concessionari multibrand hanno avuto un ruolo fondamentale nella nostra crescita, ma l’evoluzione del mercato ha reso necessario un cambiamento. Con le AP House abbiamo superato anche il concetto tradizionale di boutique, portando l’esperienza a un livello superiore. Non si tratta più solo di vendere, ma di creare una community.
Questo approccio risponde anche a un cambiamento nelle aspettative del cliente?
Se vent’anni fa il cliente si affidava principalmente al proprio gioielliere di fiducia, oggi è estremamente informato, conosce prezzi, disponibilità e mercati globali. La fidelizzazione si è fatta più complessa e proprio per questo abbiamo scelto di spostare il focus dal prodotto all’esperienza. È su questo terreno che si giocherà la competizione tra i grandi brand del lusso. In questo scenario, il digitale è sì una leva importante che attraversa molte aree aziendali e ci consente di rendere i processi più efficaci, ma nella relazione con il cliente deve restare uno strumento di supporto, non certo sostitutivo.
Avete recentemente lanciato un nuovo servizio: offrite ai vostri clienti la possibilità di custodire i loro beni, non solo orologi Audemars Piguet, ma anche gioielli e altri oggetti di valore. Possiamo interpretarlo come un’estensione della relazione con il consumatore?
Il cliente del lusso cerca ascolto, attenzione e soluzioni su misura. Questo servizio nasce proprio dall’esigenza concreta dei clienti di coniugare sicurezza, discrezione e disponibilità costante dei propri beni preziosi. Attraverso un’applicazione, il cliente può decidere quando riaverli: la consegna avviene entro tre ore a Milano e in 24 ore nel resto d’Italia, 365 giorni l’anno. Inoltre, i beni sono assicurati al valore di mercato durante l’utilizzo. Lanciato a fine 2025 proprio in Italia, il servizio, gestito da un partner esterno, ha avuto un riscontro molto positivo e sarà progressivamente esteso ad altri Paesi europei.
Negli ultimi vent’anni, qual è stata l’innovazione più dirompente nell’alta orologeria?
Per una Manifattura come la nostra, con oltre 150 anni di storia, l’innovazione resta indissolubilmente legata alla meccanica e al savoir-faire. Negli ultimi decenni abbiamo sviluppato brevetti straordinari e un esempio emblematico del nostro impegno continuo in ricerca e sviluppo è il Royal Oak Extra-Piatto Flying Tourbillon Cronografo Automatico RD#5: una reinterpretazione radicale del cronografo, ossia una delle complicazioni più antiche dell’orologeria.
Guardando invece ai prossimi venti, dove si giocherà la trasformazione più profonda per l’alta orologeria?
Benché continueremo a lavorare sull’innovazione, non mi aspetto rivoluzioni radicali sul piano meccanico. La vera trasformazione si giocherà, come dicevo, nei servizi e nella gestione della relazione con il cliente. Anche in quest’ottica, è in arrivo un’altra novità: entro fine anno lanceremo una piattaforma dedicata al mercato del secondo polso. Uno strumento proprietario che ci consentirà di mettere in contatto venditori e acquirenti, garantendo autenticità e controllo diretto. In un segmento dove la fiducia è centrale, presidiare anche questo ambito rappresenta un passaggio strategico, sia per il brand sia per il cliente.
Intervista pubblicata sul numero di Business People di giugno. Scarica il numero o abbonati qui
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In Audemars Piguet dal 2005, Andrea Cardillo ha assunto il ruolo di Country General Manager per Italia, Grecia e Turchia nel 2008© Alessio Scaccabarozzi




