La recente scomparsa di Valentino Garavani, all’età di 93 anni, ha aperto una fase importante nella gestione di uno dei patrimoni più significativi mai accumulati da un simbolo della moda italiana. Lo stilista, rappresentante mondiale di eleganza e fondatore della Maison Valentino, non aveva figli né coniuge, così la ripartizione della sua notevole eredità sarà determinata principalmente dal testamento depositato presso un notaio a Roma e, in parte, dal diritto successorio italiano.
Secondo le stime, il patrimonio personale dello stilista si aggira attorno a 1,5 miliardi di euro, una cifra costruita nel corso di oltre sessant’anni di carriera e attraverso investimenti immobiliari, aziendali e collezionistici.
Il patrimonio di Valentino, le proprietà
Tra i beni principali di Valentino, che rappresentano l’eredità da suddividere, figurano ville e residenze. Fra queste, ci sono la villa sull’Appia Antica a Roma, simbolo della sua vita privata; un attico in via dei Condotti sempre a Roma, la villa La Cercola a Capri e uno chalet a Gstaad in Svizzera. Vanno citati anche il palazzo ottocentesco a Holland Park, a Londra; un attico a Manhattan e il castello di Wideville vicino a Parigi.
Notevoli sono le collezioni d’arte: opere di rilievo internazionale, tra cui pezzi di Picasso, Warhol, Rothko e altri importanti artisti. Inoltre, Valentino possedeva partecipazioni societarie e trust, alcune delle quali storicamente legate a Giammetti e ad altri partner di fiducia.
Oltre al patrimonio personale, va ricordato che la Maison Valentino continua a essere una realtà economica solida, con un fatturato di oltre 1,3 miliardi di euro e una presenza globale in oltre cento Paesi. Tuttavia, il marchio stesso non fa parte dell’asse ereditario diretto poiché appartiene a investitori terzi, incluso un importante fondo qatariota e una quota di minoranza del gruppo Kering.
Chi sono i principali eredi dello stilista
In assenza di discendenti diretti, due sono i cardini del testamento e dei rapporti affettivi e professionali che guideranno la divisione dei beni. Si tratta dei familiari di sangue e di persone strettamente legate alla sua vita e alla sua carriera.
Fra i potenziali eredi figurano la sorella maggiore, Vanda Garavani; Oscar Garavani, pronipote dello stilista, spesso considerato elemento centrale anche negli aspetti più personali dell’eredità. Poi va annoverato Giancarlo Giammetti, storico socio e amico di una vita di Valentino. Rappresenta una figura chiave nella gestione del marchio e della Fondazione Valentino Garavani & Giancarlo Giammetti.
Vanno nominati pure Sean e Anthony Sax, figli del collaboratore storico Carlos Sax, da molti considerati come “figliocci” o eredi affettivi dello stilista. Infine, ci sono altri collaboratori storici e legati affettivamente allo stilista, tra cui figura anche Bruce Hoeksema. Potrebbero essere nominati nel testamento o ricevere parte dell’eredità.
Il ruolo del testamento: cosa prevede la legge
La divisione dell’eredità di Valentino sarà innanzitutto determinata dalle disposizioni testamentarie che ha redatto. In Italia, in mancanza di figli e coniuge, entrano in gioco altri parenti fino al sesto grado (come fratelli, sorelle e nipoti), ma il testatore ha la libertà di scegliere liberamente i beneficiari per la parte disponibile del patrimonio, purché non violi le quote di legittima garantite ai parenti stretti per legge.
Oltre ai beni materiali, il lascito di Valentino si manifesta nel impatto culturale e artistico. La fondazione che porta il suo nome continua a promuovere arte, moda e cultura, riflettendo la visione estetica che ha caratterizzato l’intera carriera dello stilista. In definitiva, la ripartizione non è solo una questione economica. Si tratta del riflesso di una vita dedicata alla moda, alla bellezza e alle relazioni umane, che nel testamento troverà la sua espressione più concreta.
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