Vacanze on the road, così cambia il viaggio degli italiani

Ricerche online, mete culturali e tecnologie di assistenza raccontano un turismo più flessibile, costruito su tappe e sicurezza

Vacanze on the road, così cambia il viaggio degli italiani

L’estate degli italiani passa sempre più dall’auto, non solo come mezzo per raggiungere una destinazione, ma come strumento per costruire viaggi più liberi, flessibili e ricchi di tappe. È il punto di contatto tra le due ricerche: da un lato l’Osservatorio Telepass, nato dalla collaborazione tra Moveo e Seed Digital, registra la crescita dell’interesse online per i viaggi in macchina; dall’altro la ricerca YouGov realizzata per Ford conferma la centralità dell’auto nelle scelte di vacanza.

Secondo l’Osservatorio Telepass, le ricerche su Google legate ai viaggi in macchina sono aumentate di circa il 20% tra giugno e luglio 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. L’analisi, condotta sugli ultimi 48 mesi, ha preso in esame un campione di 16 città d’arte e 16 borghi italiani, insieme alle rispettive attrazioni e ai principali servizi collegati al viaggio. Il dato racconta una vacanza meno stanziale, costruita su itinerari a tappe. L’auto permette di combinare città d’arte, borghi, monumenti e località di mare o di lago, trasformando il tragitto in una parte vera e propria dell’esperienza turistica.

Vacanze on the road tra cultura e libertà

La centralità dell’auto emerge anche dalla ricerca YouGov-Ford: l’80% degli italiani sceglie la macchina per andare in vacanza. I patentati percorrono in media circa 500 chilometri per tratta, mentre il 7% supera i 1.000 chilometri. Le ragioni principali sono autonomia e libertà di movimento una volta arrivati, indicate rispettivamente dal 58% e dal 54% degli intervistati, seguite dal comfort generale del viaggio, citato dal 52%.

La stessa voglia di costruire percorsi su misura si ritrova nei dati dell’Osservatorio Telepass. Tra gennaio e luglio 2026, pur in presenza di un calo del 3,6% del complesso delle ricerche analizzate rispetto allo stesso periodo del 2025, aumentano del 3,4% le ricerche dedicate a monumenti e attrazioni specifiche. Scendono invece del 26,3% quelle più generiche legate al “cosa fare”.

Il segnale è netto: gli italiani cercano meno suggerimenti generici e si concentrano di più su luoghi riconoscibili. Nel 2025, le ricerche dedicate a monumenti e attrazioni culturali hanno rappresentato il 78,7% del totale analizzato dall’Osservatorio, quota salita all’81% nei primi mesi del 2026.

Accanto alle città d’arte crescono soprattutto i borghi di mare e di lago, che in estate concentrano oltre la metà delle ricerche dell’intero anno e ad agosto raggiungono un interesse pari a 2,7 volte la media mensile. Nello scenario centrale delle proiezioni dell’Osservatorio, questo segmento è l’unico atteso in crescita nell’estate 2026, con un aumento stimato dell’8,1% rispetto al 2025.

Lunghe distanze, cresce il peso degli Adas

L’altra faccia della vacanza on the road è la fatica. Nella ricerca YouGov-Ford, dopo ore al volante la sensazione più diffusa è la stanchezza generale, indicata dal 43% dei patentati, seguita dall’affaticamento fisico specifico, citato dal 40%. Il traffico è considerato l’aspetto più faticoso del viaggio dal 34% degli intervistati.

Il tema ha anche un risvolto di sicurezza. Il 32% dei patentati dichiara di aver sperimentato almeno un colpo di sonno al volante e, tra questi, un terzo lo ha vissuto più volte. Allo stesso tempo, la ricerca registra comportamenti prudenti: il 51% inizia a percepire stanchezza entro le prime tre ore di guida e il 72% effettua una sosta entro lo stesso intervallo.

In questo contesto cresce il ruolo delle tecnologie di assistenza alla guida. Per l’86% dei patentati coinvolti nella ricerca YouGov-Ford, gli Adas possono aumentare la sicurezza durante i lunghi tragitti. L’81% si dice a proprio agio con sistemi che supportano il guidatore senza sostituirlo. Gli Adas sono considerati particolarmente utili nei lunghi viaggi, nei tragitti autostradali e nella guida notturna.

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