Con la nomina di Giulio Terzariol a direttore generale e Group Deputy Ceo, il Gruppo Generali ridefinisce il proprio vertice operativo dopo anni di equilibrio delicato tra poteri e governance. È un ritorno alle origini per la compagnia triestina, che non assegnava questo incarico dal 2017, ma è anche un passo deciso verso il rafforzamento della macchina esecutiva, in vista della realizzazione del piano Lifetime Partner 27: Driving Excellence voluto dall’amministratore delegato Philippe Donnet.
Un manager internazionale per rafforzare Generali
La scelta è caduta su un manager dalla reputazione solida e internazionale. Terzariol, 53 anni, nato a Udine, è noto nel settore come “l’uomo dei numeri”. Si è laureato in Economia aziendale all’Università Bocconi di Milano nel 1995 e ha costruito una carriera che unisce competenze finanziarie profonde, esperienza gestionale e visione strategica internazionale.
Carriera che ha preso il via proprio in Generali, dove nel 1995 ha iniziato come International Trainee con base a Monaco di Baviera e un’esperienza a Vienna.
Nel 1998 è passato ad Allianz, dove ha trascorso oltre vent’anni ricoprendo ruoli di crescente responsabilità. Tra il 2005 e il 2007 è stato Regional Cfo per l’Asia Pacific, con base a Singapore. Dal 2008 al 2017 ha svolto l’incarico di Cfo di Allianz Life Usa, per poi diventare nel 2016 Head of Group Planning and Controlling del gruppo Allianz, responsabile del performance management globale.
Nel 2018 è stato nominato Group Cfo di Allianz SE e membro del board of management, posizione mantenuta fino al 2023. A gennaio 2024 è tornato a Trieste per entrare nel leadership team di Generali come Ceo Insurance, assumendo ora un ruolo centrale nella struttura operativa del gruppo.
Un ruolo strategico
Nel nuovo incarico, Terzariol supervisionerà l’intero business assicurativo del gruppo e Banca Generali, con deleghe che rafforzano ulteriormente il suo ruolo di snodo centrale nel sistema. La sua nomina, però, è arrivata in un contesto tutt’altro che unanime: secondo quanto riportato dall’agenzia Radiocor, quattro consiglieri si sono astenuti, tre in quota Caltagirone e, con sorpresa, Clemente Rebecchini, storico rappresentante di Mediobanca, oggi sotto il controllo di Montepaschi, azionista di peso in Generali tramite Delfin.
Sebbene tutti abbiano espresso stima personale nei confronti del manager, l’astensione segnala la persistente tensione tra Donnet e una parte degli azionisti, che vedono nella mossa un segnale di continuità e non di discontinuità, come avrebbero preferito.
Proprio questa fiducia da parte dell’a.d. è una delle chiavi del nuovo assetto. Donnet ha infatti spiegato che la riorganizzazione interna, di cui Terzariol è parte centrale, mira a rafforzare il focus strategico e a rendere più solida la governance in una fase delicata per il gruppo, tra il dossier Natixis, la partita del risparmio gestito e i cambi di equilibrio tra soci.
In questo scenario, la figura di Terzariol emerge come quella di un tecnico esperto ma anche di un potenziale leader di lungo periodo. La sua nomina non chiude i giochi sulla governance, ma li rilancia su basi più strutturate, proiettando il gruppo verso le sfide del piano 2027 con una guida esecutiva più definita e potenziata.
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