La partita delle nomine nelle grandi partecipate entra nella fase decisiva, con il governo impegnato a definire le liste per il rinnovo dei Consigli di amministrazione. Il dossier è nelle mani della premier Giorgia Meloni insieme ai vicepremier, mentre si avvicinano le scadenze per la presentazione dei nomi.
Il quadro che emerge è quello di un equilibrio tra continuità e interventi mirati. I risultati economici delle principali società appaiono solidi, ma la scelta finale resta politica, con l’esecutivo orientato a intervenire solo in alcuni casi.
Secondo quanto riportato oggi dal Corriere della Sera, negli ultimi tre anni le grandi aziende pubbliche hanno registrato performance positive, con piani industriali rispettati e crescita della remunerazione degli azionisti. Un contesto che spingerebbe verso la conferma dei vertici.
È il caso di Eni, dove Claudio Descalzi si avvia verso il quinto mandato da amministratore delegato, mentre resta aperta la partita per la presidenza. Più definito il quadro di Enel, con la possibile riconferma di Flavio Cattaneo e Paolo Scaroni.
Restano invece margini di incertezza su altre caselle, in particolare su Terna e Enav, dove il risiko delle poltrone si intreccia con spostamenti interni e nuovi equilibri.
Proroghe e nuovi scenari
Tra le novità delle ultime ore c’è la proroga del mandato del comandante generale della Guardia di Finanza Andrea De Gennaro fino al 31 dicembre, una scelta che incide anche sugli equilibri delle nomine, escludendo un suo passaggio immediato alla presidenza di Eni.
Parallelamente, si valutano diversi profili per le posizioni ancora aperte, anche in funzione delle quote di genere e degli equilibri politici interni alla maggioranza.
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