Guido Stazi è il nuovo presidente della Consob, completando il passaggio di consegne con la presidente vicaria Chiara Mosca. La riunione della Commissione si è svolta il 12 agosto a Roma e segna il ritorno dell’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari alla sua composizione completa di cinque membri.
La nomina di Stazi arriva dopo oltre quattro mesi dalla scadenza del mandato del precedente presidente, Paolo Savona, e chiude una fase caratterizzata da una lunga ricerca di un candidato condiviso. La scelta era stata anticipata a luglio, quando il governo aveva individuato nell’economista il profilo destinato a guidare l’istituzione.
Chi è Guido Stazi
Romano, classe 1957, Guido Stazi è approdato alla Consob dopo aver costruito una carriera tra economia, regolazione e istituzioni. Dopo la laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma, ha svolto attività accademica e ha insegnato Economia e politica della concorrenza all’Università di Siena. Ha inoltre maturato una lunga esperienza nelle autorità indipendenti.
Prima di arrivare alla presidenza Consob, Stazi era segretario generale dell’Agcm, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, incarico assunto nel marzo 2022. In precedenza aveva ricoperto proprio il ruolo di segretario generale della Consob tra il 2013 e il 2017. È stato inoltre capo di gabinetto dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni tra il 2005 e il 2012.
Il suo profilo comprende anche competenze specifiche nei settori dell’economia digitale, delle piattaforme elettroniche e dei big data, oltre a pubblicazioni e attività di ricerca sui temi dell’antitrust, della regolazione e dei mercati.
Gli obiettivi futuri
Il nuovo presidente si trova ora alla guida di un organismo centrale per il funzionamento dei mercati finanziari italiani. La Consob ha infatti il compito di vigilare sulla trasparenza e sul corretto funzionamento del mercato mobiliare, tutelando gli investitori e garantendo condizioni di regolarità per gli operatori.
Con l’insediamento di Stazi, la Commissione torna dunque a operare nella sua configurazione ordinaria. Un passaggio che arriva in una fase caratterizzata da importanti trasformazioni dei mercati, dalla crescente digitalizzazione della finanza e dalla necessità di rafforzare gli strumenti di vigilanza.
La nomina punta quindi a combinare continuità istituzionale e competenze tecniche, affidando la guida dell’Authority a un manager pubblico che conosce già dall’interno il funzionamento della Consob e che ha maturato negli anni una significativa esperienza nelle autorità indipendenti.
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