Rifiuti elettronici, cambiano le regole per la raccolta dei Raee

Rifiuti elettronici, cambiano le regole per la raccolta dei Raee© Shutterstock

I rifiuti elettronici seguono uno smaltimento speciale che, in Italia, ha subìto dei recenti cambiamenti. Si tratta di attenzioni che mirano a rispettare un’economia circolare che ancora non rispetta gli standard Ue. Le novità sono state rese ufficiali attraverso l’approvazione del decreto legislativo collegato alla Legge 147/2025, con il quale il Cdm vuole ridefinire il sistema di raccolta e trattamento dei Raee.

Gli italiani potranno richiedere il ritiro gratuito dei Raee direttamente presso la propria abitazione, grazie ai distributori. Così facendo si potranno recuperate tanti oggetti lasciati nelle cantine, nei garage e nelle case dei cittadini.

Sono previste multe più salate a chi gestisce in modo illegale i rifiuti elettronici e le imprese del comparto saranno tenute a destinare almeno il 3% del fatturato a campagne informative e iniziative di sensibilizzazione sull’argomento.

Raccolta rifiuti elettronici, come funziona oggi

In Italia il modello di conferimento dei rifiuti elettronici prevede il ritiro “uno contro uno”, che prevede di restituire gratuitamente un apparecchio usato quando se ne acquista uno nuovo. Inoltre esiste anche il ritiro “uno contro zero”, permette di consegnare dei piccoli dispositivi nei punti vendita di grande superficie senza obbligo di spesa.

Nel 2024 il tasso di raccolta si è attestato al 29,64%, ben lontano dal 65% fissato dall’Unione Europea. Un divario di oltre il 35%. Le nuove norme potranno finalmente favorire la diffusione dei sistemi “uno contro uno” e “uno contro zero”, finora poco utilizzati. Inoltre si interviene sul commercio elettronico e sulla gestione dei Raee professionali, due ambiti essenziali per colmare il divario rispetto ai risultati degli altri Stati membri.

La nuova legge

La svolta a livello legislativo sui rifiuti elettronici risponde alle sollecitazione del’Unione europea, che nel 2024 ha avviato procedure di infrazione contro più della metà degli Stati membri, tra cui l’Italia. Se la situazione non migliorerà entro il 2028, potrebbe arrivare una multa da 2 euro per ogni chilo di Raee non correttamente raccolto. Si tratterebbe di circa 2,6 miliardi di euro l’anno.

Il punto critico, secondo l’analisi del Ref, è che una quota rilevante di materiali continua a sfuggire ai canali ufficiali, i controlli risultano deboli e i cittadini spesso non ricevono il necessario supporto per lo smaltimento corretto. Raggiungere un centro di conferimento, soprattutto nelle aree periferiche o rurali, è ancora molto difficile.

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