Tod’s, perché la procura di Milano ha chiesto il commissariamento

Secondo i pm, l'azienda avrebbe agevolato lo sfruttamento nei laboratori cinesi. Tribunale e appello respingono, ma si va in Cassazione

Tod's, perché la procura di Milano ha chiesto il commissariamento© Shutterstock

La Procura di Milano ha chiesto il commissariamento per Tod’s, storico marchio del lusso guidato dai fratelli Della Valle, nell’ambito della maxi-inchiesta sul caporalato nella moda. La contestazione riguarda l’agevolazione colposa di sfruttamento lavorativo da parte di opifici cinesi legati alla filiera dell’azienda, dove si sarebbero verificate condizioni definite “ottocentesche”.

Le motivazioni della Procura

Dalle ispezioni condotte dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, sarebbero emerse situazioni gravi: salari di 2,75 euro all’ora, lavoro notturno e festivo, dipendenti costretti a dormire nei luoghi di lavoro, strumenti privi di dispositivi di sicurezza. In un’immagine simbolica citata nel ricorso in Cassazione, si mette a confronto il costo di produzione di una tomaia, tra 8 e 14 euro, con il prezzo finale di vendita della calzatura, pari a 690 euro.

A preoccupare la Procura è anche l’eventuale uso di etichette “Made in Romania” applicate su prodotti confezionati in Italia, come nel caso della società Zen Confezioni, che avrebbe realizzato capi per il personale dei negozi Tod’s, pur mascherandone l’origine.

La giustizia si divide

Il pm Paolo Storari, già protagonista di analoghi procedimenti contro marchi come Loro Piana e Dior, ha avanzato la richiesta di commissariamento, ma Tribunale e Corte d’Appello di Milano l’hanno rigettata. Il motivo? Una questione di incompetenza territoriale e una distinzione tra le forniture per uso interno e la produzione destinata al mercato. Secondo i giudici, nel caso delle divise per i dipendenti, Tod’s sarebbe da considerare un semplice cliente; mentre solo per gli opifici marchigiani, che producono beni commercializzati con il brand, si potrebbe ipotizzare una responsabilità.

Il pm ha però definito “francamente incomprensibili” le motivazioni dei giudici, e ha fatto ricorso in Cassazione, con udienza fissata per il 19 novembre.

Tod’s: “Sempre rispettate le regole”

L’azienda, pur non risultando indagata, ha risposto con fermezza, dichiarandosi pronta a fornire tutti i chiarimenti necessari per dimostrare la propria totale estraneità ai fatti. In una nota ha sottolineato che i laboratori selezionati sottoscrivono accordi rigorosi e sono oggetto di controlli regolari da parte dei propri ispettori. Tod’s ha anche ribadito di agire sempre nel rispetto delle leggi, affermando che i propri stabilimenti sono considerati “un’eccellenza mondiale”.

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