La crisi che sta travolgendo il trasporto aereo nel Medio Oriente — innescata dall’escalation di violenze tra Stati Uniti, Israele e Iran — ha generato un impatto economico e operativo di portata globale. Secondo le stime di RimborsoAlVolo, società italiana specializzata nell’assistenza ai viaggiatori, lo stop dei voli nell’area ha già causato circa 2,1 miliardi di euro di perdite per le compagnie aeree. Questo è il calcolo che tiene conto dei mancati ricavi dai biglietti e i costi di assistenza ai passeggeri rimasti a terra.
Tutti i numeri e le possibili ricadute
La stima sui costi dello stop dei voli, che copre i primi giorni della crisi iniziata il 28 febbraio scorso, vede coinvolti circa 2,9 milioni di viaggiatori che non hanno potuto volare. Tra questi, circa 40.000 italiani partiti dagli hub internazionali di Fiumicino e Malpensa hanno visto cancellato il proprio volo verso Doha, Abu Dhabi o Dubai.
Il conflitto ha portato alla chiusura o al vuoto operativo di spazi aerei chiave come quelli degli
Emirati Arabi Uniti (Dubai, Abu Dhabi) e del
Qatar (Doha), hub nodali per i voli tra Europa, Asia e Oceania. Molte grandi compagnie — da KLM a British Airways passando per
Lufthansa e Air France — hanno sospeso gran parte dei voli programmati nelle rotte mediorientali, con ripercussioni anche su collegamenti intercontinentali.
Secondo analisi finanziarie internazionali, che si stanno effetuando anche sul fronte costo dell’energia e del gas, il settore aereo globale ha già subito perdite di valore di mercato per oltre 22 miliardi di dollari a seguito delle tensioni geopolitiche e della chiusura degli hub del Golfo Persico, considerate le più gravi dal culmine della pandemia.
Non solo voli aerei
Gli effetti non si limitano ai vettori aerei: le agenzie di viaggio italiane prevedono un
impatto economico diretto sul turismo organizzato di oltre 6,4 milioni di euro tra pacchetti annullati e servizi non venduti nei prossimi 30 giorni, secondo Assoviaggi Confesercenti.
Dal punto di vista dei viaggiatori, le norme europee prevedono che in caso di voli cancellati le compagnie offrano rimborso o riprotezione su altri voli e assistenza durante l’attesa. Tuttavia, non spetta compensazione pecuniaria (per esempio 250–600 euro) quando la cancellazione è causata da “circostanze eccezionali” come conflitti armati o chiusure di spazi aerei per motivi di sicurezza.
Le compagnie, pur sotto pressione, stanno gestendo anche questioni operative complesse. Tra queste ci sono la riorganizzazione delle rotte, i costi di carburante più alti e le assicurazioni insufficienti per coprire questi eventi, come sottolinea l’industria assicurativa globale.