Ci sono voluti 11 mesi per rendere operativo il bonus elettrodomestici, fortemente voluto dalle organizzazioni di categoria Applia Italia, Aires e Ancra. Un’attesa dovuta alla lentezza con la quale sono stati emanati i Decreti che hanno dato corpo alla Legge, approvata a fine 2024, con la quale è stata definita la piattaforma informatica che gestisce il sistema.
L’accesso al database è stato aperto il 23 ottobre per i manufacturer/importatori e il 27 per i retailer. La data per l’accesso dei consumatori al bonus è stata fissata, invece, per il 18 novembre. Vista la cifra relativamente esigua messa a disposizione (meno di 50 milioni, pari a 500 mila bonus da 100 euro o 250 mila da 200 euro) è probabile che i voucher disponibili saranno esauriti nell’arco di pochi giorni…
Un iter complesso
Il primo passo è stato individuare la persona autorizzata ad accedere al database per conto del produttore, dell’importatore o del retailer, i cui dati sono stati inviati con una Pec indirizzata a Invitalia che, fatti i controlli del caso, ha comunicato a PagoPa i nominativi. I delegati, ricevuto un link per accedere al portale, hanno caricato i file con l’elenco dei prodotti sul database approntato da PagoPa.
Di ogni prodotto, oltre ai codici identificativi – sotto la loro responsabilità –, i produttori/importatori hanno indicato lo stabilimento di produzione. Invitalia, fatti i controlli a campione sullo stabilimento – che deve trovarsi in un Paese dell’Unione Europea – e sull’eleggibilità del prodotto incentivato, ha reso pubblico l’elenco dei prodotti, liberamente consultabile sul sito bonuselettrodomestici.it..
Un carico di lavoro in più per i retailer
Anche i venditori hanno dovuto seguire un iter preciso e sottoscrivere un contratto, accedendo tramite Spid o Cid all’area riservata di PagoPa, inserendo i dati di tutti i punti vendita che aderiscono all’iniziativa e indicando le credenziali degli operatori che in ogni singolo negozio sono abilitati a dialogare con la piattaforma e l’Iban del conto sul quale Invitalia accrediterà il controvalore degli incentivi sui prodotti venduti.
Approntato tutto questo – compreso il complesso sistema che consente di verificare sia l’Isee sia che il consumatore non abbia già usufruito dell’incentivo – il carico di lavoro per i retailer non si è concluso. Prima di tutto hanno dovuto identificare in modo chiaro l’eleggibilità all’incentivo dei modelli che espongono o hanno in assortimento, confrontando i dati di magazzino con l’elenco inserito nel sito.
Una volta che il consumatore avrà richiesto alla piattaforma l’emissione del voucher che gli consente di accedere all’incentivo, con questo dovrà recarsi presso il punto vendita, scegliere l’elettrodomestico eleggibile e andare alla cassa. A questo punto, l’addetto dovrà interfacciarsi con la piattaforma, inserire il codice del voucher presentato dall’utente, il codice del prodotto e il prezzo di vendita. La corrispondenza con il codice fiscale associato dovrà essere verificata solo nel caso in cui l’utente non utilizzi il voucher tramite l’app IO.
La piattaforma informatica calcolerà l’importo dello sconto in fattura e genererà una transazione, la cosiddetta pre-autorizzazione. Il consumatore potrà allora concludere l’acquisto con lo sconto previsto (il 30% del prezzo con un tetto di 100 euro, 200 se risponde a determinati criteri ISEE).
Tra le clausole del bonus, l’obbligo del ritiro dell’elettrodomestico obsoleto da parte del punto vendita. Per ottenere il rimborso, trascorso il periodo per eventuali resi, il venditore caricherà la fattura sulla piattaforma di PagoPa completata dalla dichiarazione relativa al ritiro 1 contro 1.
Articolo pubblicato su Uptrade di novembre 2025
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