Il rinnovo dei vertici delle partecipate mette al centro il dossier Leonardo, dove prende sempre più corpo l’ipotesi di un cambio alla guida del Gruppo. L’amministratore delegato Roberto Cingolani sarebbe infatti vicino all’uscita, nonostante i risultati positivi ottenuti negli ultimi anni.
Una scelta che segna una discontinuità rispetto all’andamento industriale e finanziario della società, ma che si inserisce in un contesto più ampio di ridefinizione degli equilibri politici e strategici.
Il nodo politico
Negli ultimi tre anni il Gruppo ha registrato una crescita significativa, con miglioramenti sul debito e un forte andamento del titolo in Borsa. Il percorso di trasformazione ha portato Leonardo a rafforzarsi anche sul fronte tecnologico e della sicurezza.
Tuttavia, secondo la ricostruzione pubblicata oggi dal quotidiano la Repubblica, alla base della possibile sostituzione ci sarebbero tensioni nei rapporti con il governo e una perdita di fiducia, oltre a divergenze sulle scelte strategiche. Anche i mercati hanno reagito alle indiscrezioni: il titolo ha mostrato segnali di volatilità negli ultimi giorni, in un contesto già influenzato dalle dinamiche geopolitiche del settore della difesa.
La successione al vertice di Leonardo
Per la guida del gruppo prende quota il nome di Gian Piero Cutillo, attuale responsabile della divisione elicotteri, considerato il favorito. Resta in corsa anche Lorenzo Mariani, manager interno già indicato tra i principali candidati nelle fasi precedenti.
La decisione finale potrebbe arrivare a breve, con la presentazione delle liste per il nuovo Consiglio di amministrazione. Il cambio al vertice di Leonardo rappresenterebbe così l’intervento più significativo nell’attuale tornata di nomine, a fronte di una generale continuità nelle altre partecipate.
© Riproduzione riservata
Il Ceo di Leonardo, Roberto Cingolani, durante la presentazione di Michelangelo Dome © Leonardo S.p.A. and subsidiaries




