Il riassetto delle partecipate pubbliche entra nel vivo e mette al centro Leonardo, uno dei Gruppi più strategici nei settori della difesa e della sicurezza. Il dossier è sul tavolo del governo italiano, con la prospettiva di un cambio al vertice che potrebbe concretizzarsi già nei prossimi giorni.
L’attuale amministratore delegato Roberto Cingolani, nominato nel 2023, sarebbe infatti vicino all’uscita. Una possibilità che avrebbe preso forma nelle ultime ore, anche alla luce delle riflessioni maturate a Palazzo Chigi dopo le recenti missioni internazionali della premier Giorgia Meloni.
Leonardo, chi al posto di Cingolani?
Tra i nomi in campo per la guida operativa del Gruppo emerge con forza quello di Lorenzo Mariani, manager interno già condirettore generale e oggi impegnato nello sviluppo di Mbda, joint venture nel settore missilistico. Il suo profilo viene considerato quello più solido, anche per garantire continuità in una fase delicata.
Accanto a lui restano altre candidature, tra cui Alessandro Ercolani e Stefano Donnarumma, ma con minori probabilità. Il primo sconta la provenienza da un concorrente estero, mentre il secondo è impegnato nella gestione di Ferrovie dello Stato.
L’eventuale uscita di Cingolani segnerebbe comunque un passaggio rilevante, considerando i risultati ottenuti, tra cui una crescita del titolo in Borsa pari a circa 21% dall’inizio dell’anno.
Il risiko delle partecipate
Il nodo Leonardo si inserisce in un quadro più ampio di rinnovo dei vertici delle grandi aziende pubbliche. Il governo è impegnato in un complesso gioco di equilibri politici e industriali che riguarda diversi Gruppi strategici.
Per Eni appare probabile la conferma dell’amministratore delegato Claudio Descalzi per un quinto mandato, mentre resta aperta la partita per la presidenza, con i nomi di Andrea De Gennaro ed Elisabetta Belloni tra i più accreditati.
In Enel, invece, si va verso la conferma di Paolo Scaroni alla presidenza e di Flavio Cattaneo come amministratore delegato. Anche Terna potrebbe cambiare guida, con Giuseppina Di Foggia che avrebbe poche possibilità di restare e il possibile arrivo di Pasqualino Monti.
Il riassetto coinvolge anche Enav, dove si prospettano nuovi incarichi sia per la guida operativa sia per la presidenza, e conferme già definite come quella di Silvia Maria Rovere a Poste.
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Lorenzo Mariani




