Fabrizio Larini è il nuovo presidente per il triennio 2026-2029 di Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema). Larini è stato eletto per acclamazione dall’Assemblea dei soci del 21 gennaio, che ha nominato anche il nuovo Consiglio di presidenza. Il nuovo presidente succede a Mario Lorini, che ha guidato l’associazione dal 2018 per due mandati consecutivi.
I vicepresidenti sono Sino Caracappa, Simone Castagno, Marco Fortunato, Massimiliano Giometti, Francesco Grandinetti, Gianluca Pantano, Alberto Passalacqua, Leandro Pesci, Tomaso Quilleri e Andrea Stratta. Carlo Bernaschi è presidente onorario dell’Associazione.
Confermate inoltre alcune figure operative: Simone Gialdini resta direttore generale, Andrea Malucelli tesoriere; Giorgio Ferrero è delegato alle Giornate professionali di cinema e Luigi Grispello delegato ai rapporti con Fice (Federazione Italiana Cinema d’Essai). Eletti revisori dei conti dell’Anec Gianni Bernardi, Giuseppe Citrigno e Marco Vitale. Giulio Dilonardo ricoprirà la carica di vicepresidente dell’Agis (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo).
Il profilo di Fabrizio Larini
Imprenditore attivo nel settore cinematografico e associativo, Larini è proprietario e gestore di diverse sale in Toscana, tra cui la multisala Goldoni e altre strutture a Viareggio e Livorno. È stato presidente di Anec Toscana dal 2015, succedendo a Patrizia Gambini, e nel suo incarico regionale si è impegnato per rafforzare il ruolo delle sale nella vita culturale del territorio, promuovendo l’adeguamento tecnologico delle strutture, ampliando il dialogo con le istituzioni locali e regionali e lavorando a una maggiore visibilità delle programmazioni attraverso iniziative condivise tra esercenti.
Nel primo intervento da presidente, Larini ha indicato priorità e obiettivi del mandato, dal rapporto con i territori al confronto con istituzioni e filiera. «Eredito da Mario Lorini un’associazione solida, che ha saputo resistere alla pandemia e rinnovare le proprie sale. Il mio impegno sarà ora orientato alla collegialità con i territori e a un dialogo costante con le istituzioni e la filiera. Come imprese, chiediamo al Governo certezza sui tempi di erogazione dei sostegni, per evitare crisi di liquidità non più sostenibili. Parallelamente, è prioritario riequilibrare il rapporto con la distribuzione: rivendichiamo libertà nelle scelte di palinsesto e il diritto alla multiprogrammazione, strumenti vitali per la sopravvivenza delle piccole e medie sale. Ogni cinema è un presidio sociale e culturale che va tutelato con ogni mezzo».
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