Reputazione aziendale, l’asset che le imprese italiane trascurano

Per AstraRicerche il 64% delle imprese la considera strategica, ma solo il 20% ha una funzione e un budget dedicati

Reputazione aziendale, l'asset che le imprese italiane trascurano© Shutterstock

La reputazione aziendale è ormai riconosciuta come un fattore determinante per la competitività, la fiducia del mercato e le performance di business. Eppure, nonostante questa consapevolezza, molte imprese italiane non dispongono ancora di strumenti e risorse adeguati per gestirla in modo strutturato.

È quanto emerge dalla ricerca La nuova economia della reputazione, realizzata da Disclosers in collaborazione con AstraRicerche su un campione di 400 responsabili marketing, comunicazione e Pr di aziende italiane con almeno dieci dipendenti.

Il divario tra priorità e investimenti

Secondo lo studio, il 64% delle imprese considera la reputazione una priorità strategica, ma soltanto il 20% dispone di una funzione aziendale e di un budget dedicato alla sua gestione. Il dato evidenzia un divario tra la consapevolezza dell’importanza della reputazione e la capacità di trasformarla in una leva manageriale concreta. Un ulteriore 5% delle aziende, inoltre, dichiara di intervenire esclusivamente in modo reattivo, cioè quando si verifica una crisi.

Per gli intervistati, la reputazione nasce innanzitutto dalla qualità reale di prodotti e servizi (43%), seguita dalla soddisfazione e dalla fedeltà dei clienti (35%) e dalla coerenza tra valori dichiarati e comportamenti aziendali (32%). I clienti finali e i partner commerciali sono considerati i principali soggetti capaci di influenzare la percezione di un’impresa.

L’impatto sul business è concreto: quasi sette aziende su dieci affermano di evitare collaborazioni con fornitori o partner caratterizzati da una reputazione negativa. Un segnale di come la credibilità sia diventata un elemento decisivo anche nelle relazioni B2B.

Grande attenzione viene riservata anche all’employer branding. Il 63% delle aziende gestisce la reputazione verso dipendenti e candidati separatamente da quella commerciale, con l’obiettivo di attrarre talenti qualificati, rafforzare il posizionamento sul mercato e migliorare il clima interno.

Il peso di Ceo e informazione

Lo studio evidenzia inoltre il peso crescente del top management. Per il 76% del campione, la reputazione del Ceco incide direttamente sull’immagine dell’azienda. Allo stesso tempo, dichiarazioni controverse dei vertici, utilizzo improprio dei social media, violazioni dei dati e crisi di prodotto rappresentano tra i principali rischi reputazionali.

Sul fronte della comunicazione, le testate giornalistiche online continuano a essere considerate il canale più efficace per costruire autorevolezza, seguite dai media internazionali e dalla stampa specializzata. Cresce anche il ruolo di newsletter, podcast e creator digitali, mentre quasi la metà delle imprese ha aumentato gli investimenti negli eventi in presenza dopo il periodo pandemico.

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata