Claudio Visco, Senior Partner dello studio legale Lipani Legal&Tax, ha assunto la carica di presidente dell’International Bar Association (Iba), la principale organizzazione di professionisti legali internazionali, che oggi conta oltre 80 mila avvocati e circa 190 ordini di avvocati e associazioni forensi in più di 170 Paesi.
Eletto il 1° gennaio 2026 e in carica per l’intero anno solare, Visco porta alla presidenza dell’Iba un’esperienza di oltre quarant’anni di impegno continuativo nei principali ambiti di attività dell’associazione. Nel corso della sua carriera nell’Iba, l’avvocato ha ricoperto numerosi incarichi di rilievo, tra cui quello di vicepresidente e segretario generale, al fianco del presidente uscente Jaime Carey, Chair della Bar Issues Commission (Bic), membro del Diversity & Inclusion Council e di Co-Chair del Securities Law Committee. Dal 2015 è inoltre membro del Management Board dell’Iba, contribuendo alle scelte strategiche e alla governance dell’organizzazione.
Tra le priorità che caratterizzeranno il suo mandato: la tutela dello stato di diritto e la difesa dell’indipendenza della professione legale e della magistratura; l’impatto dell’Intelligenza Artificiale e le connesse esigenze regolatorie; la promozione della parità di genere, della diversità e dell’inclusione nella professione legale; la valorizzazione del ruolo e dell’apporto dell’IBA rispetto all’impatto sociale ed economico della professione legale.
“Sapere di far parte di un percorso collettivo che da sempre tutela lo stato di diritto, l’accesso alla giustizia e l’indipendenza della professione legale è per me motivo di grande orgoglio, ma anche di profonda responsabilità”, ha commentato. “Oggi assistiamo a violazioni senza precedenti di questi principi fondamentali, persino in giurisdizioni nelle quali, in passato, simili derive sarebbero state ritenute impensabili. Il ruolo degli avvocati come custodi dei valori fondamentali delle nostre società è troppo spesso sottovalutato. Per questo mi impegnerò a rafforzarne la consapevolezza e il riconoscimento, lavorando insieme agli Ordini professionali, alle associazioni forensi e alle organizzazioni internazionali”.
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