Stefano Scarpetta è stato nominato capo economista dell’Ocse. L’incarico sarà effettivo dal 1° aprile 2026, data in cui subentrerà a Laurence Boone alla guida del dipartimento economico dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
Scarpetta vanta una lunga carriera all’interno dell’Ocse, iniziata nel 1991, con una parentesi alla Banca Mondiale tra il 2002 e il 2006. Dal 2013 dirige la direzione per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari sociali, dove ha coordinato dossier chiave come la Jobs Strategy e l’analisi dell’impatto di grandi trasformazioni – dalla digitalizzazione ai cambiamenti demografici – sui mercati del lavoro e sui servizi pubblici.
Una nomina italiana dopo quasi vent’anni
Con questa nomina, Stefano Scarpetta diventa il primo italiano a ricoprire il ruolo di capo economista dell’Ocse dopo Pier Carlo Padoan, in carica tra il 1998 e il 2001. «Abbiamo grandi sfide da affrontare», ha commentato Scarpetta, facendo riferimento al complesso contesto attuale, segnato da tensioni geopolitiche, transizione digitale, sfide climatiche e demografiche.
Secondo il segretario generale dell’Ocse Mathias Cormann, Scarpetta ha dimostrato «leadership eccezionale» e una profonda competenza nell’analisi economica e nelle politiche pubbliche, confermandosi figura chiave nella missione dell’organizzazione.
Nel corso della sua carriera, Scarpetta ha più volte evidenziato alcune debolezze strutturali del sistema italiano, come la bassa crescita, la scarsa produttività e i limiti legati a occupazione giovanile, femminile e capitale umano.
Originario dell’Italia, Scarpetta è laureato con lode all’Università di Roma, ha conseguito un master alla London School of Economics e un PhD all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi.
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