È morto Maurizio Sella, figura chiave della finanza italiana ed europea, scomparso sabato 22 novembre all’età di 83 anni. Discendente del ministro delle Finanze Quintino Sella e nipote del fondatore della banca Gaudenzio, ha portato avanti la tradizione familiare legata al territorio biellese, dove affondano le radici imprenditoriali della sua famiglia sin dal XVI secolo.
Laureatosi in Economia e Commercio a Torino nel 1966, entrò immediatamente nella banca di famiglia, partendo come da consuetudine dallo sportello, fino a ricoprire per quasi trent’anni, dal 1974 al 2002, il ruolo di direttore generale e amministratore delegato.
Dal 2000 al 2025, ha poi ricoperto la carica di presidente della holding bancaria, accompagnando la crescita dell’istituto attraverso una profonda trasformazione tecnologica e organizzativa. Sotto la sua guida, Banca Sella è diventata la più grande banca privata italiana, distinguendosi per la capacità di innovare senza perdere il legame con la tradizione.
La visione di Sella ha orientato l’istituto lungo direttrici fondamentali per la finanza del futuro: consulenza finanziaria evoluta, gestione del risparmio e soprattutto pagamenti digitali. Come riportato dal quotidiano la Repubblica, fu tra i primi soci della startup Satispay, oggi unicorno italiano dei pagamenti digitali. Promosse la nascita di Hype, la banca via app sviluppata nel vecchio lanificio di Biella dove è sorto anche il primo SellaLab, incubatore per l’innovazione dedicato a PMI e territori.
Negli anni più recenti aveva lasciato la presidenza della holding a Giovanni Petrella, proseguendo il percorso già tracciato e mantenendo il legame con l’impresa di famiglia oggi guidata dal figlio Pietro Sella.
Un punto di riferimento per il sistema bancario
Sella non è stato solo un uomo di banca, ma anche una figura centrale nelle istituzioni rappresentative del settore. È stato presidente dell’Abi dal 1998 al 2006, guidando l’associazione nel delicato periodo delle privatizzazioni, della nascita dell’euro e dei consolidamenti bancari. Ha inoltre ricoperto ruoli di primo piano in ambito europeo, presiedendo la Federazione Bancaria Europea, partecipando al Sepa Council presso la Bce e all’Euro Retail Payments Board, oltre ad aver animato le attività di Aidaf, Assonime, Geb e numerose altre realtà associative.
L’impegno imprenditoriale e civile gli è valso prestigiosi riconoscimenti: fu nominato Cavaliere del Lavoro nel 1991 e Cavaliere di Gran Croce nel 2018, il più alto grado dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. È stato anche socio fondatore della Fondazione Cavour e presidente dell’Istituto Luigi Einaudi, incarnando un profilo di imprenditore colto, riservato e profondamente legato al tessuto culturale e istituzionale del Paese.
Uomo sobrio e lontano dai riflettori, Sella ha sempre mantenuto uno stile discreto, coerente con quella “piemontesità” che gli era cifra personale e culturale: rigore interiore, gentilezza, riservatezza. Preferiva la mediazione al confronto diretto, e nei rapporti professionali era capace di coltivare il dissenso con eleganza, senza alzare mai la voce. Per lui, l’impresa era prima di tutto una responsabilità verso la comunità, da esercitare con continuità e senso del dovere.
Nominato presidente della Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro nel 2019, lasciò l’incarico solo nell’ottobre scorso. Sciatore e alpinista esperto, aveva ereditato la passione per la montagna dal suo antenato Quintino, celebrato alpinista oltre che statista.
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